Gli omicidi dei tarocchi di Barbara Baraldi. Mistero, esoterismo e suspense in una Trieste oscura. Recensione di Alessandria today
Il nuovo romanzo di Barbara Baraldi, Gli omicidi dei tarocchi, trasporta il lettore in una Trieste cupa e magnetica, dove la logica dell’indagine poliziesca si intreccia con il fascino arcano dei tarocchi. L’opera si apre con due omicidi sconvolgenti: accanto ai corpi delle vittime compaiono carte dei tarocchi — Temperanza e Ruota della Fortuna — appartenenti a un mazzo realizzato a mano da Maia, sorella della commissaria Emma Bellini, con la quale ha interrotto da tempo ogni rapporto.
Fin dalle prime pagine, l’autrice costruisce una tensione narrativa che unisce mistero, introspezione e segreti familiari. Emma incarna la razionalità investigativa, mentre Maia, segnata da un trauma che l’ha allontanata dalla divinazione, rappresenta il lato fragile e visionario della vicenda. Quando gli omicidi si moltiplicano, Maia è costretta a tornare a confrontarsi con i tarocchi, trasformandoli da simbolo di dolore in strumento di conoscenza e salvezza.
Il ritmo è incalzante e cinematografico: capitoli brevi, colpi di scena calibrati e una scrittura asciutta che evita sovraccarichi descrittivi, mantenendo il lettore sospeso fino all’ultima pagina. Barbara Baraldi dimostra di padroneggiare la tecnica del thriller moderno, riuscendo a mescolare atmosfere noir con una vena esoterica che non scivola mai nell’eccesso.
I personaggi sono tratteggiati con grande sensibilità. Maia è fragile e complessa, divisa tra paura e desiderio di riscatto; Emma è determinata, dura ma segnata da legami familiari dolorosi. La tensione tra le due sorelle diventa il cuore pulsante del romanzo, un conflitto interiore che riflette il gioco eterno tra ragione e destino.
La critica ha accolto il romanzo con entusiasmo, sottolineandone la capacità di unire suspense, occulto e introspezione psicologica. Alcuni lettori hanno trovato il finale meno incisivo rispetto allo sviluppo precedente, ma la maggioranza concorda sul fatto che Gli omicidi dei tarocchi sia un thriller che si legge d’un fiato, con una scrittura magnetica e coinvolgente.
Un libro consigliato a chi ama i gialli che non si limitano al meccanismo dell’indagine, ma aprono uno sguardo sulle zone d’ombra dell’animo umano, regalando al tempo stesso una Trieste misteriosa e suggestiva come sfondo narrativo.
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Biografia di Barbara Baraldi
Barbara Baraldi (n. 1979) è una delle autrici più affermate del panorama letterario italiano contemporaneo, conosciuta soprattutto per i suoi romanzi noir, thriller e gialli psicologici. Nata a Mirandola, in provincia di Modena, ha esordito nel 2007 con La ragazza dalle ali di serpente, seguito da La collezionista di sogni infranti. Da allora la sua carriera è stata segnata da una costante crescita e da un successo sempre più ampio di pubblico e critica.
La Baraldi è considerata una voce originale del thriller italiano, capace di intrecciare tensione narrativa, atmosfere oscure e introspezione psicologica. Tra le sue opere più note si ricordano Bambole pericolose (2008), La casa di Adele (2010), Aurora nel buio (2017), Osservatrice oscura (2021) e la saga con protagonista l’ispettrice Aurora Scalviati, che ha conquistato un vasto seguito di lettori.
Parallelamente alla narrativa, Barbara Baraldi ha collaborato come sceneggiatrice per Dylan Dog con Sergio Bonelli Editore, contribuendo a storie che hanno lasciato il segno nella celebre serie a fumetti.
Le sue opere sono caratterizzate da ambientazioni suggestive, trame serrate e personaggi intensi, spesso donne complesse, sospese tra fragilità e forza interiore. Oltre al talento narrativo, è apprezzata per la sua capacità di mescolare elementi di realtà e immaginario, razionalità e simbolismo, restituendo al lettore un’esperienza di lettura avvolgente.
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Link di riferimento:
Thriller Café – Recensione
Salotto Giallo – Approfondimento
Nerdando – Opinione
Alibionline – Recensione
Sololibri – Scheda libro
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