Medicina “Cuore e vasi in Italia: perché le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte e come stanno cambiando cure e interventi”
Quando si parla di cuore non si parla solo di clinica, ma di società, stili di vita, prevenzione e innovazione: un intreccio che oggi, più che mai, decide la qualità e la durata della vita.
Pier Carlo Lava
In Italia le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte, con un peso che si attesta intorno al 30 per cento dei decessi totali. Il dato è coerente tra le principali fonti istituzionali, Istituto Superiore di Sanità (ISS) e ISTAT, e riguarda soprattutto malattie ischemiche del cuore, ictus e altre patologie del sistema circolatorio. Subito dopo, come seconda causa, si collocano i tumori; seguono le malattie dell’apparato respiratorio (come le polmoniti, in aumento negli ultimi anni) e, nel periodo recente, il COVID-19, oggi in calo ma ancora presente nelle statistiche aggregate. In altre parole, a livello generale, cuore e vasi sanguigni dominano la classifica della mortalità nel nostro Paese.
Questa fotografia cambia se si osservano le fasce d’età. Tra i giovani (5–29 anni) la prima causa di morte resta l’incidentalità stradale, spesso legata a comportamenti a rischio. Negli anziani (oltre 85 anni) tornano invece in primo piano le malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, con un peso crescente anche di demenza e Alzheimer. Il quadro complessivo conferma però un fatto strutturale: la salute cardiovascolare è il vero baricentro della sanità pubblica italiana.
Quando si chiede qual è la patologia cardiaca più diffusa e più impattante, la risposta clinicamente più rilevante è la cardiopatia ischemica (malattia delle coronarie), che comprende angina pectoris e infarto miocardico. È la manifestazione più diretta dell’aterosclerosi coronarica e spiega una quota rilevante di eventi acuti, disabilità e decessi. Alla base troviamo fattori noti e spesso modificabili: ipertensione, colesterolo LDL elevato, diabete, fumo, sovrappeso, sedentarietà, oltre a età e familiarità. Qui si gioca la partita più importante: prevenire la progressione dell’aterosclerosi e intervenire tempestivamente sugli eventi acuti.
Dalla diagnosi alla sala operatoria “meno invasività, più personalizzazione”
La cardiologia degli ultimi anni ha cambiato pelle. Non si tratta solo di “nuovi strumenti”, ma di un approccio integrato che combina immagini sempre più accurate, decisioni condivise tra specialisti e procedure mirate sul profilo del singolo paziente.
Nelle valvulopatie, la rivoluzione è rappresentata dagli interventi transcatetere. La sostituzione valvolare aortica per via percutanea (TAVI) ha ampliato l’accesso al trattamento della stenosi aortica severa anche a pazienti anziani o fragili. Accanto a questa, si sono diffuse tecniche di riparazione mitralica “edge-to-edge” (come la procedura nota come MitraClip) per insufficienza mitralica selezionata. L’impatto è concreto: meno chirurgia a cuore aperto, degenze più brevi, recuperi più rapidi, con indicazioni definite da team multidisciplinari.
Per la malattia coronarica, la rivascolarizzazione è oggi personalizzata: angioplastica con stent o bypass aorto-coronarico vengono scelti in base all’anatomia delle lesioni, alla funzione del ventricolo sinistro, al carico di comorbilità e al rischio operatorio. In centri specializzati, si affermano anche strategie ibride e tecniche mini-invasive o assistite da robot, con l’obiettivo di ridurre trauma chirurgico senza sacrificare l’efficacia.
Nello scompenso cardiaco avanzato, oltre al trapianto nei casi indicati, trovano spazio dispositivi di assistenza ventricolare e supporti meccanici temporanei per le fasi critiche, integrati in percorsi di cura e follow-up sempre più strutturati.
Terapie innovative “cambiare la storia naturale della malattia”
L’innovazione più incisiva degli ultimi anni non è un singolo farmaco, ma la combinazione precoce e razionale di più classi terapeutiche.
Nello scompenso cardiaco, i moderni schemi terapeutici includono molecole che hanno dimostrato riduzioni significative di ricoveri e peggioramenti clinici, come gli inibitori SGLT2, oggi parte dei pilastri della cura. Questo ha spostato l’obiettivo dalla sola gestione dei sintomi alla modifica della prognosi.
Sul fronte del colesterolo LDL, accanto a statine ed ezetimibe, si sono affermate terapie ad alta efficacia (come i farmaci anti-PCSK9 e altre strategie a lunga durata d’azione) capaci di portare l’LDL a valori molto bassi nei pazienti ad alto rischio. Il principio è lineare: meno LDL, meno progressione dell’aterosclerosi, meno eventi cardiovascolari.
Per aritmie come la fibrillazione atriale, la prevenzione dell’ictus con anticoagulanti e l’evoluzione delle tecniche di ablazione hanno migliorato controllo dei sintomi e sicurezza, con indicazioni sempre più precise.
Diagnosi precoce “vedere prima, decidere meglio”
La frontiera non è solo terapeutica. Ecocardiografia avanzata, TC coronarica, risonanza magnetica cardiaca, biomarcatori e strumenti di supporto decisionale permettono di identificare prima i pazienti a rischio, stratificare meglio le scelte e monitorare in modo più accurato la risposta alle cure. La medicina cardiovascolare diventa così predittiva e personalizzata.
Prevenzione “la vera innovazione che salva più vite”
Nonostante la tecnologia, la leva più potente resta la prevenzione: controllo della pressione, riduzione dell’LDL, stop al fumo, attività fisica regolare, peso e glicemia sotto controllo. È qui che si riduce davvero l’incidenza di infarti, ictus e scompenso nel lungo periodo. Le statistiche nazionali lo confermano: cuore e vasi restano al primo posto, ma una quota rilevante di eventi è evitabile con interventi precoci su stili di vita e fattori di rischio.
Nota di responsabilità
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere medico. In presenza di sintomi (dolore toracico, fiato corto, palpitazioni, sincope) o di fattori di rischio importanti, è essenziale rivolgersi al medico o a uno specialista.
Link utili
ISTAT – Cause di morte in Italia (dati più recenti): https://www.istat.it/it/archivio/mortalit%C3%A0
Istituto Superiore di Sanità – Malattie cardiovascolari, Progetto Cuore: https://www.iss.it/progetto-cuore
Ministero della Salute – Prevenzione cardiovascolare: https://www.salute.gov.it/portale/malattieCardiovascolari
Società Europea di Cardiologia (ESC) – Linee guida su scompenso, valvulopatie e cardiopatia ischemica: https://www.escardio.org/Guidelines
Geo
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