Alessandria città universitaria La riflessione del professor Pietro Luigi Garavelli riapre il dibattito
Le parole del professor Pietro Luigi Garavelli, già primario di Malattie Infettive all’ospedale di Maggiore della Carità di Novara, rappresentano un contributo di grande valore al dibattito che abbiamo aperto su Alessandria today. Quando abbiamo messo a confronto i modelli universitari di Alessandria e Novara, la domanda era chiara: quale identità universitaria vuole costruire la nostra città? Garavelli aggiunge uno sguardo vissuto dall’interno dell’Università del Piemonte Orientale, evidenziando tre nodi centrali: attrattività, integrazione con il tessuto economico e spirito di appartenenza. Non è solo una questione di corsi o sedi distaccate, ma di progetto condiviso. La differenza tra ospitare un’università ed essere città universitaria sta proprio qui: nella capacità di accogliere, motivare e far sentire parte di una visione comune chi vi studia e chi vi insegna.
Pier Carlo Lava
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ALESSANDRIA, CITTÀ UNIVERSITARIA?
di Pietro Luigi Garavelli
Alla fine dello scorso Millennio già alla sua fondazione ho da subito insegnato alla Facoltà di Medicina a Novara.
Pochi anni dopo sono stato chiamato sempre a Novara a dirigere un Reparto presso l’ Ospedale Universitario “Maggiore della Carità”.
In realtà Medicina da anni era presente nella Città Gaudenziana come Sede di Torino.
Ho quindi visto nascere e crescere l’ Università del Piemonte Orientale anche confrontando con quanto avveniva in Alessandria, dove abito.
All’ ottimo articolo di Lava mi permetto di aggiungere alcune riflessioni, maturate anche dal confronto coi miei Colleghi Docenti.
Innanzitutto la scarsa palatabilita’ o attrattivita’ di Alessandria.
Per i Giovani c’ è ben poco …
E poi molti viaggiano e quindi non vivono la Città stessa.
A Novara l’ Università nelle Facoltà Economiche e Scientifiche è cresciuta integrandosi con le necessità e le eccellenze di un importante tessuto imprenditoriale e commerciale.
In Alessandria lo stesso è poca cosa …
Infine lo spirito di appartenenza …
A Novara giunsi come straniero, una sorta di Capitano di Ventura.
Fui subito ben accolto, passai venticinque splendidi anni fino alla pensione. Ma da subito mi sentii parte integrante del progetto della Facoltà di Medicina.
Rimasi sempre Ospedaliero con contratti di didattica, ma questo fu un dettaglio.
Importante che io come tanti altri fummo motivati nel Piemonte Orientale.
Non so se i Mandrogni, e lo dico da Mandrogno, siano così inclusivi …
Le parole del professor Garavelli non sono una critica sterile ma un invito alla responsabilità collettiva. Se Alessandria vuole davvero crescere come città universitaria, deve interrogarsi sulla propria capacità di attrarre, includere e motivare. L’università non è solo un insieme di aule e corsi, ma un ecosistema fatto di relazioni, opportunità, qualità della vita e visione strategica. Il confronto con Novara non è una competizione, ma uno stimolo a fare meglio. La domanda resta aperta e riguarda tutti: istituzioni, imprese, docenti, studenti e cittadini. Perché il futuro universitario di Alessandria non si decide nei convegni, ma nella volontà concreta di costruire un progetto condiviso.
Geo
Alessandria e Novara rappresentano due percorsi diversi all’interno dell’Università del Piemonte Orientale. Se Novara ha saputo consolidare negli anni un modello integrato tra ateneo, ospedale e sistema produttivo, Alessandria è ancora alla ricerca di una piena identità universitaria capace di trattenere studenti e docenti. Il confronto non è competitivo ma strategico: riguarda il futuro della città, la sua capacità di attrarre giovani, investimenti e competenze. Alessandria today continua ad aprire spazi di riflessione pubblica su temi che incidono sullo sviluppo culturale ed economico del territorio.