Nella terra di nessuno di Ivo Tosti: Una poesia che esplora il tempo, il silenzio e l’esistenza. Recensione di Alessandria today
Ci sono poesie che non si limitano a essere lette, ma chiedono di essere attraversate. Nella terra di nessuno di Ivo Tosti appartiene a questa categoria: è un territorio interiore sospeso, uno spazio in cui il tempo non scorre secondo la misura ordinaria ma si dilata, si frammenta, si fa eco di silenzi e presenze invisibili. La “terra di nessuno” evocata dal poeta non è soltanto un luogo metaforico, ma una condizione esistenziale: quella soglia incerta in cui l’uomo si trova tra memoria e attesa, tra ciò che è stato e ciò che ancora non è. Il verso si muove con passo meditativo, quasi trattenuto, come se temesse di spezzare l’equilibrio fragile di un paesaggio interiore fatto di ombre, interrogativi e sussurri. In questa dimensione rarefatta, la parola diventa strumento di indagine, tentativo di dare forma all’inquietudine e di riconoscere, nel silenzio, una verità più profonda. Tosti non descrive soltanto un’assenza: la abita, la rende viva, la trasforma in spazio di consapevolezza, consegnando al lettore una poesia che non offre risposte facili, ma apre varchi, invita alla riflessione e costringe a sostare in quella zona liminare dove l’esistenza si interroga su se stessa.
Un viaggio introspettivo tra vita, morte e tempo. La poesia “Nella terra di nessuno” di Ivo Tosti è un’opera profonda e densa di significati, che invita il lettore a riflettere sulla fugacità del tempo, sull’essenza del silenzio e sul mistero dell’esistenza. L’autore, con immagini evocative e parole incisive, ci accompagna in un viaggio intimo e universale, ricco di simboli e di interrogativi sulla vita e sulla morte.
Biografia dell’autore.
Ivo Tosti è un autore che si distingue per la sua capacità di esplorare le emozioni umane con un linguaggio poetico intenso e suggestivo. Le sue opere sono caratterizzate da una profonda introspezione e da una visione esistenziale che sfida le convenzioni, portando il lettore a confrontarsi con temi universali quali il tempo, la morte e la solitudine. Il suo stile unico lo rende una voce significativa nel panorama della poesia contemporanea.
Analisi dettagliata della poesia.
La poesia si sviluppa attraverso una serie di immagini potenti e contrastanti, che mettono in evidenza il conflitto tra il trascorrere del tempo e il desiderio di eternità. “Lascio al tempo la vita che passa veloce” è l’incipit che introduce il tema principale dell’opera: il tempo, inarrestabile e silenzioso, che domina e consuma ogni cosa.
Il silenzio è un altro protagonista centrale del testo. L’autore lo descrive come un’assenza assordante che annulla i sensi e amplifica il vuoto: “Nel silenzio si annega l’udito, mi faccio sordo nel muto tacere.” Questa descrizione evoca un senso di isolamento e alienazione, elementi che ricorrono in tutta la poesia.
L’immagine della pioggia e della neve, simboli di purificazione e freddezza, contrasta con quella del sole, che “più non scalda poi muore.” Questi elementi naturali diventano metafore della vita e della morte, mentre il tulipano nero, i cipressi e l’albero funebre evocano un senso di lutto e di fine.
Temi principali e stile poetico.
- Il tempo e la sua inesorabilità.
Il tempo è il filo conduttore della poesia, descritto come un elemento che scorre senza rumore, portando via ogni cosa. - La morte e il suo mistero.
L’autore esplora la morte non solo come fine fisica, ma anche come assenza e vuoto: “Nella tomba che non c’è.” - La natura come specchio dell’anima.
Attraverso immagini naturali, Tosti riflette i sentimenti umani, creando un legame indissolubile tra uomo e ambiente. - Il silenzio come metafora dell’esistenza.
Il silenzio, onnipresente nella poesia, rappresenta la solitudine e l’incomunicabilità dell’essere umano.
Perché leggere “Nella terra di nessuno”.
La poesia di Ivo Tosti è un’esperienza che tocca corde profonde dell’animo umano. La sua capacità di trasformare temi complessi in immagini poetiche di grande impatto rende questa opera un viaggio emozionante e indimenticabile. “Nella terra di nessuno” invita a riflettere sulla nostra esistenza, sul nostro rapporto con il tempo e con ciò che rimane oltre la vita.
Nella terra di nessuno non si chiude con una soluzione, né con una consolazione. E forse è proprio questa la sua forza più autentica. Ivo Tosti ci accompagna fino al limite del non detto, lasciandoci in quello spazio sospeso dove le domande contano più delle risposte e dove il silenzio diventa materia viva, quasi palpabile. La poesia non impone un significato: lo suggerisce, lo affida alla sensibilità di chi legge, chiedendo un ascolto lento e partecipe. In quella “terra” senza confini certi si riflette la condizione umana contemporanea, fragile e disorientata ma ancora capace di cercare senso tra le crepe dell’esistenza. È una poesia che non grida, non cerca l’effetto, non rincorre immagini spettacolari: preferisce scavare, insinuarsi, restare. E nel restare lascia una traccia sottile ma persistente, come un’eco che continua a vibrare anche dopo l’ultima parola. Così il lettore, uscendo da questa terra di nessuno, non è più lo stesso: porta con sé un dubbio, una consapevolezza, forse una domanda in più. Ed è in questo scarto interiore che la poesia compie il suo gesto più alto, trasformando il silenzio in coscienza e l’assenza in possibilità.
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Ivo Tosti
Nella terra di nessuno
Lascio al tempo la vita che passa veloce
e scorre l’orologio senza nessun rumore
Nei suoni che ascolto il giorno è lontano
e il domani mi precipita addosso
nel silenzio si annega l’udito
mi faccio sordo nel muto tacere
Non parla più il vento o forse non sento
la pioggia che lenta scende cela le lacrime
bianche di neve di freddo di luna di stelle
di sole che più non scalda poi muore
Sui tulipani neri ombrati disteso
sotto i cipressi vigili e oscuri
avrò occhi serrati e labbra cucite
quando nel deserto tutto sarà vano
Se mi cercherai mi potrai trovare
sotto quel prato verde calpestato
allora pensami !
Non passare oltre
guarda quel fiore fragile che germoglia
tra l’erba le spighe il crisantemo e il grano
Mi troverai li sopra abbarbicato
all’albero funerio della morte
nessun nome né scritto né parole
solo silenzio nella tomba che non c’è
Li’ ho vissuto non so dove e quando
nella terra mai promessa da nessuno
dove io non sono nato ancorato
Autore : Ivo Tosti
