Meno ricchi, più malati

Negli ultimi due anni si calcola che la spesa per cure sanitarie specialistiche in Italia sia diminuita circa del 30%.
Il divario tra nord e sud è molto ampio, ossia nelle regioni settentrionali si riesce a spendere qualcosa in più rispetto al meridione.
La principale causa di tutto ciò è sicuramente la crisi economica che sta colpendo anche il ceto medio: chi non ha più un lavoro stabile, o è in cassa integrazione, si vede costretto a rinunciare anche a curarsi.
Le conseguenze sono ovvie: aumenta il rischio di contrarre patologie, di soffrire e di non poter rimediare.
In Germania le persone con redditi più alti devono obbligatoriamente stipulare un’assicurazione privata per poter accedere a cure mediche; in Francia è stata istituita un’assistenza sociale integrativa per chi è malato e possiede un reddito medio-basso.
Se non vogliamo rimanere ancora una volta non allineati rispetto ad altri paesi europei, dobbiamo prendere decisioni in merito per la salute e la salvaguardia di tutti.
Una nazione dove la popolazione non ha libero accesso alle cure mediche non può essere definita un paese civile.