Detenuti italiani nelle carceri del Venezuela “42 tra italiani e italo-venezuelani, di cui 24 politici: il dato ufficiale che ridefinisce il dossier”

Detenuti italiani nelle carceri del Venezuela “42 tra italiani e italo-venezuelani, di cui 24 politici: il dato ufficiale che ridefinisce il dossier”

C’è un numero che oggi pesa più delle parole: misura la distanza tra diplomazia e diritti, tra trattative e vite reali.

Pier Carlo Lava

Dopo le recenti scarcerazioni che hanno riportato al centro dell’attenzione il dossier Venezuela, la domanda resta una sola: quanti connazionali sono ancora detenuti? La verifica aggiornata porta a una formula precisa e istituzionale. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato il 12 gennaio 2026 che “in Venezuela restano 42 persone detenute tra italiani e italo-venezuelani, di cui 24 detenuti politici”. È il dato ufficiale oggi disponibile, ripreso concordemente da più testate e fonti.

Il numero va letto con attenzione: non si tratta soltanto di cittadini con esclusivo passaporto italiano, ma di italiani e persone con doppia cittadinanza italo-venezuelana. Tajani ha infatti chiarito che i detenuti con sola cittadinanza italiana risultano ormai liberati, mentre la parte residua è in gran parte composta da italo-venezuelani, condizione che complica l’azione consolare e il perimetro d’intervento diplomatico.

La seconda distinzione, altrettanto decisiva, riguarda la natura delle accuse: 24 dei 42 sono qualificati come “detenuti politici”, gli altri 18 risultano ristretti per procedimenti penali ordinari (accuse di tipo comune), secondo la categorizzazione fornita dal ministro.


Nomi noti ancora detenuti e stato dei casi

Nel perimetro dei detenuti politici, le cronache internazionali continuano a citare come ancora in carcere:

  • Biagio Pilieri – giornalista e attivista, detenuto per motivi politici.
  • Luigi Gasperin – cittadino italo-venezuelano, ricondotto a un procedimento di natura politica.

Questi nomi restano i più ricorrenti nelle ricostruzioni giornalistiche e nei briefing istituzionali successivi alle ultime liberazioni.

Parallelamente, tra i casi non politici (procedimenti penali ordinari) è stato in passato menzionato:

  • Alberto Ramires Gasperin – indicato dalle autorità venezuelane come detenuto per accuse comuni.

Va sottolineato che le liste complete non sono pubbliche: la Farnesina, per ragioni di tutela e riservatezza, non diffonde i nominativi di tutti i detenuti. Per questo, la verifica dei “nomi noti” si basa sulle persone esplicitamente citate in fonti giornalistiche accreditate e in dichiarazioni ufficiali.


Ripartizione aggiornata (dato ufficiale)

  • Totale detenuti: 42
  • Status di cittadinanza: italiani e italo-venezuelani (con prevalenza di doppia cittadinanza nel residuo)
  • Per tipologia di accusa:
    • Detenuti politici: 24
    • Procedimenti penali ordinari: 18

Questa formula numerica rigorosa consente di evitare ambiguità: “42 tra italiani e italo-venezuelani, di cui 24 politici”.


Il contesto diplomatico

Le liberazioni di Alberto Trentini e Mario Burlò (annunciate il 12 gennaio 2026) hanno dimostrato che canali negoziali sono attivi, ma il bacino residuo resta ampio. La distinzione tra cittadini con sola cittadinanza italiana e persone con doppio passaporto spiega perché alcuni dossier richiedano tempi più lunghi e margini di intervento più ristretti.

Il tema è destinato a rimanere centrale nell’agenda estera: numeri elevati, casi politici, famiglie coinvolte e un contesto regionale complesso rendono il dossier sensibile sul piano dei diritti e della diplomazia.


Geo
Ad Alessandria e nel Monferrato, dove l’attenzione alle grandi questioni internazionali si intreccia con la tutela delle persone e delle famiglie, il caso dei detenuti in Venezuela ricorda che la politica estera è fatta di numeri, ma soprattutto di volti. Alessandria today continua a seguire il dossier con rigore informativo, distinguendo dati ufficiali, nomi verificati e aree ancora coperte da riservatezza.

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Link utili (fonti e approfondimenti)
Reuters sulla liberazione di due cittadini italiani e sul contesto delle scarcerazioni: https://www.reuters.com/world/americas/venezuela-frees-two-more-italians-says-italian-prime-minister-2026-01-12/
Il Post sul numero indicato da Tajani e sulla distinzione italiani/italo-venezuelani: https://www.ilpost.it/2026/01/12/quanti-detenuti-italiani-italo-venezuelani-venezuela-tajani-alberto-trentini/
DIRE con le dichiarazioni “42” e “24 politici”: https://www.dire.it/12-01-2026/1207989-tajani-in-venezuela-ci-sono-ancora-42-italiani-detenuti/
Sky TG24 sul punto stampa della Farnesina: https://tg24.sky.it/mondo/2026/01/12/alberto-trentini-venezuela-trump-maduro-diretta
Radio Radicale, registrazione del punto stampa: https://www.radioradicale.it/scheda/778859/punto-stampa-del-ministro-antonio-tajani-sulla-liberazione-dei-detenuti-italiani-in
MAECI, comunicati sui connazionali detenuti in Venezuela: https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2025/09/connazionali-detenuti-in-venezuela/

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Pier Carlo Lava: Un percorso tra commercio, marketing e passione per la comunicazione Dal settore commerciale e marketing al mondo della consulenza e del blogging La mia carriera lavorativa si è sviluppata nel settore commerciale e marketing, un ambiente dinamico e stimolante, capace di offrire sfide quotidiane e opportunità di crescita continua. Questo mondo mi ha affascinato sin dall’inizio, non solo per la sua natura in continua evoluzione, ma anche per il forte impatto che ha avuto sulla mia crescita professionale e personale. Lavorare in questo settore significa non conoscere la routine: ogni giorno è una nuova sfida, ogni momento richiede adattabilità, intuizione e competenza. Il commercio e il marketing si fondano su un mix di organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, creatività e improvvisazione, tutti elementi che distinguono i professionisti più abili sia nelle vendite che nelle strategie di comunicazione e branding. Spesso, guardando indietro, ci si chiede se si rifarebbero le stesse scelte. Molti, potendo tornare indietro, sceglierebbero strade diverse. Personalmente, non cambierei quasi nulla del mio percorso: rifarei la stessa scelta con la consapevolezza che, per natura delle cose, ogni esperienza vissuta sarebbe comunque unica e irripetibile. Se c’è una cosa che forse modificherei, è il tempo dedicato alla famiglia. Con il senno di poi, avrei voluto concedere più spazio agli affetti, bilanciando meglio le esigenze professionali con quelle personali. Il lavoro mi ha dato molto, ma è altrettanto importante riconoscere il valore del tempo condiviso con chi ci è più caro. Oggi, con l’esperienza maturata, continuo a coltivare la mia passione per la comunicazione e l’informazione attraverso il mio ruolo di blogger e consulente, contribuendo con analisi, riflessioni e contenuti su Alessandria Today e altri progetti editoriali. Perché, in fondo, il sapere e l’esperienza acquistano valore solo quando vengono condivisi.

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