SULLE ALI di Marcello Comitini: recensione della poesia tra memoria, corpo e speranza
Ci sono poesie che non chiedono di essere lette, ma attraversate. “SULLE ALI” di Marcello Comitini appartiene a questa categoria rara: un testo che nasce da una fragilità fisica e si trasforma in viaggio interiore, dove il vento diventa alleato, le ali una possibilità, il sogno una forma di resistenza.
Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Pier Carlo Lava
La poesia di Comitini si muove fin dall’inizio su una linea sottile tra desiderio e limite, tra ciò che il corpo non può più fare e ciò che l’anima continua a reclamare. Il vento, figura centrale e ricorrente, non è semplice elemento naturale ma forza simbolica, capace di trasportare, sospendere, concedere una tregua al dolore.
Testo integrale della poesia
Se potessi scivolare tra le sue braccia
chiederei al vento di portarmi
dove le mie malferme gambe
non possono più condurmi.
Ritroverei gli amici del passato
anche solo per un saluto
un abbraccio, un guardarci negli occhi
che mi dicano che il tempo
non ha consumato gli anni.
Se il vento non avesse fretta
potrebbe attendere in quella landa
priva di alberi pietosi che nella mia memoria
scorrano le immagini dei lunghi anni di silenzio
dove l’inatteso miraggio di un fiore appena sbocciato
versava sulle mie labbra il polline dei suoi baci.
E come un miraggio svaniva
nell’indesiderata penombra del tramonto.
Se il vento attendesse paziente l’attenuarsi
del doloroso ricordo e con le piume
soffici delle ali desse vigore alle mie gambe
tornerei a camminare fuori dai confini della landa
lungo la spiaggia dove sono nato
accarezzata dalla azzurrità del mare
profumata dai fiori dei mandorli
ambrata dal fuoco della Montagna
che freme nell’abbraccio con le onde.
Sognare è sperare. Ma già lontano
il vento è volato sulla mia spiaggia.
La struttura ipotetica del testo, costruita su ripetuti “se”, rivela una coscienza lucida del limite. Non c’è illusione, non c’è fuga dalla realtà: c’è consapevolezza. Il poeta sa che il vento non aspetta, che il sogno non sempre si realizza, e proprio per questo lo affida alla parola.
La “landa” è uno spazio dell’anima: desolato, spoglio, silenzioso, ma necessario. È il luogo del dolore e dell’attesa, in cui anche un fiore può diventare miraggio, bacio, promessa. Qui la scrittura di Comitini dialoga idealmente con Ungaretti per l’essenzialità emotiva, con Quasimodo per il legame tra memoria e paesaggio, e con una certa poesia civile e intima del secondo Novecento che non separa mai il corpo dalla storia personale.
Il ritorno alla spiaggia natale, ai mandorli, al mare e alla montagna, è uno dei passaggi più intensi del testo. Il paesaggio non è decorativo: è radice identitaria, luogo in cui il poeta ritrova sé stesso prima della frattura. Qui la lingua si fa più luminosa, quasi sensoriale, come se la memoria riuscisse per un attimo a vincere la stanchezza del corpo.
Il verso finale è di una semplicità disarmante: “Sognare è sperare. Ma già lontano / il vento è volato sulla mia spiaggia.”
Non c’è disperazione, ma accettazione poetica. Il vento se ne va, sì, ma la poesia resta. E con essa la dignità del desiderio.
Biografia dell’autore
Marcello Comitini è un autore che affida alla poesia una funzione essenziale: dare voce all’esperienza vissuta, senza filtri retorici né compiacimenti. La sua scrittura nasce da un rapporto profondo con la memoria, il corpo e i luoghi dell’origine, e si caratterizza per un linguaggio limpido, diretto, capace di toccare temi universali come la fragilità, il tempo, la perdita e la speranza. La sua poesia si muove nel solco di una lirica contemporanea intimista, attenta al vissuto individuale come specchio di una condizione condivisa.
“SULLE ALI” è una poesia che non promette salvezze facili. Offre qualcosa di più raro: la verità del sentire, la possibilità di nominare il limite senza vergogna, di continuare a sperare pur sapendo che il vento non sempre torna. È una poesia che cammina, anche quando le gambe non possono più farlo.
Geo
Marcello Comitini affida alla poesia un legame profondo con i luoghi della nascita e della memoria, trasformando il paesaggio in spazio interiore. Alessandria today, testata culturale radicata nel territorio piemontese, continua a promuovere la poesia d’autore come strumento di riflessione contemporanea, dando voce a scritture capaci di unire esperienza personale e valore universale.
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