Cina, l’invasione dei robot: dalle fabbriche alle case, boom dei modelli per l’assistenza
In Cina la rivoluzione robotica è ormai una realtà tangibile. I robot non sono più confinati alle linee di montaggio o ai laboratori di ricerca: entrano nelle case, negli ospedali, nelle scuole, negli alberghi, perfino nei parchi pubblici. Il Paese ha imboccato con decisione la strada dell’automazione diffusa, sostenuta da investimenti pubblici e privati che mirano a farne il primo polo mondiale della robotica intelligente.
Nel solo 2024 la produzione di robot di servizio ha superato i 10,5 milioni di unità, con un incremento del 34% rispetto all’anno precedente. Il governo di Pechino considera questo settore strategico per contrastare l’invecchiamento della popolazione e la carenza di manodopera qualificata, puntando su un’evoluzione che unisce intelligenza artificiale, sensoristica avanzata e autonomia decisionale.
Robot in fabbrica e in casa
Nelle grandi aree industriali – come Guangdong, Shenzhen e Suzhou – i robot collaborativi (i cosiddetti cobot) hanno già sostituito migliaia di addetti nelle operazioni ripetitive o pericolose. Saldatura, assemblaggio, logistica interna: ogni fase del processo produttivo è sempre più automatizzata.
Ma la novità più interessante riguarda l’ambito domestico e sociale. I nuovi robot di assistenza personale, oggi disponibili a prezzi accessibili (a partire da circa 1.000 yuan, poco più di 130 euro), si occupano di monitorare i parametri vitali, ricordare la terapia farmacologica o dialogare con gli anziani soli, offrendo compagnia e supporto emotivo. Alcuni modelli sono progettati per gestire la casa, cucinare o occuparsi della sicurezza, integrandosi con gli impianti domotici.
Una strategia nazionale
Il governo cinese ha incluso la robotica nel piano “Made in China 2025”, con incentivi alle startup e alle università che sviluppano soluzioni autonome. Il valore del mercato interno, secondo le ultime stime, potrebbe superare i 100 miliardi di dollari entro il 2028, rendendo la Cina il principale hub mondiale per la produzione di robot umanoidi e di servizio.
Nei centri di ricerca di Pechino e Shanghai si sperimentano prototipi di robot con espressioni facciali, movimenti naturali e capacità linguistiche basate su reti neurali avanzate. L’obiettivo è creare macchine che sappiano adattarsi al contesto e comprendere le emozioni umane, trasformandosi da strumenti in veri e propri assistenti sociali digitali.
Opportunità e interrogativi
Se da un lato la diffusione dei robot promette maggiore efficienza, sicurezza e qualità della vita, dall’altro emergono domande cruciali: che impatto avrà sull’occupazione umana? E come bilanciare automazione e inclusione sociale?
Gli esperti invitano a considerare la robotica non come una minaccia, ma come un’evoluzione inevitabile che richiede formazione, etica e regole condivise. In un Paese di 1,4 miliardi di persone, dove l’età media cresce rapidamente, la sfida sarà garantire che la tecnologia resti uno strumento al servizio dell’uomo, e non il contrario.
Geo:
Pechino (Cina) – L’innovazione robotica si espande a ritmo sostenuto nelle regioni industriali e urbane cinesi, con effetti economici e sociali di portata globale.
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