“Nessuna tachicardia” (di Carlo Molinari)
Nessuna tachicardia
La notte ha spalancato il suo sipario.
Le stelle, riunite in una Callas cosmica
gorgheggiano l’aria de La Traviata.
Un Pavarotti lunare
e un Domingo astrale,
(baritoni soprannaturali),
glorificano più che l’infinito.
Come cantoria la Via Lattea
e le galassie tutte fino al Buco Nero.
Dio Padre dirige la Meraviglia.
Mezzo pubblico, (mai) pagante,
è narcotizzato tra le spire di Morfeo.
Restano a bocca sbottonata
per tanto splendore e cinguettio
i seni delle prostitute,
barboni senza fissa dimora
e cani randagi col naso all’insù.
Sciami di moscerini danzano in coro
come cigni e pesci a branchie dischiuse.
Mario, a testa bassa, vaga per la città muta,
sta cercando mozziconi di sigarette,
non ha soldi per i distributori automatici.
Un gatto in calore miagola come un neonato,
le stelle perseverano a salmodiare, senz’applausi.
Spesso l’Amore puro, con occhi cedrati,
ci scroscia sulle costole e sulle tempie,
senza chiedere nulla in cambio
se non un po’ di pietà e compassione
ma troppo spesso, grida luce sfavillante
senz’essere ascoltato da nessuna tachicardia.
Carlo Molinari – Conegliano (TV)