Ex Mensa Guala alla “Casa delle Donne”, il centrodestra chiede verifiche e revoca in autotutela
“Concessione mascherata, competenza del Consiglio comunale”
Questa comunicazione di Alessandria today nasce dall’esigenza di offrire ai lettori una ricostruzione chiara e documentata di una vicenda amministrativa che ha acceso il dibattito politico cittadino, mettendo al centro regole, competenze istituzionali e tutela del patrimonio pubblico.
Pier Carlo Lava
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Comunicato stampa
Nella giornata odierna i dieci consiglieri di centrodestra del Comune di Alessandria hanno depositato una formale segnalazione per la verifica di legittimità e per l’attivazione dei poteri di autotutela in relazione all’iter che ha portato all’assegnazione dell’immobile comunale ex Mensa Guala di via San Giovanni Bosco 28 al progetto denominato “Casa delle Donne”.
La richiesta è indirizzata al Segretario Generale, al Presidente del Consiglio comunale, al Collegio dei Revisori dei Conti e, per le valutazioni di competenza, alla Procura della Corte dei Conti.
Nel documento depositato, i firmatari evidenziano come l’assetto delineato dagli atti presenti caratteristiche assimilabili a una concessione pluriennale di fatto: una disponibilità di nove anni, con possibilità di estensione fino a diciotto, su un immobile comunale di valore rilevante. Secondo il centrodestra, il quadro di oneri e responsabilità previsto rischierebbe di ricadere sul bilancio dell’Ente, con costi indiretti a carico della collettività. Viene inoltre richiamata la sequenza dei passaggi amministrativi avvenuti nell’autunno 2025 e l’utilizzo del regolamento dei “beni comuni” per l’affidamento tramite patto, chiedendo di verificarne coerenza, istruttoria e rispetto delle competenze degli organi comunali.
«Qui non si sta discutendo di appartenenze politiche ma di regole istituzionali e di tutela del patrimonio pubblico» afferma Emanuele Locci, presidente del gruppo di Fratelli d’Italia. «Quando si incide sul patrimonio dell’Ente e si determinano effetti pluriennali, il tema centrale è il riparto delle competenze. Il Consiglio comunale, in base all’articolo 42 del TUEL, deve poter esercitare le proprie prerogative quando si assumono decisioni che impegnano patrimonio e finanze pubbliche». Locci richiama anche la riclassificazione dell’immobile da patrimonio disponibile a indisponibile, passaggio che – a suo avviso – merita un accertamento puntuale. «Vanno inoltre chiariti, con numeri e coperture, i costi potenziali per la comunità: utenze, manutenzioni, scomputi per eventuali migliorie e mancati introiti. Senza dimenticare le attività politiche, economiche e di somministrazione alimentare previste dall’accordo, che riteniamo incompatibili con lo strumento del patto per la cura dei beni comuni».
Sul piano economico-contabile, la segnalazione chiede una quantificazione preventiva e verificabile degli impegni: stima delle utenze, delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, del valore economico figurativo e del mancato introito, oltre a regole chiare di rendicontazione, controllo e coperture di bilancio.
«Il tema è semplice: quanto costa e chi paga» dichiara Mattia Roggero, presidente del gruppo Lega. «Quando si parla di patrimonio pubblico e soldi dei cittadini, servono risposte nel merito e con i numeri». Roggero richiama anche il clima in Consiglio comunale e segnala come, a suo avviso, emerga «un fatto di estrema gravità»: la rivendicazione, da parte di realtà riconducibili al progetto, del tentativo di assalto alla stazione ferroviaria di Alessandria durante la manifestazione del 2 ottobre 2025. «Un soggetto che beneficia di spazi pubblici non può, al tempo stesso, rivendicare azioni di forza contro infrastrutture pubbliche. Si tratta di una incompatibilità istituzionale».
La vicenda approderà anche nelle sedi consiliari competenti. «Per garantire trasparenza e verifica puntuale – annuncia Vincenzo Demarte (Forza Italia) – la discussione è stata inserita all’ordine del giorno della Commissione consiliare permanente per il Controllo di Gestione, convocata per lunedì 16 febbraio 2026 alle ore 9.00. Servono atti, istruttorie, pareri, stime e responsabilità chiare. I cittadini hanno diritto di sapere quali vincoli e impegni economici pluriennali siano stati assunti».
Sul clima politico interviene Luigi Sfienti (Per Alessandria): «Le tensioni e gli insulti in aula sono il segnale che qualcosa non funziona. Ma proprio per questo bisogna tornare ai fatti: immobile pubblico, durata, costi e regole. Occorre fare piena chiarezza, senza slogan».
I firmatari annunciano infine che, dopo la Commissione Controllo di Gestione e oltre alla segnalazione già depositata, verranno presentati ulteriori atti di sindacato ispettivo e di indirizzo, per ottenere risposte pubbliche su legittimità dell’iter, sostenibilità economica, controlli e tutela delle prerogative del Consiglio comunale.
Il Presidente Locci ha diffuso sui suoi canali social un video in cui spiega in sintesi le motivazioni di questa segnalazione (www.facebook.com/share/r/1ZHCv2iW1q/; www.instagram.com/reel/DUgh0QQjJck/; vm.tiktok.com/ZNRyJRmhV)
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Geo
La vicenda dell’ex Mensa Guala di via San Giovanni Bosco 28 si inserisce nel più ampio dibattito politico e amministrativo che attraversa Alessandria, capoluogo di provincia del Piemonte, su gestione del patrimonio pubblico, trasparenza degli atti e ruolo del Consiglio comunale. Alessandria today segue l’evoluzione del caso come testata attenta alla vita istituzionale locale, offrendo ai cittadini strumenti di comprensione e approfondimento su decisioni che incidono direttamente sulle risorse collettive e sull’uso degli immobili comunali.