IL MIO SAN LORENZO – La notte dei ricordi e dei falò interiori. Poesia di Oana Lupascu – Recensione di Alessandria today
Nella poesia Il mio San Lorenzo, Oana Lupascu ci conduce in un viaggio emotivo intenso, dove l’amore passato si trasforma in cenere e memoria. È il racconto di un addio bruciante, ambientato in una notte d’estate che sa di passione e malinconia, nella cornice simbolica delle stelle cadenti di San Lorenzo. Ogni verso è intriso di immagini vivide, che alternano la dolcezza dei ricordi alla ferocia della perdita.
La poesia si apre con un gesto di cancellazione: foto, sorrisi, momenti felici vengono spogliati della loro essenza. Il caldo estivo diventa quasi insopportabile, metafora del dolore che arde dentro. Il falò sulla “spiaggia dei ricordi” è un atto catartico, un rito di liberazione in cui l’io poetico getta tutto ciò che lo legava all’altro: giuramenti, abbracci, sussurri, persino il respiro dell’amato.
Lupascu inserisce poi un paradosso struggente: “Se non ti avessi amato, non avrei conosciuto la pazzia”, sottolineando come l’intensità dell’amore sia stata al tempo stesso estasi e rovina. La poesia non è solo un addio, ma la testimonianza di come la passione possa lasciare segni incancellabili.
Nel finale, il poeta trattiene qualcosa: i baci ardenti, “quelli soltanto nostri”, che non riesce a gettare nel falò. È il segno che, nonostante il distacco, una parte di quell’amore sopravvive come brace nascosta sotto la cenere, pronta a riaccendersi nella memoria.
Testo della poesia
Ho cancellato i miei sogni
Dalle nostre foto
Di quando eravamo felici
E anche i nostri sorrisi
Dalle nostre facce di allora
In questa calda estate
Che brucia da far male
Ho acceso un falò immenso
Sulla spiaggia dei ricordi
Nella notte del tempo
Che non c’è più
E ho gettato dentro tutto
Quello che mi legava a te
Tutti i tuoi giuramenti
I tuoi abbracci, i sussurri
I fiori una volta freschi
I tuoi versi d’amore
Le tue impronte sulla mia pelle
Persino il tuo respiro
Se non ti avessi amato
Non avrei conosciuto la pazzia
E tu saresti ancora
Qui abbracciato a me
Se non ci fossimo amati tanto
Staremmo ancora insieme
Su questa spiaggia deserta
A guardare le stelle
Accendersi e spegnersi
Ad una ad una
E a scambiarci i baci ardenti
Quelli soltanto nostri
Che non ho avuto il coraggio
Di gettare nel rogo del falò
Poesia dalla pagina facebook Poiésis
Una riflessione
Questa poesia è un tributo alla potenza dei ricordi e alla fragilità dell’animo umano. Il falò diventa metafora di un atto di purificazione, ma anche testimonianza che non tutto può essere bruciato: ciò che è stato vissuto con intensità resta, e talvolta è proprio ciò che ci tiene vivi.
Nota GEO
La notte di San Lorenzo, celebrata in tutta Italia il 10 agosto, è legata alla tradizione di osservare le stelle cadenti ed esprimere desideri. Nelle località costiere e nei borghi dell’entroterra, dalle spiagge della Liguria ai colli toscani, questa ricorrenza diventa occasione per vivere momenti di condivisione e memoria. Nella poesia, la spiaggia e il cielo stellato fanno da sfondo a un racconto universale di amore e perdita, ambientato in un contesto che richiama le notti estive italiane.