“L’Umanità nella Città Vecchia: Una Profonda Introspezione nella Poesia di Umberto Saba”. Recensione di Alessandria today
La poesia “Città Vecchia” di Umberto Saba è un’affascinante immersione nell’anima urbana attraverso un percorso che sembra tanto fisico quanto spirituale. Con una semplicità che tocca il cuore, Saba ci porta lungo le strade di una città che potrebbe essere qualsiasi metropoli portuale, ricca di vita, sofferenza e umanità cruda.
La scelta dell’autore di percorrere “un’oscura via di città vecchia” per ritornare a casa non è solo una scelta di percorso, ma un viaggio alla scoperta di sé stesso attraverso gli altri. Il ritratto che dipinge è vivido: luce gialla che si riflette nelle pozzanghere, persone che si muovono tra osterie, case e bordelli, tutti elementi che compiono la tela di un mondo pulsante di vita.
Il poeta trova l’infinito “nell’umiltà” delle figure che popolano queste strade: prostitute, marinai, vecchi che bestemmiano e giovani innamorati impazziti. Tutti, nonostante le loro imperfezioni e i loro difetti, sono visti come “creature della vita e del dolore”. Saba ci mostra come, in questo microcosmo, ogni persona, ogni gesto contribuisca alla bellezza tragica dell’esistenza.
Particolarmente potente è l’affermazione finale della poesia, che rivela una profonda connessione spirituale tra il poeta e gli abitanti della città vecchia. L’idea che il pensiero di Saba si purifichi “dove più turpe è la via” suggerisce una redenzione attraverso l’empatia e la comprensione delle condizioni umane più dure.
“Città Vecchia” è una meditazione su come la bellezza e la salvezza possano essere trovate nei luoghi più degradati e nelle esperienze più dolorose. Saba, con questa poesia, non solo documenta una realtà sociale specifica, ma eleva il quotidiano al simbolico, trovando divinità e dignità nell’ordinario. Questo pezzo rimane un luminoso esempio di come la poesia possa illuminare gli angoli più oscuri dell’esistenza umana e rivelare la profonda verità che anche nei bassifondi della vita urbana, si nasconde una scintilla di sacralità.
“Città vecchia” di Umberto Saba
Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.
Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore.
la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.
Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.
Poesia da: libreriamo.it