Il volontario del canile, di Stefano Polo

 

Sono un volontario del canile

dò il mio cuore senza chiedere

nulla in cambio.

Il mio amore è silenzioso

come un fruscio di farfalle

ma caldo come il sole d’ estate.

Un sorriso scioglie il gelo

di quelle gabbie…

Porto a passeggio il mio fedele amico

siamo una cosa sola

in simbiosi d’ amore ci scaldiamo

a vicenda il cuore

e ci scambiamo tanto calore…

 

Innamorati

Suoni diversi beccati sul mio cuore

foto nikon rosanna fiori

Quale meraviglia quando scoprendo il cielo dietro la siepe
al tramonto di un giorno qualunque il suo grigio si confonde
con gli occhi del tuo amore e le rondini respirano l’umido
sopra il verde del giardino in giri veloci sollevano l’ali nere
per sparire dietro al mio sguardo così inutile in questa immensità
e vorrei gridare ancora che vivo e sento e respiro e insieme
abbiamo percorso un tempo lungo nella meraviglia di questo cielo
mentre lontani i figli respirano la loro primavera e li sorvegliamo
attenti come animali innamorati ancora e sempre della vita.

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Il va…

Poesie d'altre rime

Il va…

Vecchio,

seduto sullo scalino

accanto ad un

bicchiere di vino,

con il collo scavato

dal lavoro delle polveri

disgraziato,

bevi con lo

sguardo sbarrato e

non parli ma

fissi le alte torri

opera dell’uomo

che se stesso ha modificato.

.

.

Poesia scritta da Massimo Romano

Il 21 Maggio 2019

.

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Momenti di poesia. Click 2018, di Daniela Cobaich Mascaretti

Momenti di poesia. Click 2018, di Daniela Cobaich Mascaretti

click

Click 2018

È venuta stasera
la luna
sparge luce di latte sui prati…
bianco il mio mondo.
Dormono i mostri chiusi negli angoli.
“ Dimmi luna “
Solo un attimo!
Andarsene in questa notte di luce,
a raccogliere sogni…
Mentre la bambina danza ancora
nella luce irreale di quella sera…

Daniela Cobaich Mascaretti

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BEPPE MARIANO, Attraversamenti, Interlinea 2018

BEPPE MARIANO, Attraversamenti, Interlinea 2018

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Non illudiamoci: l’ultimo libro di Beppe Mariano, impastato con saggezza e immaginazione in parti uguali, non è opera da leggersi a episodi, a salti, come spesso si pensa possa essere letta un’opera di poesia – soprattutto quando essa sembra, almeno all’apparenza, costituita da parti diverse fra loro. Attraversamenti va invece esplorato in tenuta subacquea, con profonda concentrazione – e, proprio come accade in un’immersione, in un tempo denso, scandito e breve.

Senza far altro, senza distrazioni e dislocazioni. Dedicando un’unità teatrale di tempo, luogo e azione, in omaggio all’eponimo monologo del profugo, in apertura di libro. Perché Attraversamenti, nonostante l’apparenza composita, è un’opera estremamente compatta, percorsa da un sentiero ininterrotto che certo non è nuovo nella ricerca dell’autore e che può riassumersi così: una coscienza del proprio tempo elaborata con mezzi originali, espressa nell’assolo vigoroso, testardo e scabro di un poeta non allineato. “Per sfuggire al rumore della città, sono salito/ in montagna. Continua a leggere “BEPPE MARIANO, Attraversamenti, Interlinea 2018”

Tania di Malta Il Realismo Terminale al bivio, di Tania Di Malta

Tania di Malta Il Realismo Terminale al bivio, di Tania Di Malta

da: https://www.almanaccopunto.com

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Se all’inizio del secolo scorso l’esigenza di cambiamento e interpretazione del tempo, venne rappresentato a livello letterario, principalmente dal Futurismo, oggi a mio parere,  il Realismo Terminale ha l’autorevolezza e i giusti strumenti di comprensione di questa epoca ingarbugliata. Per forza maggiore sarà all’interno del grande spazio espressivo del Realismo Terminale, che si giocherà una partita decisiva.

Nel secolo scorso in letteratura, il Futurismo ebbe due poli diametralmente opposti, l’uno situato in  Filippo Tommaso Marinetti suo fondatore, l’altro in Vladimir Majakovskij, massimo rappresentante del Futurismo russo.

Distanti anni luci su principi etici, politici e culturali, rappresentarono il loro tempo, accomunati da una parola, un concetto di fondo:  la velocità, nella sua globalità. Analogamente accadrà qualcosa di simile al Realismo Terminale.  Navigando nella complessità del tempo (Cit. di Guido Oldani) : ognuno è Realista Terminale a modo proprio), è vero che (è sempre Oldani ad affermarlo) è più probabile che oggi un poeta sia un ragazzo che lavora in un call center piuttosto che un letterato ufficiale. Continua a leggere “Tania di Malta Il Realismo Terminale al bivio, di Tania Di Malta”

Momenti di poesia. Un ladro onesto ( esiste? ) di Andrea Patrone

Momenti di poesia. Un ladro onesto ( esiste? ) di Andrea Patrone

Un ladro onesto ( esiste? )

Vorrei rubare a chi sa amare,
il modo, il perché, il quando
ed anche il riso con il pianto,
conoscere le ombre nate per
confondere e sapere come
fare ad amare per sentire il
dolore del bacio che ferma il
cuore.
Vorrei essere ladro di rime e
paroloni come il rubacuori, ma
so di essere maldestro, sono
un ladro che sembra …onesto!

Andrea

Momenti di poesia. “Memento audere semper, et ventis adversis” Cesare Moceo

Momenti di poesia. “Memento audere semper, et ventis adversis” Cesare Moceo

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“Memento audere semper,
et ventis adversis”

Chiedo scusa a Voi
se sono nato,
se, crescendo,
così son diventato,
ma altro non posso essere
se non uno che crede
nel suo essere!
Non giudicatemi,
non sapete di me,
delle scelte che ho fatto,
perchè le ho fatte,
dei miei dolori anestetizzati,
dei miei pensieri violentati,
le mie lacrime inaridite.
Accettatemi cosi come sono,
mettetemi in un’angolino
del vostro cuore
così che possa gioire
del vostro amore.
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù
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Momenti di poesia. Nel buio di una terra lontana, di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Nel buio di una terra lontana, di Dario Menicucci

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Nel buio di una terra lontana

Portami indietro
tempo
almeno un attimo

a quelle strade
così invitanti e luminose,
così ingannevoli.

Volevo capire
dove ho smarrito
Ia mia felicità

dove ho lasciato
quei vecchi sogni
colmi di gioia e di sorrisi.

Ma tu di me
nemmeno
ti accorgi

distratto
e impegnato
nella tua folle corsa.

Ho provato
a voltarmi
ai viali percorsi

ma tutto
è tenebra
fitta e sinistra.
Continua a leggere “Momenti di poesia. Nel buio di una terra lontana, di Dario Menicucci”

Yoga della risata, di Lalla Ribaldone

Yoga della risata, di Lalla Ribaldone

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Yoga della risata nasce da una splendida idea del dr. Madan Kataria, medico indiano, che ha scientificamente provato che ridere almeno per 15 minuti consecutivi al giorno apporta dei benefici straordinari tra i quali:
– migliora il buonumore ogni giorno per tutta la giornata
– benefici per la salute grazie ad una maggior ossigenazione nel nostro corpo e cervello
– benefici sul lavoro in quanto si abbassa lo stress
– connettore sociale, quindi maggiori amicizie con persone desiderose di star bene
– aiuta a ridere nei momenti difficili , quindi mantenere un atteggiamento positivo nonostante gli accadimenti
Durante la sessione faremo esercizi di risate per allenare il diaframma alla respirazione corretta ed a facilitare la risata di pancia, faremo una bella meditazione della risata, un momento in cui la risata diventerà spontanea ed infine il rilassamento per calmare le energie che si ha accumulato durante la sessione.
Vi aspetto!

Racconti: La mano di Niky, di Franco Galliani

Racconti: La mano di Niky, di Franco Galliani

La mano di Niky

– Allora venite su a vedere la corsa?
– certo! E per i biglietti come facciamo?
– Dai, dai che vi facciamo entrare noi, però bisogna andare di notte
– E i Francesi? Ho letto che ci sono i Francesi con i cani..
– Dai venite su e non preoccupatevi. Vestitevi comodi..
Un po’ preoccupati lo eravamo- avevano ingaggiato vigilantes francesi con i cani contro i portoghesi- ma c’era d’andare a vedere il Gran Premio con le nostre amiche di Monza che avevamo conosciuto al mare e, quindi chi se ne frega! e partimmo. Maurizio disse che conosceva la strada e che potevamo saltare il traffico. Finimmo in uno sterrato, no dico uno sterrato per andare a Monza?! Sembra impossibile ma molti anni dopo, seguendo un amico con uno dei primi navigatori, finimmo nuovamente in uno sterrato. Ma questa anche se ai confini della realtà è un altra storia e la racconterò la prossima volta, forse. Comunque arrivammo, presentati a parenti, amici e affini, mangiammo qualcosa e tutti a letto presto. Noi in verità in quattro nell’utilitaria, e dopo un bel po’ di cavolate dette, crollammo e ci addormentammo, seduti, Poco dopo bussarono nei vetri, erano le nostre amiche – sempre sorridenti, simpatiche, carine, c’eravamodivertiti molto insieme al mare, anche se rimanemmo solo amici- che ci fecero preparare al volo. Seguimmo il gruppo di amici, fratelli e cugini più esperti. Dopo un po’ lasciammo le auto, procedemmo a piedi, passammo in mezzo alla recinzione, c’era anche del spinato e scrutando nell’oscurità per vedere che non ci fossero ne francesi ne cani, ci inoltrammo cauti nel bosco. Ricorda qualcosa? Lo chiamo bosco ma era il parco, passammo sulla parabolica e, man mano che ci avvicinavamo alla pista trovavamo sempre più genate. Vicino alla pista lo spettacolo era grandioso: illuminati da fuochi e torce elettriche decine, centinaia di ragazzi -e non- lavoravano febbrilmente. Montavano impalcature, alzavano e piantavano pali, coprivano con assi.
Sembrava quando nei film western costruivano una città in una notte. Un allegria, una forza costruttiva tangibili, coinvolgenti. All’aurora le ultime finiture e all’alba tutto pronto.
I bivacchi preparavano le colazioni. Qualcuno ci dette del caffè, siamo in un western, no?
Grazie ai buoni uffici delle nostre amiche fummo ospitati sul traliccio al primo piano di un’impalcatura che ne aveva un altro paio. Dopo un po’ arrivarono dei vigilantes con dei cani, non so se fossero francesi perché non dissero nulla e si limitarono a controllare che nessuno oltrepassasse la recinzione della pista. Poi iniziarono le formule minori e anche se non mi piace l’automobilismo, mi divertii un sacco.
Cosa c’entra la mano di Niky? C’entra, c’entra.
Poi parti la formula uno, e anche se fatichi a capire le posizioni, il rumore, la velocità che li tu vedi e vivi fu esaltante.
Vincesti tu Niky. passasti poi piano e DI TE VEDEMMO SOLO IL CASCO E LA TUA MANO, che scatenava la nostra euforia.
Fu come se mi avessi salutato personalmente. Da allora ho sempre pensato a te come a un conoscente, no un amico no, non esageriamo, ma come uno di quei conoscenti in cui ci si imbatte ogni tanto e ci saluta con educazione e simpatia.
Ciao Niky e grazie per aver passato con me uno splendido pomeriggio dei miei vent’anni

Momenti di poesia. NOCHES DE LUNA LLENAS, di Giuliano Saba

Momenti di poesia. NOCHES DE LUNA LLENAS, di Giuliano Saba

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NOCHES DE LUNA LLENAS..

Ruba alle mie labbra
i tuoi desideri.
legami
alle tue emozioni
e ai tuoi pensieri
Offriti come sempre
senza pudore
Donami
il tuo bianco candore.
Pelle di seta,
erotica e sensuale
anima e corpo
sensazionale
nella tua dimensione
Senza tabu’
libera la tua eccitazione
Muovi i tuoi fianchi
in danza sensuale
Tutto il tuo corpo
fammi esplorare.
In questa notte da sogno
ai tuoi sguardi mi consegno
Trasformando la tua intimità
in vibrante realtà. ..
Giuliano Saba Sculture

Io la penso così, una riflessione di Gregorio Asero

Io la penso così, una riflessione di Gregorio Asero

IO LA PENSO COSÍ

Si sa che il culto del denaro non sia un fatto nuovo. Una certa “venerazione” per il denaro sicuramente risale al tempo in cui si finì di barattare la propria merce, in cambio di altra, e il denaro, appunto, è diventato merce di scambio universale.

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Purtroppo questa “venerazione”, a mio avviso, è aumentata in modo esponenziale nei nostri giorni. I fattori che generano tale situazione penso che siano molteplici, ma qui mi voglio soffermare sulla causa che, l’industrializzazione, ha reso ancora più marcata.

Il grande capitalismo ha reso il lavoro un’attività che, sebbene per certi versi sia meno faticoso sotto l’aspetto fisico almeno nelle zone fortemente industrializzate, diventato opprimente e incapace di generare piacere. In pratica, nelle zone industrializzate, si lavora solo per il salario e non perché si prova piacere nello svolgere una determinata attività.

La grande produzione industriale ha bisogno, per aumentare e proteggere le sue ricchezze, di sfruttare e sopprimere le cosiddette “razze inferiori”, le quali sono soggiogate dai regimi capitalisti. Continua a leggere “Io la penso così, una riflessione di Gregorio Asero”