“La Vetrata” di Mirella Ester Pennone Masi: Un Ritratto Poetico della Nostalgia. Recensione di Alessandria today
Un viaggio nel tempo e nello spazio tra memoria e malinconia.
“La Vetrata”, poesia di Mirella Ester Pennone Masi, è un’opera evocativa che trasporta il lettore in un mondo di ricordi e sensazioni, in cui il passato e il presente si intrecciano in una dolce malinconia. Attraverso un linguaggio lirico e immagini vivide, l’autrice esplora il tema della nostalgia per un tempo che non tornerà, ma che vive ancora nella memoria.
La poesia si apre con un ritorno al luogo dove l’autrice ha trascorso una parte della sua vita: un istituto che ora è diventato “un posto per vecchi”. Questo cambiamento fisico riflette il passare del tempo e il contrasto tra ciò che era e ciò che è. La “vetrata”, simbolo centrale della poesia, diventa una finestra verso il passato, un mezzo per rivivere i ricordi delle “compagne e delle sorelle” e dei momenti di gioia condivisa.
Le immagini della natura, come il sole che sorge e le stelle che sembrano a portata di mano, evocano un senso di meraviglia e intimità, mentre i rondoni che costruiscono il nido richiamano il ciclo della vita e la speranza che persiste anche nei momenti di perdita. L’assenza di oggetti tangibili, come i “libri e quaderni” che l’autrice cerca inutilmente, sottolinea la fragilità della memoria e l’impossibilità di recuperare ciò che è stato.
Un elemento particolarmente toccante è il ricordo del “piano di suor Rosalia” e del “canto religioso, nostalgico”, che aggiunge una dimensione spirituale alla poesia, rendendo ancora più profonda la riflessione sull’impermanenza e la bellezza del passato.
Il finale, che si concentra sui rondoni e sulla primavera, chiude la poesia con una nota di speranza e continuità, suggerendo che, nonostante tutto, la vita va avanti e la bellezza persiste.
Biografia dell’autore.
Mirella Ester Pennone Masi è una poetessa italiana nota per la sua capacità di catturare emozioni profonde attraverso un linguaggio lirico e simbolico. Le sue opere spesso esplorano temi come la memoria, la nostalgia e il legame con la natura, rendendola una voce significativa nel panorama poetico contemporaneo. Con una scrittura intima e riflessiva, Pennone Masi invita i lettori a esplorare il loro mondo interiore e a riflettere sulle connessioni tra il passato e il presente.
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LA VETRATA
Sono tornata, là, dove per alcuni anni ho vissuto
L’ istituto non c’è più, ora è un posto per vecchi.
Era novembre, quando arrivai davanti alla vetrata
E io vidi solo un vuoto nell’aria
Non più voli non più il vociare amico
Delle compagne e delle mie sorelle.
Solitudine, ti ho ritrovavo nei sentimenti
E nelle sensazioni di una volta …
Tenera stagione che ieri m’ avvolgevi,
Dal mio lettuccio vedevo sorgere il sole
E di notte le stelle sembravano così vicino
Tanto che quasi le potevo toccare.
Quel giorno che tornai a risalire le scale
La mente ricordava con nostalgia
In me non sfuggiva quel lirica dolce-amara
Di note inconsolabili e miti al cuore;
Ancor sentivo il piano di suor Rosalia
e il nostro canto religioso, nostalgico.
Triste, mendicai il sentimento che provavo
Neppur mi consolava la soffitta ove
Fra il ciarpame cercavo i miei libri e quaderni,
E i primi ingenui richiami di poesia
Spersi nella confusione identificabile;
Tutto andò perduto, ammonticchiato
Tra le cianfrusaglie da buttare, e nulla trovai.
Chissà se sotto quel tetto i rondoni costruiscono ancora il nido e felici tornano a sera;
un dì fu la loro e la mia Primavera! ![]()