MALINCONIA (Horion Enky). Quando l’assenza diventa presenza interiore e la nostalgia si fa poesia
Una malinconia che non è semplice tristezza, ma stato dell’anima, attesa, desiderio che resiste al tempo: in questi versi Horion Enky consegna al lettore una lirica intima, dove la solitudine si popola di ricordi e il sentimento diventa spazio abitato. È una poesia che parla a chi ha amato, a chi ha perduto, a chi continua a cercare nell’altro una forma di salvezza emotiva.
Pier Carlo Lava
Ora non ci sei qui con me,
in questo momento,
in cui la malinconia bussa forte
alle porte del cuore
e la solitudine è accompagnata
da milioni di pensieri
che si agitano nella mia anima.
Da lontano t’inseguo con i ricordi,
rincorrendo, in silenzio, i desideri
che agitano il mio ardore.
Vorrei che tu irrompessi in me
come fa l’alba con la notte,
svegliandomi dai sogni,
consolandomi con una tua carezza
e, in un tenero bacio,
sfiorarmi le labbra,
per scacciare via la malinconia,
regina dell’anima mia.
09-02-2015
In questa poesia la malinconia non è un semplice sentimento passeggero, ma una presenza attiva che “bussa alle porte del cuore”, diventando quasi un personaggio, una forza sovrana, “regina dell’anima”. Il testo si muove su una linea di tensione tra assenza fisica e persistenza emotiva: l’amato non è “qui”, ma vive nella memoria, nei desideri, nel corpo stesso del soggetto poetico. L’inseguimento “da lontano” dei ricordi mostra come il passato non sia archivio, bensì energia che continua ad agitare l’ardore.
La scrittura è diretta, limpida, priva di artifici retorici superflui, e proprio per questo efficace. L’immagine centrale dell’alba che irrompe nella notte introduce una metafora di risveglio e salvezza: l’altro non è solo oggetto del desiderio, ma principio di luce, capace di consolare, di ridare forma al mondo interiore. Il gesto minimo – una carezza, un bacio che sfiora le labbra – diventa atto fondativo, gesto che promette di scacciare la malinconia.
Tematicamente, Enky si colloca in quella tradizione lirica che attraversa la poesia amorosa da Saffo a Neruda, passando per la nostalgia assoluta di Hikmet e la tenerezza dolente di Merini: l’amore non come euforia, ma come ferita luminosa, luogo in cui il dolore e il desiderio convivono senza annullarsi. Il tono è elegiaco, ma mai patetico: la malinconia è riconosciuta, accolta, quasi venerata, perché è anche prova dell’intensità del sentire.
Dal punto di vista stilistico, i versi brevi e il ritmo discorsivo creano un andamento confidenziale, come se il poeta stesse parlando direttamente all’assenza. L’io lirico non alza la voce: sussurra, e proprio per questo colpisce. La poesia diventa così spazio di resistenza emotiva, in cui la memoria non è fuga ma forma di presenza, e l’amore continua a esistere come desiderio che non si spegne.
Horion Enky, autore di una poesia profondamente introspettiva, costruisce un linguaggio essenziale, in cui ogni parola è carica di valore emotivo. La sua scrittura si muove tra intimismo e universalità, rendendo l’esperienza personale riconoscibile in chi legge. Malinconia è una lirica che non pretende di spiegare il dolore: lo abita, lo rende parola, lo trasforma in gesto poetico.
Geo
Horion Enky si colloca nel panorama della poesia contemporanea come voce intimista, attenta alle dinamiche interiori dell’amore, dell’assenza e della memoria. La sua scrittura, pur radicata in un’esperienza personale, si apre a una dimensione universale che dialoga con la tradizione lirica europea. Alessandria today, come testata culturale impegnata nella valorizzazione della poesia d’autore e del pensiero critico, accoglie e diffonde testi come Malinconia, riconoscendo nella parola poetica uno strumento di comprensione del presente e delle emozioni che lo attraversano.
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