Mafia e cantieri delle Olimpiadi Milano-Cortina, l’allarme sulle infiltrazioni e i rischi per il grande evento
Le Olimpiadi dovrebbero rappresentare il volto migliore di un Paese: efficienza, trasparenza, fiducia. Ma ogni grande opera porta con sé anche zone d’ombra. L’inchiesta sulle possibili infiltrazioni mafiose nei cantieri delle Olimpiadi Milano-Cortina riapre una domanda cruciale: il sistema dei controlli è davvero in grado di proteggere un evento di portata mondiale?
Pier Carlo Lava
Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 sono entrate nella fase più delicata: quella dei cantieri, degli appalti, delle forniture e dei subappalti. È proprio in questo passaggio che, secondo inchieste giornalistiche e segnalazioni investigative, si concentrano i maggiori rischi di infiltrazione della criminalità organizzata. Non si tratta di accuse definitive né di processi conclusi, ma di campanelli d’allarme che le istituzioni stanno prendendo in seria considerazione.
Le organizzazioni mafiose, storicamente, trovano terreno fertile nei grandi eventi infrastrutturali: flussi ingenti di denaro pubblico, tempi stretti, catene di appalti complesse. Il modello è noto agli investigatori: società di comodo, ribassi anomali, subappalti a cascata, manodopera sottopagata, forniture gonfiate o fittizie. Anche nel caso dei cantieri olimpici, l’attenzione si concentra su come vengono assegnati e controllati i lavori, più che sulle opere in sé.
Secondo quanto riportato da inchieste internazionali e da fonti italiane, le autorità antimafia avrebbero intensificato verifiche preventive e controlli incrociati su imprese coinvolte nei lavori legati all’evento. L’obiettivo dichiarato non è quello di lanciare allarmi generici, ma di prevenire possibili penetrazioni criminali prima che si traducano in procedimenti giudiziari o, peggio, in danni irreversibili all’immagine del Paese.
Un elemento critico riguarda la frammentazione degli appalti. Più cresce il numero dei subappalti, più diventa complesso il tracciamento delle responsabilità. È in queste zone grigie che la criminalità organizzata può inserirsi, offrendo servizi a basso costo, liquidità immediata o manodopera irregolare. Non è un fenomeno nuovo, ma la dimensione globale delle Olimpiadi rende l’impatto potenziale molto più alto.
Le istituzioni italiane hanno più volte ribadito che per Milano-Cortina è stato predisposto un sistema di sorveglianza rafforzato, con protocolli antimafia, controlli sui flussi finanziari e collaborazione tra prefetture, forze dell’ordine e autorità giudiziarie. Tuttavia, come sottolineano diversi osservatori, la prevenzione non è mai totale e richiede un monitoraggio continuo, soprattutto quando i lavori entrano nella fase finale e la pressione sui tempi aumenta.
Il tema non riguarda solo la legalità, ma anche la qualità delle opere. Le infiltrazioni mafiose, quando avvengono, hanno effetti concreti: materiali scadenti, sicurezza ridotta, cantieri meno affidabili. In un evento sportivo internazionale, questi rischi si traducono in potenziali problemi per atleti, spettatori e lavoratori, oltre che in un danno reputazionale difficilmente recuperabile.
È importante sottolineare che, allo stato attuale, non si parla di responsabilità accertate su singoli cantieri o aziende specifiche. L’inchiesta giornalistica e le verifiche istituzionali descrivono un rischio sistemico, non una colpa già provata. La distinzione è fondamentale per evitare generalizzazioni e per rispettare la presunzione di innocenza degli operatori coinvolti.
Il caso Milano-Cortina si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra grandi eventi e criminalità organizzata. Expo, Mondiali, Olimpiadi: la storia recente insegna che l’attenzione non può calare neppure di fronte all’urgenza di “fare in fretta”. Anzi, è proprio la fretta a rappresentare uno dei fattori di rischio principali.
Nei prossimi mesi, l’efficacia del sistema di controlli sarà messa alla prova. La sfida non è solo portare a termine le opere in tempo, ma farlo senza scorciatoie. Perché un’Olimpiade sicura e trasparente non si misura solo con le medaglie, ma con la capacità di uno Stato di difendere le proprie regole anche sotto pressione.
Geo.
Per Alessandria, il Piemonte e l’intero Nord Italia, Milano-Cortina 2026 non è un evento lontano. I cantieri, le infrastrutture e l’indotto coinvolgono territori, imprese e lavoratori locali. È per questo che il tema della legalità nei lavori olimpici riguarda da vicino anche le comunità piemontesi. Alessandria today segue queste vicende con attenzione critica, convinta che il successo di un grande evento passi anche dalla trasparenza con cui viene costruito.
Link utili (in calce)
– Inchiesta internazionale su mafia e Olimpiadi – The Guardian
– Protocollo di legalità per Milano-Cortina – documenti istituzionali
– Controlli antimafia nei grandi appalti – Direzione Investigativa Antimafia
– Precedenti su grandi eventi e infiltrazioni criminali – dossier nazionali
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