L’affinità di coppia

Creando Idee

A ciascuno di voi è riservata una persona speciale. A volte, ve ne sono due o tre o anche quattro. Per ricongiungersi a voi, viaggiano attraverso i mari del tempo e gli spazi celesti. Vengono dall’altrove, dal cielo. Il vostro cuore le ha già accolte come parte di sé. Tra voi c’è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non sarete mai soli.” Brian Weiss. Anime gemelle. Fiamme Gemelle. C’è di tutto e di più. E regolarmente la psicologia si confonde con la spiritualità. Ci piace pensare che esistano spiriti predestinati, altri uniti da una profonda affinità. Tuttavia, ci rendiamo conto che la New Age ha semplificato eccessivamente le cose confondendo i piani. Si fa a gara a chi trova la famosa anima gemella, la fiamma, l’uomo del destino. E tutti ne danno definizioni diverse affermando di sapere precisamente di che si tratta. Che dire poi del fiorire di…

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Tipi dolci o salati

Creando Idee

Negli ultimi anni che gli psicologi sociali hanno fatto del rapporto con il cibo materia di studio. Scoprendo fino a che punto creatività, severità, aggressività, ansia, fiducia in noi stessi abbiano buone probabilità di rivelarsi a tavola. I ricercatori della North Dakota University di Chicago hanno dimostrato il legame scientifico tra i gusti e il carattere delle persone. Dall’analisi dei risultati di test condotti su un campione di studenti universitari, hanno scoperto che la propensione per i cibi dolci rispecchia un carattere disponibile e collaborativo. Esiste un “effetto bontà”: chi mangia un pezzo di cioccolato è subito più disponibile a offrirsi come volontario per un lavoro non retribuito rispetto a chi mangia un cibo salato.Anche per Ferdinando Dogana, ordinario di Psicologia, la preferenza per dolce e salato ha un preciso collegamento caratteriale: i tipi “dolci“, che vanno pazzi per pasticcini, torte e frutta, sono più emotivi e…

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Guarda “Claudio Baglioni – Sabato pomeriggio “1975”” su YouTube

Antonella Lallo

Testo Sabato Pomeriggio

Passerotto non andare via
Nei tuoi occhi il sole muore già
Scusa se la colpa è un poco mia
Se non so tenerti ancora qua.
Ma cosa è stato di un amore
Che asciugava il mare
Che voleva vivere
Volare
Che toglieva il fiato
Ed è ferito ormai
Non andar via
Ti prego
Passerotto non andare via
Senza i tuoi capricci che farò
Ogni cosa basta che sia tua
Con il cuore a pezzi cercherò
Ma cosa è stato di quel tempo
Che sfidava il vento
Che faceva fremere
Gridare
Contro il cielo
Non lasciarmi solo no…
Non andar via
Non andar via
Senza te
Morirei
Senza te
Scoppierei
Senza te
Brucerei
Tutti i sogni miei
Solo senza di te
Che farei
Senza te
Senza te
Senza te
Sabato pian piano se ne va
Passerotto ma che senso ha
Non ti ricordi
Migravamo come due gabbiani
C’amavamo

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In punta di piedi…oltre il silenzio

tavolozza di vita

In punta di piedi…oltre il silenzio

Non temo il mondo e non ho motivo di nascondere quel che attimo per attimo si manifesta, offro la voce che su note intime conduce una lunga storia, quella che mi segue e mi sostiene da tanto tempo. Posso anche tacere, non è importante cosa posso ricevere, se il mondo accoglie o rigetta chi non sia riconosciuto, seguo quel che il cuore detta, non conosco separatezza da altre essenze che sono parte di me stessa.Per questo spesso non scrivo solo quello che vivo in prima persona, ma anche quanto per empatia a volte con sofferenza raccolgo degli altri, si vive e ci trasforma, si accoglie e si porge quel che ci è possibile dare con amorevolezza e speranza, ma non si tratta di qualcosa da sottolineare, di cui rivestirci per meglio apparire, è tutto a livello sottile e non sempre è facile descrivere a…

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QUEL CHE NON SI TROVA NEGLI ARMADI DEI LIBRI – Christoph Ransmayr, IL MONDO ESTREMO (seconda parte)

Dalla mia tazza di tè

Tomi cartolina

Questa improbabile cartolina, trovata fra le immagini del web, è la rielaborazione di un fotogramma del film di animazione Die letzte Welt (2011) di Konradin Kunze. Una rielaborazione pertinente, se si considera che nel romanzo di Ransmayr Ovidio manda effettivamente una cartolina da Tomi alla moglie Cyane, rimasta a Roma. Non è che uno dei tanti anacronismi. Già nelle primissime pagine, a proposito di Cotta da poco giunto a Tomi, troviamo ad esempio: “lo straniero che se ne stava lì sotto le arcate rabbrividendo dal freddo; lo straniero che alla fermata dell’autobus rósa dalla ruggine si ricopiava l’orario e parlava a lungo ai cani ringhiosi con pazienza incomprensibile”, e cerchiamo invano di immaginare un significato di “fermata dell’autobus” compatibile con il secondo decennio dopo Cristo. Né la commistione delle epoche riguarda soltanto il mondo di Tomi: a Roma la villa che il poeta ha dovuto abbandonare precipitosamente si trova…

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Il nostro cervello memorizza dove si mangia bene

Creando Idee

Ricordate ancora il ristorantino in riva al mare in cui avete mangiato un pesce favoloso? Niente di strano. Gli scienziati hanno visto che il nostro cervello funziona come un GPS: è in grado di memorizzare i posti in cui il cibo è migliore, per poterci ritornare. Forse per un retaggio primigenio. Provate a pensare dove avete assaggiato l’hamburger più gustoso, la sacher torte migliore o la pizza più buona. Presumibilmente ricorderete con precisione il luogo, l’arredamento e forse anche il tavolo dove eravate seduti: perché accade?Il cibo, per il nostro cervello, funziona un po’ come i satelliti per il Gps: gli consente di memorizzare il luogo esatto in cui si sta mangiando. Lo sostiene uno studio condotto su animali, appena pubblicato su Nature Communications. A rinforzare questo tipo di memoria sarebbe il nervo vago che collega i nostri due cervelli: quello che abbiamo sempre… conosciuto, che abbiamo in testa…

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Welcome home

What's Inside a Madman's Hat?

Hello World and an interim farewell to the Universe

for exploring my potential, I’ll need to start in reverse.

Downsize to our primitiveness, rather than expand,

you can find liberty in simplicity, I know this all firsthand.

Taking one step for man, then stepping two to the rear,

all that hesitation engineers, is another dim lightyear.

Standing sturdily with both feet flat on the ground,

no longer off-base and weightlessly, floating all around.

It is quite humbling, descending back down to Earth

returning to the motherland where our Mothers gave birth.

To a place luxuriant in its stockpile of heavenly oxygen,

taken in slowly, and deeply, can aid in achieving zen.

Idling down the thruster power does not stunt the brain,

It helps to reserve your potential, by keeping you sane.

©2018 Joseph Emerson WWW.whatsinsideamadmanshat.com

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Aiuto ho perso le chiavi!!

Creando Idee

Perché alcuni di noi perdono sempre le chiavi? Altri non ricordano dove hanno lasciato gli occhiali. O il telefonino. Per non parlare del dramma di quei parking multipiano, dove vaghiamo come anime in pena senza ricordare più dove abbiamo lasciato l’auto. Prima risposta: niente panico, questi non sono i segnali precursori dell’Alzheimer. Non sono neppure necessariamente legati all’età. La scienza della memoria ha spiegazioni sorprendenti per questi incidenti. Gli esperti hanno anche elaborato un elenco di consigli pratici, per aiutarci: a non perdere, oppure a ritrovare. La mole di ricerche in questo campo aumenta di giorno in giorno, grazie anche all’ausilio della genetica.The Wall Street Journal ha censito alcuni degli studi più importanti, perfino una ricerca commissionata da una compagnia assicurativa britannica. Sì, gli assicuratori vogliono saperne di più: sia perché a volte gli smarrimenti riguardano oggetti costosi e danno il via a richieste di indennizzi; sia per…

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La fonte

OpinioniWeb-XYZ

Lavertezzo_-_Felsen_im_Verzasca.jpgPoesie di Lorenzo

Senti

questo silenzio di cime mai svelate

ove solo il vento è padrone.

Il vento e quei fruscii

di un abisso profondo.

E ogni passo infrange

questo muro

ove l’illusione è un ricordo

portato lontano dal mare.

E su tutto, l’urlo straziato del vento.

Mi diverto in questa gara

col tempo,

già perduta, o chissà…?

Gli occhi non saranno mai

sazi di quell’acqua.

Aspettami fonte della vita

aspetta che mi crescano le ali.

Non mutare

il tuo azzurro riflesso

in quest’acqua nera.

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Tu, forzato di Mauthausen, di Alisa Milani

Tu, forzato di Mauthausen, di Alisa Milani

Tu, forzato di Mauthausen
(Il Tunnel)
Hai scritto
sui muri di Loiblpass;
hai descritto
l’orrore degli sguardi,
le urla di bocche affamate,
i visi di chi non c’è più.
Hai cancellato nel tempo
l’odore acre
di corpi bruciati,
il pulviscolo grigio
sulle vostre teste.
Hai scritto col pensiero
per non arrenderti,
sulle pietre
per non dissolversi,
con la penna
per non dimenticare.
Continua a leggere “Tu, forzato di Mauthausen, di Alisa Milani”

VIOLENZA, di Roberto Busembai

VIOLENZA, di Roberto Busembai

VIOLENZA

Rendimi il sorriso,
rubato sopra il greto
di un fiume malato,
sabbia scura e canne
ormai seccate,
ultime calde giornate,
sapori e odori acri
come fumi volanti
di fuochi accesi
pulizie dei campi.
Rendimi la felicitò
sopita con un gesto
un alzata di mano
troppo presto
e troppo forte il dolore
di conoscerti diverso,
l’acqua trova ostacolo
in un enorme sasso,
devia lontano
e forma un piccolo lago,
pozzanghera di melma
e acqua ferma.
Rendimi la donna
che ha preso la corrente,
e nel mare è arrivata,
mischiandosi alla gente.

Roberto Busembai (errebi)

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SAPESSI COSA MI STO CHIEDENDO, di Roberto Busembai

SAPESSI COSA MI STO CHIEDENDO, di Roberto Busembai

Sapessi

SAPESSI COSA MI STO CHIEDENDO

Sapessi cosa mi sto chiedendo,
mentre con gli occhi
ti guardo senza ammirarti,
ma come posso
essermi innamorata così tanto
di uno che ha le gambe storte,
il mento squadrato,
è persino un pochettino grasso
e sulla testa è ormai tutto calvo.
Eppure, e continuo a domandarmi,
di uomini migliori ne avevo
dietro una turbe come uno sciame d’api
intorno ad un alveare,
e tanti, devo essere onesta con me stessa,
di aspetto molto molto migliore.
Sapessi cosa mi sto chiedendo
mentre con gli occhi
ti guardo dentro,
ma come potrei non averti accanto
come potrei non poter sentire
le tue braccia sicure
che mi rinchiudono sul tuo petto
riparandomi dal mondo,
come potrei fare senza il tuo
respiro e la tua voce calda
quando mi chiami amore.
Sapessi cosa mi sto chiedendo
mentre gli occhi
guardano fuori,
io di te sono la miccia
di un cannone spento,
e tu la polvere da sparo
per farlo detonare,
siamo indipendentemente
unici se uniti eternamente.
Sapessi cosa mi sto chiedendo.

Roberto Busembai (errebi)

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OLTRE I LIMITI DELLA PASSIONE, di Marcella Nardi

oltre il limite

di Marcella Nardi
quando il desiderio travolge la passione
Un travolgente romance/erotico. Per chi già la conosce, ecco una giovane Marcella Randi, una donna che nel privato è sensuale, passionale e, sotto le lenzuola, ama la trasgressione…
Marcella Randi, che non è ancora un poliziotto, ci appare timorosa e spregiudicata al tempo stesso. Ha scoperto un suo lato oscuro: il piacere di sentirsi posseduta e di stimolare i desideri più sfrenati del suo amante.

Continua a leggere “OLTRE I LIMITI DELLA PASSIONE, di Marcella Nardi”

Veleno, di Grazia Torriglia

Veleno, di Grazia Torriglia

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Veleno

Ti volli bene
un bene che sapeva di stima
e voleva essere ricambiato.
Sentivo la tua fragilità
galleggiare nelle incertezze .
allora credevo nel tuo essere sincero.

Sentivo e leggevo solitudine
cercavo l anima
e non la trovavo. ..
nascosta tra rovi spinosi
impediva il passaggio al piede nudo
del cuore intenerito.

Scoprii che volerti bene
era fastidio per il tuo essere contorto …
Fastidio per chi ha temuto
che ti rubassi un sentimento.

Acido e veleno
hai sputato con lingua di serpente .
Aculei di istrice e di scorpione
mi hai rivolto contro .

Ho guardato le ferite
le ho lavate col disprezzo.

Grazia Torriglia @

La porta é sempre aperta, di Marcella Nardi

Marcella Nardidi Marcella Nardi

La porta é sempre aperta.
Il caffé si può preparare in due minuti e il tavolo della cucina si pulisce in un istante, questo é un luogo sereno dove non si giudica.
Chiunque avesse bisogno di parlare é benvenuto in qualunque momento.
Non preoccuparti.
Un pezzo di pane, un caffé, una birretta, del vino. Orecchie per ascoltare, spalle su cui piangere e braccia per abbracciare.
É un vecchio valore perso con la tecnologia.
Un testo o una emoticon non sono l’equivalente del tempo che puoi trascorrere con chi ne ha bisogno.
Io e i miei amici stiamo cercando di dimostrare che se c’é sempre chi ti ascolta non sarai mai realmente solo.
Campagna per rafforzare le relazioni interpersonali.
Se ti piace copialo e incollalo sulla tua bacheca e sulla mia scrivimi “fatto”, mi farà piacere sapere che hai condiviso questo messaggio.
Siamo esseri umani e non lo dimentichiamo.

“OLTRE I LIMITI DELLA PASSIONE: Quando il desiderio travolge la ragione”, di Marcella Nardi

Recensione Marcella

Recensione: Alessia Toscano ha letto e commentato “Oltre i limiti della passione: Quando il desiderio travolge la ragione” di Marcella Nardi, un libro da aggiungere alla propria lista di letture:

Titolo: Oltre i limiti della passione: Quando il desiderio travolge la ragione

Autore: Marcella Nardi

Serie: Le indagini del commissario Marcella Randi Vol.5

Genere: Giallo/Poliziesco

Disponibile in ebook a € 0,99 e in formato cartaceo a € 6,76

Contatto Facebook: Marcella Nardi Sito: Marcella Nardi 

TRAMA:

Un travolgente romance/erotico. Per chi già la conosce, ecco una giovane Marcella Randi, una donna che nel privato è sensuale, passionale e, sotto le lenzuola, ama la trasgressione…

Marcella Randi, che non è ancora un poliziotto, ci appare timorosa e spregiudicata al tempo stesso. Ha scoperto un suo lato oscuro: il piacere di sentirsi posseduta e di stimolare i desideri più sfrenati del suo amante. Continua a leggere ““OLTRE I LIMITI DELLA PASSIONE: Quando il desiderio travolge la ragione”, di Marcella Nardi”

CANTO AL MARE, di Roberto Busembai

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CANTO AL MARE, di Roberto Busembai

CANTO AL MARE

Nel vuoto del silenzio,
pare che il mare taccia pure
il suo muovere dell’onda,
gabbiani fermi in planare di correnti
su cieli tersi di un azzurro puntuale,
com’è profondo questo mare
e com’è immenso il suo segreto,
tale da riempire nella mia voragine
del nulla,
tutto il mistero che gli conviene.
Come vorrei conoscere
del mondo,
quello che tutti avremo come fine,
sapere l’oltre quel confine nebuloso,
e ritrovare almeno un filo di luce,
per respirare del tuo salmastro
almeno il sale.
Ti voglio dentro,
mare che conosco,
fammi navigare,
anche senza barca appresso,
sono il tuo relitto, adesso.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine: Dirk Wüstenhagen – Dangerous waters

E così… di Valerio Villari

E così… di Valerio Villari

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E così, mentre il sole
inizia a carezzare la
finestra del mio nido,
mentre le cime degli alberi,
incitate dal vento amico.
iniziano a corteggiarsi,
intanto che il volo delle colombe
fa vibrare foglie verde smeraldo,
intanto che il monte sempre
protegge la sua città;
ai miei occhi si forma
l’immagine del tuo volto.
Sotto, gli uomini felici,
passeggiano e una manciata
di profumo mi giunge dalle
eleganti compagne;
fiori umani lungo giardini
che non riconosco, fiori
variopinti, come fossero
quelli in un campo del paradiso
e tutto, d’improvviso,
si stringe nei tuoi occhi che
sempre sono ciò che vedo,
come se il mondo intero,
fosse tuo o fossi tu con
la tua chioma raccolta.
carezzata da fiocchi colorati.

E così, mentre tutto sento e
te solamente posso vedere,
decido di saltare sulla nuvola
più vicina, come fosse
l’alato Pegaso, e mi lascio
condurre lontano dalla tristezza
della tua assenza e perché
tu possa sentire le corde
che sto suonando sulla cetra
che Morfeo mi ha prestato,
gli chiederò di condurmi
al di là del monte, dove
il mare è lo stesso in cui
hai nuotato e mi tufferò
tra le schiumose onde
per avere sulla mia pelle
ciò che lui ti ha rubato;
lo so, lo so, che prima
di me, altri hanno nuotato,
ma io sono abituato a nutrirmi
di pensiero e chi non sa farlo,
non potrebbe soddisfare
neanche un semplice desiderio.

E così, bagnato di te e
del tuo corpo nella mia pelle,
mi dirigerò sulla spiaggia,
la stessa dove hai danzato,
dove il vento ha carezzato,
cullandoli, asciugandoli, i
tuoi capelli, perché voglio
che la natura mi prenda
e mi renda reale, come
le voci che puoi ascoltare,
come questo amore che
non so spiegare, ma che
dipinge queste parole,
come tu dipingi il mondo e
mai saranno soli questi
versi che desiderano essere
come l’abito che accompagna
i tuoi movimenti; il colore
della tua vita, nella mia vita
che dolce, la tua esistenza rende,
come le arance vaniglia della
terra che vide i nostri natali,
ma che soprattutto creò te:
il mio paradiso dipinto nel tuo sorriso!

Valerio Villari
15 Settembre 2019

SAPESSI COSA MI STO CHIEDENDO, di Roberto Busembai

SAPESSI COSA MI STO CHIEDENDO, di Roberto Busembai

SAPESSI COSA MI STO CHIEDENDO

Sapessi cosa mi sto chiedendo,
mentre con gli occhi
ti guardo senza ammirarti,
ma come posso
essermi innamorata così tanto
di uno che ha le gambe storte,
il mento squadrato,
è persino un pochettino grasso
e sulla testa è ormai tutto calvo.
Eppure, e continuo a domandarmi,
di uomini migliori ne avevo
dietro una turbe come uno sciame d’api
intorno ad un alveare,
e tanti, devo essere onesta con me stessa,
di aspetto molto molto migliore.
Sapessi cosa mi sto chiedendo
mentre con gli occhi
ti guardo dentro,
ma come potrei non averti accanto
come potrei non poter sentire
le tue braccia sicure
che mi rinchiudono sul tuo petto
riparandomi dal mondo,
come potrei fare senza il tuo
respiro e la tua voce calda
quando mi chiami amore.
Sapessi cosa mi sto chiedendo
mentre gli occhi
guardano fuori,
io di te sono la miccia
di un cannone spento,
e tu la polvere da sparo
per farlo detonare,
siamo indipendentemente
unici se uniti eternamente.
Sapessi cosa mi sto chiedendo.

Roberto Busembai (errebi)

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Quanta stanchezza segna le mie ore, di Grazia Torriglia

L'immagine può contenere: una o più persone

Quanta stanchezza segna le mie ore, di Grazia Torriglia

Quanta stanchezza segna le mie ore
paura macina semi di pessimismo e indolenza
devo ancora sapere
anche se già certezza m’ invade
ancora controlli
ma io sono già stanca.
Di fronte a una sentenza
che mi risuona già antica
da riascoltare domani…forse,
la forza di allora non ho più
mi pesa l’attesa
e non so cosa fare .

gt@

TI VOGLIO TANTO BENE, di Roberto Busembai Errebi

TI VOGLIO TANTO BENE, di Roberto Busembai Errebi

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TI VOGLIO TANTO BENE

Ho finito il mio vocabolario
di lettere d’amore,
di pensieri dolci
di zuccherose effusioni,
non ho più altri termini
da elargire,
eppure ho
dentro il cuore
un bocciolo di rosa
ancora da sfiorire.
E’ umida la foglia
e pure i petali nascosti
di pulita rugiada mattutina,
è delicata essenza
di dolciastro profumo,
è quella che io voglio
donarti all’infinito
sapertela apprezzare
e cospargerla sul tuo cuore.
Ho finito le parole
e pure i pensieri
ma ti ripeterò per sempre
ti voglio tanto bene.

Roberto Busembai (errebi)

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MATTINO, di Roberto Busembai

MATTINO, di Roberto Busembai

L'immagine può contenere: cielo, nuvola, albero, spazio all'aperto e natura

Roberto Busembai

MATTINO

Sono lontani e calmi
come una fresca mattina
i sogni e i pensieri
che navigano nella mente
come nuvole portate dolcemente
da un alito di vento primaverile,
si nascondono tra il verde delle foglie
e i prati ancora da sfiorire.
Nascono nei silenzi
misti a canti di volatili stranieri,
e lasciano nel cuore e nel vedere
un misto di gioia e di dolore,
quello che un panorama offre
quando la rugiada cade
e bagna ad ogni passo
il piede che si pone.
E dal lontano colle
si vede già una luce
ecco il manto del mattino,
lucente come sempre,
che sventola sugli alberi
e si rinnova sul tuo viso
con un docile sorriso dentro,
sei sveglio e guardi fuori.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

E RESTO SOLO, Roberto Busembai Errebi

E RESTO SOLO, Roberto Busembai Errebi

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E resto solo
con i pensieri e i sogni,
rimango sorpreso pure
delle mie mani che ora tremano
non per il freddo ma
per il troppo caldo che sento
dentro il cuore,
e resto solo
sulla spiaggia a rimirare
del cielo
una scia di aeroplano,
un volo di gabbiano,
e del silenzio che si crea
avere un sentimento
di paura ma non di terrore,
paura del rumore.
E resto solo
con i profumi del sale marino,
di ginestre lontane,
sapore di salmastro
e rene friabili sotto i piedi
e onde che passano
e ritornano
come i cicli del mio
scorrere quotidiano.
E resto solo
e parlo pure piano
con me stesso
quasi per un indescrivibile
rispetto di me
e dello stesso mare.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine Mustafa DEDEOĞLU – Trees

BARCHE AL SOLE, di Roberto Busembai Errebi

BARCHE AL SOLE, di Roberto Busembai Errebi

Barche

BARCHE AL SOLE

Sul lido di un giorno passato
come barca arenata al sole
per asciugare il suo scafo,
ho abbandonato il sogno
e il sale ho ritrovato
disperso come neve,
disciolto e poi raccolto
pazientemente radunato
come rena dispersa
dall’onda continua,
nel muoversi eterno
in assoluta dipendenza naturale.
Ho ritrovato barche uguali,
giorni comuni,
amicizie e forti amori,
remi d’aggiustare,
vele da rattoppare
e umili casolari di pescatori
erranti come il mio pensiero,
naviganti uguali,
un’esigenza di vivere
anche stando male.
E nel confine di questo
povero paesaggio marino,
ho ritrovato il senso di un cammino
anche se forse pare strano
che barche arenate al sole
possano dare tanto coraggio dentro,
ma spesso dal dolore
si nasce nuovamente
e con molto più ardore.
E se le vele non sono proprio perfette,
lo scopo è quello di assorbire tutto il vento
e andare avanti, ad ogni costo
pure lentamente.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine: Artur Pastor :: Série “Portugal Litoral”. Algarve, 1940′s-1950′s

CUORE DI GHIACCIO, di Marcella Nardi

CUORE DI GHIACCIO, di Marcella Nardi

Marcella Nardi

 

Esisti solo tu, il tuo tempo, i tuoi desideri

cuore di ghiaccio

Indurisci la passione che palpita vicino alla tua pelle

cuore di ghiaccio

Anche la sensualità si raggela,

accanto a un cuore di ghiaccio

Ami solo… cuori di pietra,

Cuori incapaci di darti e dirti… AMORE.

Perché un cuore di ghiaccio… detesta l’Amore.

Spero che la Vita, se mai un giorno il ghiaccio del tuo cuore si dovesse sciogliere, non ti mostri solo un mondo fatto di…

CUORI di PIETRA.

…ossa senza riposo, di Grazia Torriglia

…ossa senza riposo, di Grazia Torriglia

ossa

…ossa senza riposo.

Quante scale, quante salite quanti luoghi scoscesi
ho affrontato
sempre correndo verso la fine di ogni giornata.
Per compiere i doveri , aggiustare le crepe della vita.

La mia casa posta in alto
sopra ogni cosa
e lo svolgersi degli eventi
al suo interno
era la favola da credere e da volere
ai tempi di allora.

Ostinatamente volli conquistare quel sogno
pur traballante e di poche fondamenta.
e fu una casa dalle mura già piegate
e mi venne addosso.

Oggi piango quei mattoni di gesso
piango la mia ostinazione
piango gli anni buttati via e guardo
le mie stanche ossa senza riposo.

gt@

ANTARTIDE IL PIANETA BLU, dove l’Anima tocca l’Infinito… di Marcella Nardi

 

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Marcella – La viaggiatrice

Sono un ex-Informatico che più dei bit e dei byte, ama la vita e questo pianeta. Figlia di un veneto e di una tarentina, ho vissuto un po’ dovunque in Italia. Nel 2008 mi sono trasferita da Milano a Seattle, Stati Uniti. Non è stato facile, dopo una vita trascorsa nella mia nazione, prender tutto e andare via. Ma si sa… nella vita molte cose hanno un prezzo da pagare. Ho percorso in lungo e in largo questo magnifico pianeta con la macchina fotografica, da sempre mia instancabile compagna di viaggio. Clicca QUI per vedere un video realizzato con le piu’ belle tra le mie foto scattate in Antartide.

 Marcella – Il viaggio con l’Explorer della National Geographic

Il mio è stato un viaggio dal nord del mondo verso i confini meridionali del pianeta: cinque ore da Seattle per raggiungere Atlanta (Georgia, USA); dieci ore per arrivare a Buenos Aires e per fortuna lì abbiamo incontrato i nostri accompagnatori e gli altri “colleghi” di viaggio. Riposo di una notte con bellissima escursione cittadina a Buenos Aires. Il giorno dopo, zaino in spalla e via per Ushuaia, nella Terra del Fuoco: quattro ore di aereo. Con gli altri passeggeri, il 29 dicembre ci siamo imbarcati sull’Explorer della National Geographic. Tra i nostri accompagnatori c’era James Balog (quello del film documentario “Chasing ice”) e molti naturalisti che lavorano per la National Geographic. Il viaggio è stato un po’ come vivere nel bel mezzo di un documentario.

Abbiamo provato l’ebrezza di navigare nel famigerato Canale di Drake… Non è stata una passeggiata!

Il 31 dicembre abbiamo avvistato il primo e gigantesco iceberg che, solo soletto, ha fatto gli onori di casa: eravamo oramai quasi in Antartide. Ogni giorno facevamo due escursioni a terra con i naturalisti che ci spiegavano quello che stavamo vedendo, quasi sempre in lieta compagnia di pinguini e foche.

Ci siamo spinti oltre il Circolo Polare Antartico fino a Crystal Sound: 66’ 53’’. Poi il viaggio di ritorno.

Marcella e le sue emozioni nel Blu dell’Antartide

Lì, all’estremo Sud della Terra, la mia anima ha percepito emozioni fino allora inimmaginabili.

In quel Mondo sterminato,

un prorompente Silenzio,

una Luce accecante

e una Bellezza senza pari,

mi hanno fatto udire…

la melodia dell’Infinito!

Continua a leggere “ANTARTIDE IL PIANETA BLU, dove l’Anima tocca l’Infinito… di Marcella Nardi”

SOCCHIUDI GLI OCCHI, di Roberto Busembai

SOCCHIUDI GLI OCCHI, di Roberto Busembai

SOCCHIUDI GLI OCCHI

SOCCHIUDI GLI OCCHI
Socchiudi gli occhi, lasciati guidare,
ti porterò dove non sentirai mai il male,
perchè voglio di te l’assoluto bene
in ogni cosa e in ogni fare,
socchiudi gli occhi e fidati del cuore,
non sono un santo e nemmeno un mago,
ma so trasformare la mia crudezza
in un tenero orsacchiotto bisognoso,
e cedere all’amore vero
come un bambino cede al seno
per la fame.
Socchiudi gli occhi, non pensare
guida soltanto il tuo esile corpo
e posa su di me la testa e tutto
perchè tu possa riposare
dai pensieri e dalle paure,
sono soltanto un uomo
che veramente e da semrpe
ti vuole bene.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

Profumi di Vita, di Annamaria Latini

Profumi di Vita, di Annamaria Latini

Annamaria Latini

Nel freddo Inverno

al focolare rannicchiata,

il buon profumo assaporo

della legna arsa.

Quel tepore,

come delicato abbraccio,

mi avvolge

e mi trasporta lontano…

Riaffiorano ricordi

e fioriscono immagini

che commuovono

la mia memoria.

Contemplo…

la pipa del nonno,

antico retaggio,

sul como’ riposta

e ben lustrata ogni di’;

e la carpa argentina

che lo zio pescatore

fiero mostrava

al chiaror della Luna. Continua a leggere “Profumi di Vita, di Annamaria Latini”

Se non l’ avessero inventato l’inchiostro della penna, di Anna De Filpo

Se non l’ avessero inventato l’inchiostro della penna, di Anna De Filpo

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Se non l’ avessero inventato
l’inchiostro della penna,
non avrei mandato a spasso
la mia anima
quando ancora fanciullina
correva alla carta la stilo!
E la carta si riempiva di emozioni
e di vergogna!
Erano fogli e fogli!…
Li nascondevo nei libri consumati,
stretti abbracciati
alle violette del pensiero,
ingiallite, asciugate!
L’ odore della carta
profumava di tempo…
Sulle speranze scritte
il cuore fibrillava innocente!
Volavano i grafemi e le parole,
come aquiloni leggeri
componevano le storie.
Ed oggi non sarei quella che sono,
se non avessi allenato
l’inchiostro del cuore!

DORITTI RISERVATI, Anna DE FILPO @ Copyright. 15/09/2018. Photoweb

La mia America: Seattle, tra passato, futuro e natura, di Marcella Nardi

 

 

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Prima Parte – Di Marcella Nardi

Chi di voi già mi conosce, sa che sono italiana e che da dieci anni vivo a Seattle. Con questo articolo voglio parlarvi di Seattle: città moderna, tecnologica e cosmopolita, dagli splendidi profili vittoriani, le memorie degli insediamenti indiani, il bellissimo Space Needle, una costruzione degli anni 60 che si erge come un altissimo campanile visibile da numerosi sobborghi, ma anche un inaspettato sottosuolo dove la storia pare essersi fermata: Seattle Underground.

Il turista che sta per atterrare all’aeroporto internazionale di Sea-Tac rimane impressionato da questa metropoli dello stato di Washington ancor prima d’aver messo piede a terra. Seattle, la più grande città del nord ovest degli USA, gli appare in tutta la sua bellezza, circondata com’è dalla maestosa piramide di ghiaccio del monte Rainier a est e dalle montagne Olympic a ovest. Un magnifico scenario (oramai presente in molti film) è però anche quello della grande baia su cui si affaccia: il “Puget Sound”, come la chiamano i locali. Disseminata di svariate decine d’isole, una più bella dell’altra, la baia è collegata all’oceano Pacifico dallo stretto “Juan de Furca” tanto che, in linea d’aria, Seattle dista dal mare aperto circa 230 chilometri. Fu il capitano George Vancouver a scoprirne il canale e la baia nel 1792, gettando le basi per la colonizzazione europea nell’area.

Che temperature aspettarsi in questa metropoli a non più di 150 Km dal Canada? A dispetto di quel che potrebbe far pensare la latitudine, Seattle ha inverni miti grazie a una corrente calda del Pacifico che lambisce questo tratto di costa fino alle Montagne Rocciose. Le estati a Seattle sono fantastiche. Cieli blu e temperature che si aggirano dai 25 ai 35 gradi, e senza la tipica cappa di umido che tormenta il sud Europa da decenni. Le precipitazioni, sotto forma di pioggia e solo raramente di neve, sono abbondanti in particolar modo da ottobre a marzo, con qualche pioggerella d’estate che qui viene chiamata “mist”, acqua nebulizzata. La natura si mostra di un verde rigoglioso, con splendide ed alte conifere. D’estate ci si abbronza che è una bellezza, specialmente sulle rive di due dei molti laghi di cui la zona è ricchissima e che l’Ente dei Parchi ha provveduto a trasformare in attrezzatissime stazioni balneari. Non è un caso che da qualche tempo anche gli stessi americani stiano riscoprendo questi luoghi come località turistiche.

Continua a leggere “La mia America: Seattle, tra passato, futuro e natura, di Marcella Nardi”

QM Blu Antartide di Marcella Nardi

QM Blu Antartide di Marcella Nardi

l nostro viaggio è iniziato in Argentina a Ushuaia, nella Terra del Fuoco. Con gli altri passeggeri, il 29 dicembre ci siamo imbarcati sull’Explorer della National Geographic.

Abbiamo provato l’ebrezza di navigare nel famigerato Canale di Drake.

Non è stata certo una passeggiata!

Il 31 dicembre abbiamo avvistato il primo e gigantesco iceberg che, solo soletto, ha fatto gli onori di casa: eravamo oramai quasi in Antartide. Ogni giorno facevamo due escursioni, spesso in lieta compagnia dei pinguini e delle foche.

Ci siamo spinti oltre il Circolo Polare Antartico fino a Crystal Sound: 66′ 53”. Poi il viaggio di ritorno.

https://www.youtube.com/watch?v=ous500-FVbM

Per saperne di più:

http://www.questomeseidee.it/index_de…

NON DIMENTICARE, di Roberto Busembai Errebi

NON DIMENTICARE, di Roberto Busembai Errebi

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NON DIMENTICARE

Non dimenticare
la pioggia nel roseto,
le gocce di rugiada
sul melo e sullo spigo,
le nuvole sono alte
e non danno peso,
sapessi quanto è bello
saper tutto fiorito
nel prato e nel giardino
come un cuore acceso.
Non dimenticare
il canto dell’usignolo,
del melo il suo fiorire,
profumo di limone,
dolce pensare,
sapessi com’è bello
saper innamorare
e essere ricambiati.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

Numeri, di Grazia Torriglia

Numeri, di Grazia Torriglia

Numeri

Numeri

E cosi’ dalla vetta delle nostre opinioni
stabiliamo chi ha torto o ragione
sulla sorte di quei.poveri numeri
che muoiono in mare.

Numeri per chi non li vuole
Numeri per chi li scrive sui giornali
Numeri per chi non li difende
cadaveri per chi li raccoglie.

E noi dall’alto delle nostre opinioni
gridiamo al vento di chi è o non è la colpa
nascondendo in tasca la pietra
pronta per la lapidazione.

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