Giovedi, 18/11/2021 – Da anni si parla di intelligenza emotiva ed oggi è da molti condivisa l’opportunità di saper nominare le emozioni e saperle collegare con i propri stati d’animo. Questo ha reso necessario in più ambiti sviluppare progetti, percorsi e riflessioni su come promuovere questa capacità che ha ricadute positive sulla salute. In particolare chi ha il compito di prendersi cura è tenuto a farsi carico delle fragilità, della biografia, delle aspettative e della necessaria ricerca di senso dell’uomo, in momenti di sua particolare fragilità. Prendersi cura vuol dire offrire sollievoe aprire opportunità di guarigione.Saper curare richiede la capacità di integrare saperi e competenze differenti e la disponibilità ad aprirsi all’ascolto ricordando che ogni paziente è unico e che il corpo non è l’unica dimensione di cui possiamo prenderci cura. Saper curare presuppone la capacità di distinguere sé dall’altro di cui ci stiamo prendendo cura, praticando empatia e compassione con professionalità ed ingegno. Saper curare infine presuppone la capacità di avere una costante cura di sé, per essere un buon strumento di cura per l’altro. Su questi assunti si basa “L’Emozionario dei Professionisti Sanitari”, un progetto ideato e portato avanti da un gruppo di infermiere per dare risposta alla frustrazione che spesso accompagna il lavoro di assistenza, in particolare in questo periodo di pandemia. Intervistiamo la Dr.ssa Titti De Simone, ideatrice del progetto e tra le amministratici del gruppo facebook “Laboratorio di Nursing Narrativo”…

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