Nello spoglio dei giorni si accartocciano

momenti di luce e d’ombra nell’incontenibile 

corsa del tempo che oblia le soste, segnate

solo dal calendario. Stupore è l’accorgersi

della fine d’un anno e del prepararsi al saluto

come ad un addio d’amore o forse d’odio

nel brindisi che vuol essere apotropaico

con l’effervescenza leggera del calice levato alto

  nel grido d’auguri ad allontanare fantasmi

in un’allegria segnata più sulla bocca che sul cuore.

Eppure ogni anno cediamo alla lusinga della

speranza,unica dea a partorire il sogno per

un domani che ci regali momenti di agognata

serenità dopo un vagare nella palude della

incertezza e del  mancato approdo di quiete.

Nel grido “buon 2022” sarà racchiusa allora

la speranza di ognuno alta, levata al cielo.

inedita