Sino ad oggi fallimentari le azioni della Regione Piemonte per il contenimento

Fauna selvatica: situazione ormai al collasso

serve urgente un tavolo di lavoro costruttivo

La formula finanziata per la sterilizzazione è inapplicabile, ne serve una più realistica

 

“L’azione della Regione è stata fino ad ora fallimentare per quanto riguarda il contenimento della fauna selvatica. Nonostante Coldiretti Piemonte avesse inviato nei tempi, lo scorso 13 settembre, le specifiche e puntuali osservazioni alla proposta regionale riguardante le Linee guida per la gestione venatoria e l’attività di contenimento del cinghiale, non è stato inviato alcun segnale di apertura ad un confronto per dare il via concretamente ad una nuova stagione con misure utili a sanare una situazione che è sempre più vicina al collasso”.

E’ quanto evidenzia il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco a seguito dell’invio da parte di Coldiretti Piemonte di un nuovo documento in Regione contenente alcuni specifici punti su cui occorre porre l’attenzione con priorità. 

“Già nello scorso 8 luglio, in occasione della manifestazione organizzata in piazza Castello, a Torino, erano state presentate chiare e precise proposte finalizzate a garantire la continuità dell’attività produttiva e riteniamo che le stesse siano tutt’ora attuali ed attuabili per far fronte ad una situazione ormai insostenibile. Dalla Regione, però, le risposte non sono mai arrivate per cui auspichiamo che adesso voglia finalmente mettere mano a questa partita e si possa, così, aprire veramente un confronto costruttivo”, ha continuato il Presidente Bianco.

A livello nazionale, nella Legge di Bilancio 2022, è stata approvata una dotazione di 500 mila euro per l’introduzione, in Italia, del vaccino immuno contraccettivo GonaCon.

“Sperimentare la sterilizzazione è stato anche un argomento da noi affrontato da tempo, ma abbiamo sempre parlato e proposto una forma che potesse agire tramite esche, come stanno sperimentando in altre nazioni. E’ evidente che la formula finanziata sia inapplicabile perché in tal modo il cinghiale dovrebbe essere catturato, vaccinato e poi nuovamente liberato, invece che giustamente abbattuto. Un’occasione persa per introdurre, invece, lo studio di una sterilizzazione più utile e realistica”, ha concluso Bianco.

Coldiretti Alessandria

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