Moriva a Roma il 9 gennaio del 1878 dopo una breve agonia, il re d’Italia Vittorio Emanuele II definito “Re galantuomo” per aver gestito la diatriba tra liberali e clericali e aver mantenuto lo statuto del 1848 concesso dal padre Carlo Alberto e  che  si è   reso protagonista della proclamazione del regno d’Italia il 17 marzo del 1861,diventandone, appunto, il primo re.

E’ stato ,artefice dell’unità e della libertà dal regno austriaco, come i patrioti italiani volevano ardentemente.

La dinastia dei Savoia del Piemonte diventa la prima dinastia italiana realizzando così il progetto del Risorgimento: mancheranno all’unità il Veneto (per cui occorrerà la III guerra di indipendenza) e il Trentino  (ottenuto con la I guerra mondiale).

Indubbiamente il merito della realizzazione del regno va anche  attribuito al conservatore conte di Cavour, abilissimo stratega ed economista di rilievo e al democratico  Garibaldi, carismatica guida dei mille nel sud d’Italia: entrambi, in modo diverso, sono stati artefici del Risorgimento italiano.

Roma,invece,diventerà capitale solo nel 1870, grazie alla breccia di Porta Pia che pone fine alle resistenze del Papa.

Alla sua morte, mentre il feretro viene esposto al Pantheon, inizia la costruzione del Vittoriano.

Questo piccolo re (non arrivava al metro e sessanta) non bello né particolarmente portato per lo studio quanto piuttosto per l’equitazione , la scherma e le attività fisiche in generale aveva sulla sua testa una indiscrezione dovuta appunto alle sue attitudini, ai gusti  e alla sua conformazione fisica.Si diceva infatti che il vero figlio di Carlo Alberto fosse perito con la balia durante un incendio e che al suo posto fosse stato preso il figlio di un macellaio e questo avrebbe spiegato la sua conformazione tozza e la sua bassa statura(Carlo Alberto era molto alto e longilineo come la moglie) nonché la sua propensione per le attività fisiche,la frequentazione di gente di umile origine  e la sua inclinazione a parlare il dialetto piemontese.

Fatto sta che è a lui,ultimo re del regno di Piemonte e primo del regno d’Italia che dobbiamo la prima ricostruzione di quella che è oggi la nostra nazione.  

ritratto di re Vittorio Emanuele II