IL PROFUMO DELLA LIBERTA’ di Carlo Sorgia ed. Della Torre

CURRICULUM


Carlo Sorgia nasce a Cagliari, classe 1949. Dirigente, pensionato, presso una banca
estera scrive e pubblica poesie(quattro raccolte negli anni dal 2012 al 2018, ediz. Urso) e
narrativa. A Cavallo della Vita ed Booksprint- romanzo autobiografico, Il Sangue è solo
un Liquido? Storia di una famiglia ritrovata ed. La Riflessione (2014), Delitto a Bosa ed.
LFA Publisher (2016), Tutta colpa della luna ed. LFA Publisher(2018), Il maialetto
rapito e altre storie ed. LFA Publisher (2019), Il Fiore del Cappero (2020) ed. LFA,
Storia di una vita d’amore (2020) ed. LFA , La Danza della Vita (2020) ed. Pluriversum.

SINOSSI: SINOSSI
IL PROFUMO DELLA LIBERTA’
Cagliari, in una giornata minacciosa di pioggia Carlo, professore universitario e ricercatore di fama internazionale, sta camminando nell’antico e suggestivo orto botanico che sorge nella valle di Palabanda. Quei luoghi sono stati teatro, due secoli prima, di eventi celebri nella storia della città e dell’intera Sardegna, perché là si riuniva un gruppo di cittadini di diverso ceto sociale e culturale – intellettuali, borghesi e umili lavoratori – accomunati da un unico sogno: liberare l’isola dall’oppressivo governo dei Savoia, i “piemontesi”, e restituire dignità al popolo, stremato dalle tasse, dalla fame e dalle più disagevoli condizioni di vita. Progetti cospiratori che sfociarono in quella che è
passata alla storia come la congiura di Palabanda del 1812.
In quel mattino che a poco a poco vira verso un tiepido sole, Carlo si trova lì per un intento scientifico. Ha un appuntamento con un omologo professore spagnolo per verificare le proprietà straordinarie di una bacca che pare cresca in quel giardino, usata dai primitivi abitanti della Sardegna per i loro riti sacri. E quando crede di aver trovato la pianta e per un maldestro errore ingerisce il succo delle sue bacche, scivola in un sonno profondissimo ma tutt’altro che vuoto. Ispirato anche da una targa in cui si è imbattuto poco prima, posta a ricordo degli artefici della congiura, si ritroverà infatti a ripercorrere quei fatti esaltanti e drammatici, eroici e indimenticati che videro protagonista, tra gli altri, un suo antenato, Raimondo Sorgia, conciatore di professione, ma soprattutto spirito libero animato da un insopprimibile sogno di libertà.
E così, nel flusso onirico di Carlo, ecco riemergere la personalità generosa e coraggiosa di Raimondo, sempre pronto a mettersi in gioco e in pericolo, si tratti di una delle sue mille avventure galanti o di organizzare una rivoluzione, di mettersi in viaggio per la Corsica, per sollevare alla ribellione anche gli abitanti di quell’isola sorella, o di giurare eterno amore alla sua donna. Con lui i sodali nell’impresa disperata: adepti convinti o coinvolti loro malgrado. Nobili, contadini, pastori, duchesse e giovani donne del popolo, ecclesiastici e soldati, chiamati a giocare un ruolo primario o secondario, ma comunque rilevante, nel volgere degli eventi, nella cui soluzione non potranno che recitare una parte di rilievo, come sempre, la vendetta e il tradimento.
E poi, più che semplice sfondo, c’è la protagonista “alla
pari” della storia, se non la principale: la Sardegna, con i suoi luoghi ora infidi ora accoglienti, i riti ancestrali, le tradizioni antiche come le genti che la abitano, e la città di Cagliari, con le strade e i quartieri poveri e malsani dell’epoca. Ma non è un quadro proiettato nel passato, né tanto meno immobile, quello che viene ritratto nel romanzo. Tutt’altro. Che la rivoluzione riesca o fallisca, che raggiunga il suo fine o venga sventata, a soffiare su tutto, inarginabile, c’è lo spirito della modernità e della libertà. Potrà essere soffocata nel sangue, la rivolta, ma non nell’oblio. Il finale sorprendente, allorché Carlo farà la sua vera scoperta di quel giorno, e in cui non è estraneo quel pizzico di magia che sembra avere il compito di richiamare più forte la realtà, ce ne dà conferma.

Prefazione

Racconto, Favola, Fiaba, Storia, Romanzo… Fantasia, Realtà, Mistero…  Ieri, Oggi… un po’ tutto questo; e ancora: Antropologia, Economia, Politica… e ancora: Natura, Usanze, Tradizioni, Cultura, l’Isola… e ancora: Pensieri, Sogni, Vita, Valori… e ancora, e soprattutto, in una serie di molteplici, intriganti attraversamenti, l’Uomo!
Carlo Sorgia ha voluto cimentarsi in un’altra “fatica” letteraria, dopo aver navigato, da buon timoniere, nelle variabili correnti della tenera Poesia, del Giallo intrigante, del Racconto breve, della emozionante Pagina esistenziale… passando da una tipologia di scrittura all’altra con molta naturalezza e concreta capacità di creare un patto immediato con il Lettore, lasciandolo ora emozionato, ora sospeso. ora partecipe protagonista, ora profondamente commosso…
Questo suo ultimo scritto potrei considerarlo una sorta di Romanzo Storico, un genere letterario non semplice ma con il quale l’Autore ha voluto accogliere la sfida. Una sfida particolare, perché coinvolto intimamente nella storia, in quanto discendente ‘secolare’ del Protagonista Raimondo Sorgia. Una sensibile e sentita appartenenza che si espande anche a quella della “Sardità”, un valore isolano di cui tutti i Sardi sono da millenni endemicamente caratterizzati.
Per questo specifico motivo ho ragione di pensare che un libro come questo possa trovare innata simpatia ed interesse variamente sfaccettati nei Lettori che gli si avvicineranno: ho sempre trovato il Sardo legatissimo alla propria Storia che conosce a fondo e gli piace raccontarla, discuterne con estrema consapevolezza.
Ed è lo stesso atteggiamento genetico, ancestrale, anche di Carlo Sorgia che prima di raccontare, innanzitutto a sé stesso, ha voluto documentarsi con la dovuta serietà e severità di uno studioso, cui ha aggiunto quella naturale ‘sanguigna’ simpatia scattata immediatamente per un suo antenato, protagonista di un progetto coraggioso in difesa della libertà del suo Popolo.
Il libro si apre con l’Oggi e attraverso un racconto intrigante, ritorna all’Oggi con una accattivante sfumatura di mistero.
Il tempo di Ieri, insieme ai suoi spazi, scorre ricco di preparativi, tensioni, speranze.
Il primo personaggio che incontriamo si chiama, significativamente, Carlo ed è un noto Professore di Botanica dell’Università di Cagliari, simpaticamente descritto, in ogni dettaglio, alla ricerca, nell’Orto Botanico, di una piantina selvatica di antichissima origine protosarda, le cui bacche hanno poteri ed effetti straordinari. Inavvertitamente ne ingerisce del succo e…
Una prima dissolvenza dell’Autore-Regista che ci trasporta indietro nel tempo ma non nello spazio.
Ed ecco la Storia di un momento cruciale per la Sardegna, i cui quadri e inquadrature vengono incorniciati e scanditi dai capitoli che ne sintetizzano eventi, persone, insomma, tutti i vari, vividi elementi.
Il nucleo da cui parte la Storia porta il nome di una dinastia famosa, i Savoia: un aggettivo che i Sardi sanno ben declinare in tutte le sue accezioni.
Al loro fianco la Guardia Reale e, di fronte, contro di loro il Popolo “suddito”.
L’Autore racconta con dovizia di particolari ogni personaggio e situazione, grazie ad un lavoro di documentazione meticoloso e particolarmente intrigante.
Perché intrigante? Perché il Protagonista di tale pagina della Storia Sarda è un suo antenato: Raimondo Sorgia, un particolare che, però, non lascia spazio  ad una, pur naturale vicinanza affettiva, ma gioca un ruolo oggettivo, realistico, a cui segue, meritatamente, un’immediata simpatia del Lettore per un eroe della opposizione isolana contro i soprusi; un giovane bello, affascinante, elegante, risoluto, intelligente… Un novello Amsicora, il capo della rivolta dei Sardi contro i Romani, in piena II guerra punica (fine III sec. A. C.), come ci raccontano suggestivamente gli Storiografi Polibio e Tito Livio.
Una figura cospicua che aveva modernamente sviluppato una economia agropastorale in attività artigianale, imprenditoriale, cioè la lavorazione della pelle animale e il suo commercio a largo raggio, anche via mare.
Il canovaccio della Storia si dipana velocemente, con una scrittura molto articolata e, per così dire, emotivamente consona nel seguire tutti gli eventi e i personaggi coinvolti, dei quali Carlo Sorgia coglie ogni respiro.
Questa ribellione, organizzata in ogni piega da Raimondo Sorgia, vive di una vita intensa, vibrante, palpitante, in ogni parola, in ogni gesto, in ogni situazione, in ogni angolo dell’Isola, con una concreta partecipazione dell’Isola “gemella”. Mi viene in mente, non a caso, che il cognome COSSU, da CORSU della Corsica è molto diffuso in Sardegna… palpitante altresì, fatalmente, in un terreno che non poteva mancare nel genere del Romanzo Storico, e cioè l’Amore, che avrà un ruolo importantissimo nella soluzione dell’impresa (che ovviamente qui non dico, per lasciar sospeso il Lettore), con quegli intrecci che l’Autore ha efficacemente e con sagace sensibilità cucito nella sua narrazione.
Ed ecco una seconda, ultima dissolvenza, con una sapiente costruzione “ad anello”, una vera e propria Ringkomposition: si torna, col Prof. Carlo ed il suo atteso collega spagnolo, scesi dall’Orto Botanico, nella Cagliari di oggi, in un ristorante tipico, con le sue specialità profumate e gustose, non lontano dai luoghi della Storia, il sito di Palabanda. 
Frugando nella tasca della giacca, per cercare il sigaro toscano da gustare dopo il pranzo, Carlo trova, casualmente (ma proprio casualmente?), un piccolo oggetto misterioso. Esso racchiude… un sogno ed un profumo: sì, un sogno di Libertà, un profumo di Libertà.
Renzo Scasseddu
Professore di latino e greco
Liceo classico Frosinone
Critico letterario

Il libro è in corso di distribuzione fisica presso le diverse librerie anche fuori della Sardegna