La trentasettenne Alessia Pifferi  è diventata famosa per l’orrore che ha causato la sua vicenda nell’opinione pubblica.

Madre di Diana ,bimba di neanche 16 mesi, ha lasciato per quasi una settimana da sola senza cibo né altro la sua piccolina, causandone la morte per stenti.

 La piccola,nata forse da un rapporto occasionale, non era mai stata amata e neppure accettata dalla madre che ,a volte, nei week end ,l’abbandonava per andare fuori  Milano con le amiche o il compagno.

Anche questa volta  l’ha lasciata sola : le ha cambiato il pannolino ,l’ha messa nel lettino da campeggio con un biberon di latte vicino e … ha chiuso la porta. Al compagno dal quale si è recata nel bergamasco,ha detto che Diana era con la zia. Sono passati sei giorni senza che si facesse scrupolo di tornare a vedere la sua piccolina che sola e terrorizzata,è morta di sfinimento,di fame e sete.

Neanche lunedì ,quando il compagno si era dovuto recare a Milano,ha pensato di andare a vedere come stava Diana che mercoledi ,al suo rientro,ha trovato esanime .Ha provato a bagnarle  faccia e piedini con l’acqua,a farle  un massaggio cardiaco,per poi allertare una  vicina, e chiamare il pronto soccorso ma oramai non c’era più nulla da fare.

Non ha pianto Diana , forse perché addormentata con psico- farmaci o forse perché non è stata sentita dai vicini che la descrivono come una piccolina triste e senza vita,che era difficile far sorridere, con un madre che non è mai stata vista prenderla in braccio o accompagnarla nei primi passi.

Negli ultimi tempi quella piccola le era d’intralcio e, forse, le dava dei tranquillanti già prima, ma saranno gli esami tossicologici a confermarlo o meno.

Per il P.M. di Milano ,che l’ha interrogata, Francesco De Tommasi, Pifferi per portare avanti le sue relazioni e divertirsi, non ha avuto scrupoli nel lasciare la piccola nell’abitazione ben sapendo che poteva morire di stenti,come lei stessa ha confermato di sapere che  potesse accadere.

Per questo suo atteggiamento il P.M.  ha contestato, assieme a quella della premeditazione, anche l’aggravante dei futili motivi. Tra l’altro, tra le esigenze cautelari contestate c’è il pericolo di reiterazione del reato, perché la donna è ritenuta una persona pericolosa,che non ha neppure mostrato pentimento o dolore per una morte tanto ingiusta e tanto orribile.

 Si è solo giustificata dicendo di essere una madre single senza aiuti da parte di nessuno.

C’è da chiedersi con sgomento se davvero l’umanità stia evolvendo verso un baratro di anaffettività e crudeltà senza appello perché è già il secondo episodio a distanza di pochi giorni, di una madre che spietatamente “si libera” del “peso indesiderato” di un figlio mettendo in discussione quello che la natura stessa ci impone : l ’istinto materno

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