Alfredo Alessio Conti

TUTTO È RESPIRO

Recensione di Giuseppe Ruggeri

Se la poesia – come credeva Benedetto Croce – è “intuizione pura”, bisogna dare ad Alfredo Alessio Conti la patente di poeta per il solo motivo d’aver titolato questa “plaquette” Tutto è respiro. La sua Poesia, così com’egli chiarisce, è quella misteriosa “anima delle parole” inseguita in luogo del ritmo, della musicalità. E, in effetti, la struttura dei versi è irregolare e spezzettata quasi egli volesse frammentare ogni sillaba fino a scovarne il nucleo profondo. Un nucleo non sempre leggibile ma che comunque val la pena di raggiungere per capire fino a che punto la parola può farsi anima, e questa voce del mondo. La cifra lirica, venata di  pessimismo, a tratti si rasserena. Sicché la visione dell’Universo – “miracolo della vita” – supera l’amarezza del breve passaggio dei giorni, indulgendo a una contemplazione tanto della vita “che inizia/ e che non si sa/ dove vada a finire” quanto di quella “che è morta/e che inizia/ a vivere”. Una luce accesa nel passaggio oscuro rischiarato da lampi di memoria che fissano un’immagine lontana di cui, al poeta “rimane solo/ la solitudine”. 

Giuseppe Ruggeri

Alfredo Alessio Conti, Tutto è respiro, prefazione di Maria Rizzi, Guido Miano Editore, Milano 2022, pp. 64, isbn 978-88-31497-82-4, mianoposta@gmail.com.