20 novembre 2022 Roma articolo di Marina Donnarumma

Oggi la giornata dei diritti del bambino, ieri un ‘altra giornata di non so cosa, cosi ogni giorno. Giornate dedicate ai diritti di chi non ha diritti, e continua a non averne. Mi domando a cosa servono queste giornate? Lo domanderei ad ogni bambino affamato, seviziato, mutilato, violentato, povero, assetato.

Lo vorrei domandare a tutti quei bambini orfani negli orfanotrofi, che non vengono adottati a causa di pratiche burocratiche, e ipocrisia, perchè su di loro ci lucrano, visto che lo stato versa fior di soldoni per il loro mantenimento. Adottare un bambino italiano pressochè impossibile, poi da un genitore single ancora peggio. Allora che dovrei dire a chi rimane vedovo o vedova dovrebbero essere tolti i bambini? Che mondo ingiusto, doloroso, bambini che si prostituiscono, che si drogano con la colla per resistere al freddo, bambini venduti per pochi soldi, bambini che fanno la guerra, bambini, bambini, non merce. Bambini a cui viene negata l’infanzia, destinati dalla nascita a morire, a una vita di violenza, bambini, si bambini! Nelle miniere per 10 12 ore, infilandosi in cunicoli strettissimi, a raccogliere semi di cacao, per pochissimi soldi, per cui a stento mangiano, se mangiano! Bambini che stanno ore e ore con le gambe incrociate a fare nodi ai tappetti che noi compriamo, a cui viene negata l’istruzione, bambini che non sanno cosa è l’amore, perchè la povertà abbrutisce ogni cosa, e non mi venite a raccontare due cuori e una capanna! Conflitti, povertà e crisi climatica a peggiorare quello che è già peggio. Nel mondo vivono più di 400 milioni di bambini in aree di conflitto, dai 10 ai 16 milioni di bambini costretti a lavorare e sposarsi, più di 220000 bambine e ragazze muoiono durante gravidanze e parti perchè sono il risultato di matrimoni precoci.

Senza soffermarmi a tutte le brutalità a cui vengono sottoposti i bambini, si i bambini! Oltre 345 milioni di persone non hanno accesso al cibo a sufficienza per poter sopravvivere, il fatto che alcuni lavorano non cambia nulla, sono pagati talmente poco che il risultato è lo stesso. 14 milioni di bambini sotto i cinque anni rischiano e muoiono di fame. In Italia? Un popolo di bambini che hanno enormi difficoltà tra l’indifferenza delle istituzioni, le difficoltà che hanno in casa, economiche, per mangiare, per vestirsi, per praticare uno sport, che non è un lusso ma una forma importante di socializzazione.

Allora quanto pesano le lacrime di questi bambini? Le hanno le lacrime, il fiato per piangere a parte la pancia grossa e il loro corpo scheletrico ? Io rimango senza parole per queste giornate false ed ipocrite. Non serve ricordarlo, perchè si mangia tutti i giorni e se non si mangia si muore, e non si muore solo di quello. Un bambino ha diritto ad un infanzia di giochi, non ad imbracciare un fucile, un bambino ha diritto a un infanzia di giochi, non ad imbellettarsi per prostituirsi ad un perverso! Lavorare per 10 12 ore al giorno, dormire all’addiaccio è la negazione assoluta di qualsiasi diritto. Allora dico a tutti quelli che li sfruttano, li uccidono, li violentano, a quelli che hanno la pancia sazia di ogni ben di Dio, abbiate pietà di questa infanzia, tutti noi dobbiamo avere pietà e non per un giorno, ma per sempre.

La lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra”. Gianni Rodari.

I bambini della guerra hanno occhi scuri vellutati.
Hanno gote sporche di terra e sentieri chiari di lacrime.
Hanno fame, hanno freddo,
non vedono il sole.
Non conoscono la luna e le stelle.
Non hanno prati fioriti, dove possono correre,
Hanno macerie di case e cadaveri da seppellire.
Non hanno scuole per imparare,
ma mitra da imbracciare,
bombe da lanciare,
innocenza da negare.
Non sognano regali di Natale,
dormono nelle cantine buie
e aspettano la pioggia,
nelle pozzangere possono bere.
Sognano di morire,
almeno in paradiso possono mangiare.
Non hanno scarpe, i loro morti sono senza.
Una sola scarpa che fa piangere,
un lamento che arriva fino al cielo.
Un lamento di madri vestite di nero e di dolore,
di padri che non li hanno difesi.
Il cielo scuro, di fumo acre,
di sangue, di bombe e distruzione, senza nessuna giustificazione.
Una nenia disperata!
per ogni bambino che non gioca, per ogni bambini mutilato,
per ogni bambino senza infanzia, senza pane,
violati, a piedi nudi, sporchi di fango, senza scarpe,
le hanno perse ai piedi del mondo, che li culla già morti,
li culla e piange,
li culla e piange! Iris G. DM

Articolo di Marina Donnarumma . Roma 20 novembre 2022