Spett. Redazione,

ci giunge notizia che in provincia di Ales-sandria sono state avviate la procedura di sospensione per le persone che lavorano in ambito sanitario e che non sono ancora sotto la vaccinazione obbligatoria; obbliga-torietà che, secondo alcuni membri del CTS, dovrebbe essere esteso a tutta la po-polazione e a tutti i lavoratori e le lavoratri-ci.

In altre occasioni abbiamo messo in evi-denza le conseguenze e le complicazioni che comporta quest’obbligo; obbligo tutto e solo italiano. In altre occasioni abbiamo fatto notare che confrontando le soluzioni che i diversi stati hanno predisposto, si no-terà che lo stato di emergenza riduce l’effi-cienza dei sistemi sanitari e quindi i buoni risultati. In altre occasioni abbiamo per-messo che l’emergenza sanitaria sembra essere trascinata da emergenze altrettan-to gravi, quella democratica e quella eco-nomica, oscurate dalla prima. In altre oc-casioni abbiamo “schiacciato il bottone dell’allarme” per sottolineare quanto se-gue: affrontare le suddette emergenze ca-tegorizzando le persone in portatori di morte e salvatori, quand’anche questa semplicistica discriminazione tentasse di ammantarsi di verità scientifica.

In provincia stimiamo in un migliaio i professionisti che, per diversi motivi, nessuno dei quali presi seriamente in considerazione dall’ASL, resteranno senza lavoro non avendo potuto o voluto sottoporsi a trattamento sanitario obbligatorio. Obbligo a cui mai corrispondono adeguate e precise informazioni e che contraddice la richiesta di consenso informato. La sospensione dei sanitari avrà ripercussioni sull’intero sistema sanitario, nelle strutture, negli Ospedali costretti ad assumere, se mai assumeranno, personale ancora inesperto. E’ inevitabile che l’obbligo vaccinale, che solo in Italia, vale la pena ripeterlo, è in vigore, generi ulteriori disservizi in una situazione già ora compromessa al punto che molti cittadini invece di trovare conforto, si spaventano all’idea di entrare in Ospedale o in una struttura.

La sospensione dei sanitari e quella già annunciata di altre categorie di lavoratrici e lavoratori avrà ripercussioni sul reddito degli stessi. Nei nostri uffici abbiamo registrato numerose richieste di assistenza da parte di persone e famiglie abituate a fare i conti a fine mese. Persone che non possono o non vogliono sottoporsi al programma di vaccinazione obbligatoria perché non offre le informazioni e le garanzie necessarie. Rischiamo di trovarci con due o trecento di persone in Alessandria, costrette a chiedere assistenza ai Servizi sociali, sfrattate, senza la possibilità di portare a casa un pasto e senza i soldi per pagare bollette e debiti. Una situazione che dovrebbe allarmare.

Le conseguenze sociali di questa legge non possono essere previste; nessuno può dire oggi che cosa dobbiamo aspettarci domani. La CUB SANITA’ ALESSANDRIA aderisce allo STATO DI AGITAZIONE PERMANENTE con assemblee e iniziative di lotta, che culminerà nello SCIOPERO GENERALE dell’ 11 ottobre indetto da tutte le single del SINDACALISMO DI BASE. Sciopero che ha lo scopo di rivendicare nuovi e adeguati aumenti salariali, garanzia del reddito a tutte le persone che rimangono senza lavoro, un meccanismo efficacie di adeguamento dei salari al costo della vita e per una vera democrazia sindacale che riconsegni ai lavoratori e alle lavoratrici una rappresentanza non asservita agli interessi dei padroni e dello stato. Uno sciopero che unisce tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici e che indica per il settore della Sanità la necessità di un capovolgimento di rotta rispetto agli ultimi 20 anni, segnati dal costante peggioramento della sanità pubblica. Anche in questo caso pensiamo che si debba imparare da cosa è stato fatto nei paesi scandinavi, i più emancipati e civili d’Europa, dove il Covid è stato affrontato senza nessuna emergenza particolare, dove i risultati sono stati nel complesso i migliori del continente, dove lo stato non è stato infettato da pericolosi regressi autoritari e dove è stata sempre conservata una tradizione di intervento pubblico nel campo della sanità senza il consueto precipitato italiano di sprechi, inefficienze e privilegi.

CUB SANITA’ ALESSANDRIA