Torino, 23 settembre 2021

Comunicato Stampa

Puliamo il Mondo dai Pregiudizi: al via la campagna di Legambiente per spazzare via rifiuti e preconcetti, con altre 39 as- sociazioni in prima linea su integrazio- ne e giustizia sociale.

Il 23/9 mattina a Milano l’evento inaugura-le della campagna e la presentazione dei dati del dossier di Legambiente “I migran-ti ambientali. L’altra faccia della crisi cli-matica”.

Entro il 2050 tra i 25 milioni e il miliardo di persone potrebbero essere costrette a spostarsi per criticità ambientali indotte anche dai cambiamenti climatici. Stress ambientali e conflitti sono causa o con-causa della fuga dal proprio Paese per cir-ca il 70% dei migranti giunti in Italia negli ultimi 4 anni.

Tutti gli eventi piemontesi > puliamoilmondo.it/

Rendere il Pianeta un posto più salubre, spazzando via –  insieme ai rifiuti – i pre-concetti e i meccanismi che alimentano emarginazione, ingiustizie, soprusi: que- sto l’obiettivo di Puliamo il Mondo dai Pre-giudizi, la campagna di Legambiente che torna anche quest’anno, con il sostegno di un variegato comitato organizzatore di as-sociazioni in prima linea nell’integrazione di migranti, comunità straniere, diversa-mente abili, nel recupero e reinserimento di detenuti ed ex detenuti, nella lotta con-tro le mafie e contro ogni forma di discri-minazione, in favore delle fasce più vulne-rabili della popolazione e della valorizza-zione dei territori.

Sono diverse le iniziative organizzate da Nord a Sud nell’ambito di PIM dai Pregiudi-zi, concentrate nel week-end del 24-26 set-tembre, ed inserite nel più ampio cartello-ne di appuntamenti di Puliamo il Mondo, l’edizione italiana della campagna di volon-tariato Clean Up the World promossa da Legambiente.

Evento inaugurale, quello di stamattina al Parco Ravizza di Milano, dove i volontari di Legambiente si sono ritrovati per un’attività di pulizia insieme ad altre associazioni im-pegnate sui temi della solidarietà e della giustizia climatica. Tra i partecipanti all’ evento, la vicepresidente di Legambiente, Vanessa Pallucchi, il responsabile Volon-tariato di Legambiente, Mattia Lolli, la pre-sidente di Legambiente Lombardia, Barba-ra Meggetto, la portavoce dei Fridays for Future Italia, Martina Comparelli, il vicepre-sidente della Croce Rossa Italiana, Matteo Camporeale, e la coordinatrice nazionale della Rete della Conoscenza, Arianna Pe-trosino. La mattinata è stata inoltre l’occa-sione per presentare i dati del dossier di Legambiente “I migranti ambientali. L’altra faccia della crisi climatica”, ed accendere così i riflettori sui “vulnerabili tra i vulnera-bili” in uno scenario globale che vede l’acuirsi delle disuguaglianze.

E sì, perché i cambiamenti climatici non sono e non saranno uguali per tutti, co- me emerge dal dossier di Legambiente. Variabili come la perdita e la dissoluzione dei servizi ecosistemici, l’impoverimento dei suoli, l’accaparramento delle risorse, i conflitti e le persecuzioni sociali, etniche e religiose s’intersecano con una costante: sono sempre i Paesi poveri e i più poveri nei Paesi ricchi a pagare il prezzo più alto e rischiare di più.

I numeri del dossier

Intanto, durante l’ultimo anno, è cresciuto esponenzialmente il numero di persone nel Mondo costrette a lasciare la propria terra e, tra loro, dei cosiddetti “migranti ambien-tali”. Secondo il report Global Trends dell’ UNHCR, nel 2020, 82,4 milioni di persone (il 42% delle quali minori) sono state co-strette a migrare: un numero più che rad-doppiato rispetto al 2010, quando se ne contavano 40 milioni, e aumentato del 16,4% rispetto ai 70,8 milioni del 2018. Guardando agli sfollati interni, invece, se-condo l’Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC), nel 2020 se ne sono regi-strati 40 milioni e mezzo di nuovi, di cui 30 milioni e 700 mila costretti a fuggire a causa di disastri ambientali. In questo quadro, la mappa delle criticità sociali e quella delle criticità ambientali finiscono per sovrapporsi, sottolinea Legambiente: sempre secondo dati IDMC, infatti, il 95% dei conflitti registrati nel 2020 è avvenuto in Paesi ad alta o altissima vulnerabilità ai cambiamenti climatici e degrado ambien-tale. Per di più, secondo l’UNHCR, l’86% degli sfollati migrati fuori dal proprio Pae-se è ospite di nazioni in via di sviluppo, anch’esse tra le più vulnerabili dal punto di vista climatico e ambientale: una misce-la esplosiva, evidenzia ancora l’associazio-ne ambientalista, di possibili ulteriori po-vertà, tensioni sociali, conflitti e nuove mi-grazioni.

Volgendo lo sguardo al futuro, gli scenari non appaiono certamente più rosei: se la popolazione mondiale dovesse rimanere ai livelli attuali, ad esempio, il rischio di spostamenti dovuti alle inondazioni au-menterebbe di oltre il 50% per ogni incre-mento di un grado centigrado delle tempe-rature globali, secondo l’IDCM. Le stime globali, molto variabili, oscillano tra i 25 milioni e il miliardo di persone costrette a spostarsi per criticità ambientali indotte anche dai cambiamenti climatici entro il 2050.

Il dossier di Legambiente restituisce anche un quadro dei flussi migratori in Italia cor-relati direttamente o indirettamente alla crisi climatica: quasi il 38% delle naziona-lità dichiarate dai migranti arrivati via ma-re nel nostro Paese negli ultimi quattro anni (elaborazioni di Legambiente su dati del Ministero dell’Interno) è riconducibile all’area del Sahel, attraversata da una tempesta ambientale e sociale, tra l’avan-zare della desertificazione, l’accaparra-mento delle risorse e i conflitti anche di matrice terroristica. Se a queste persone si aggiungono i migranti arrivati da Paesi dove lo stress ambientale è causa o con-causa della migrazione, come Costa d’Avo-rio, Guinea, Bangladesh e Pakistan, si arri-va al 68%. Se confrontassimo le nazionali-tà dichiarate al momento dello sbarco in Italia tra il 2017 e il 2020 con la carta dell’ IDMC che mostra i Paesi dove sono pre-senti sfollati interni a causa dei conflitti e quelli ad alta o altissima vulnerabilità am-bientale, la nostra geografia quasi coinci-derebbe. Eppure, rivelano gli ultimi dati Eu-rostat, sul fenomeno dei flussi migratori gli italiani hanno la percezione più distorta tra i Paesi dell’Unione europea. La strada per una società più accogliente e inclusiva, del resto, è ancora in salita tanto in Italia quan-to in Europa, pur delineandosi come asso-lutamente necessaria.

“Le migrazioni sono una sfida globale che non può rimanere nel dibattito interno. Ad oggi, lo ricordiamo, la mancanza di un rico-noscimento internazionale della figura dei ‘rifugiati ambientali’ è un vuoto normativo da colmare il prima possibile, sebbene an-che a livello nazionale ed europeo sia pos-sibile formalizzare nei loro confronti il rico-noscimento del diritto d’asilo. Perciò, chie-diamo al Governo e al Parlamento italiano di ampliare le forme di protezione naziona-le per tutelare chi fugge dagli effetti della crisi climatica, e di farsi portavoce per ren-dere queste istanze attuabili oltre i confini degli Stati-nazioni, come in occasione del-le imminenti Pre-Cop di Milano e Cop-26 di Glasgow – dichiara Vanessa Pallucchi, vi-cepresidente nazionale di Legambiente. – I dati e le analisi nel dossier ci dicono che, per affrontare i grandi cambiamenti, biso-gna tenere in vista il faro dei diritti umani e della giustizia ambientale e sociale in uno scenario che, complice la crisi pandemica, vede il moltiplicarsi delle disuguaglianze. Attraverso campagne come “Puliamo il Mondo dai Pregiudizi”, Legambiente si im-pegna a costruire percorsi d’inclusione e solidarietà a partire dai territori, coinvol-gendo realtà che come noi credono forte-mente nel volontariato quale strumento per combattere insieme ogni forma di raz-zismo e violenza che, spesso alimentati da narrazioni false e tendenziose, hanno as-sunto proporzioni inquietanti anche nel no-stro Paese”.

Le associazioni nel comitato organizzato-re di PIM dai Pregiudizi 2021 sono: Legambiente, Acli, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, Agesci, AIESEC, Amnesty International Italia, AN-CeSCAO, ANPI, Arci, Arci Servizio Civile, Ar-cigay, Associazione Italiana Guide Ambien-tali Escursionistiche, AUSER, Azione Catto-lica, Baobab Experience, Casa della Carità, Centro Astalli, CIFA, CNGEI, COSPE, Croce Rossa Italiana, ESN Italia, Fairtrade, Fami-glie Arcobaleno, FederTrek, FOCSIV, Frida-ys for Future, Gruppo Abele, Libera, LINK – Coordinamento Universitario, Medici Senza Frontiere, Mediterranea, Rete degli Studenti Medi, Rete della Conoscenza, Save The Children, SOS Méditerranée, Touring Club Italiano, UCOII, Unione degli Studenti, Unio-ne degli Universitari. Hanno inoltre aderito all’iniziativa: Cesvi, CSV Milano, Forum Terzo Settore Milano, No Walls e Mani Tese.

PIM – Puliamo il Mondo dai Pregiudizi in Piemonte

Moltissimi gli eventi in Piemonte, a dimo-strazione di una sensibilità ambientale e sociale in crescita.
“Sono sempre più le scuole, le amministra-zioni, le associazioni amiche e i cittadini che, con noi, partecipano alla tradizionale tre giorni di volontariato ambientale pen-sata per unire i temi cari alla nostra Asso-ciazione: coinvolgimento della cittadinan-za, tutela ambientale, diritti umani – dichia-ra Giorgio Prino, Presidente di Legambien-te Piemonte e Valle d’Aosta . – Oltre ad essere un’azione efficace, è particolarmen-te significativo il suo ruolo educativo, volto ad accrescere la sensibilità di tutti noi, in ambito ambientale, sociale e di sostenibi-lità; è un modo vivo per comprendere ap-pieno il peso delle nostre azioni, su quan- to ci circonda, sulla nostra casa comune. Al tempo stesso, sempre più forte dobbia-mo chiedere che ci sia quell’accelerazione ormai improrogabile, sulle politiche climati-che che gli stati e le istituzioni dovrebbero intraprendere con convinzione, a partire dagli impegni presi con l’Accordo di Pari- gi, per agire con tono d’urgenza in relazio-ne alla crisi climatica, non più imminente ma reale ed attuale”.

Venerdì 24 settembre: Puliamo il mondo con le scuole:

  • Circolo Metropolitano con una scuo- la elementare di Torino
  • Circolo Fare insieme di Moncalieri con una scuola medi di Moncalieri
  • Circolo Pasquale Cavaliere con scuole Caluso, Foglizzo e Mazzè
  • Circolo Barge con scuola elementare di Bagnolo
  • Circolo Bra con diverse scuole di Bra
  • Circolo Vercellese con scuole di Vercelli e Roasio 
  • Circolo Valle d’Aosta con scuola elementare di Champdepraz 

Sabato 25 settembre: PIM con i Comuni

  • Circolo Metropolitano con Borgaro T.se;
  • Circolo Fare insieme di Moncalieri con Moncalieri 
  • Circolo Il Platano con Carmagnola, Carignano, Villastellone (pomeriggio)
  • Circolo Dora in Poi con Collegno (mattina e pomeriggio)
  • Circolo Tavo Burat con Pettinengo 
  • Circolo Pinerolo con Pinerolo (pomeriggio)
  • Circolo Barge con Bagnolo (pomeriggio)

Domenica 26 settembre: PIM con i Comuni

  • Circoli torinesi Molecola, Metropolitano, GreenTO, Protezione Civile al parco Colletta (pomeriggio)
  • Circolo Aquilone al quartiere Lucento di Torino
  • Circolo CEA Cascina Govean ad Alpignano (mattina e pomeriggio)
  • Circolo Settimo T.se a Chivasso
  • Circolo Valtriversa ad Asti (mattina)
  • Circolo Ovadese e Valle Stura a Capriata (mattina) e Predosa (pomeriggio)
  • Circolo Val Lemme a Gavi

Ufficio stampa Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta: 011.2215851 – 339.2272687

http://www.legambientepiemonte.itwww.facebook.com/legambientepiemontevalledaosta