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Qui Casale Monferrato ● Carlo Baviera

Il palaFerraris di Casale Monferrato

Questa volta scrivo da arrabbiato! Perché ci sono cose che non si possono subire senza reagire prontamente e con decisione. Soprattutto se sono cose che non stanno né in cielo né in terra, anche se apparentemente normali irrilevanti.

Leggo sulle pagine dei giornali locali che per il prossimo campionato di Basket, la Junior (squadra di Basket di Casale Monferrato, militante nel campionato di A2) giocherà le partite casalinghe nel Palazzetto che non sarà più denominato “PalaFerraris” (in ricordo dell’ex vicesindaco e Assessore Regionale Paolo Ferraris, morto venticinque anni fa di mesotelioma) ma <PalaEnergica>; così ribattezzato grazie allo sponsor Azienda locale fornitrice del metano.

Non si può restare in silenzio! E’ come, se per sponsorizzazione, viale Bistolfi o Via Negri o via Lanza (vie dedicate a personalità cittadine del passato) fossero ribattezzate con nomi di ditte locali, a scopo di ricavarne fondi quale sponsorizzazione. Oppure se nei giardini pubblici si sostituisse la statua di Giovanni Lanza dal monumento a lui dedicato con una bottiglia di vino o un krumiro! Sempre per ricavare fondi da sponsorizzazione. Cose oscene!

E questo avviene proprio nel 25° della morte del nostro grande concittadino Ferraris: che, tanto per ricordarlo, è stato uno dei protagonisti del salvataggio dell’AMC (Azienda Multiservizi Casalesi) negli anni ’80. Ed Energica S.P.A. è “figlia di AMC. Dire che sono DISGUSTATO è dire poco.

Aggiungo che, per quanto mi ricordi, le intitolazioni di vie, spazi, contenitori cittadini devono essere votati dalla Commissione Toponomastica e poi dalla Giunta; e a volte se ne discute (per interpellanze e interrogazioni) anche in Consiglio comunale. Ora tutto avviene all’improvviso? Pare di sì. Ma anche fossi smentito sulla procedura seguita, il fatto lo ritengo non casuale.

Intendo dire che si prosegue, quasi in sordina, nel cancellare dalla memoria storica una generazione e una presenza pubblica che ha determinato la politica e le scelte della città e del territorio per quarant’anni: di Riccardo Triglia neanche l’ombra di un ricordo (che so, un vicolo o una giornata in cui si parla di finanza locale a lui dedicata); per Riccardo Coppo ci sono voluti anni per decidere di intitolargli il Palazzo delle Manifestazioni, mentre il Polo “del lavoro e della civiltà contadina” A cui lui teneva molto e a cui aveva dedicato tempo e fatica per raccogliere oggetti e testimonianze) continua a non trovare collocazione e impegno concreto per la sua realizzazione (e resterà una ipotesi senza concretizzazione per i tanti ostacoli che si sono frapposti); ora è la volta di Paolo Ferraris, mandando in soffitta (insieme a molto altro, anche sul piano umano, e chi l’ha conosciuto lo può attestare) il raddoppio del Ponte sul Po, la costruzione proprio del Palazzetto, il pronto intervento per affrontare l’inquinamento dell’acquedotto comunale, la Legge Regionale per la Collina, gli interventi anti-zanzare, i primi contributi regionali per le bonifiche da amianto.

Diciamolo chiaro: c’è una realtà che ha realizzato, ha progettato, ha difeso la città (o è riuscita ha tirarla fuori) da tante emergenze, che continua ad essere “scomoda”, a dare fastidio per l’idea di presenza pubblica, perchè non si è rassegnata e non si rassegna all’andazzo di una politica di basso profilo, di semplice potere, di compromessi utili solo al consenso. E la si vuole cancellare dalla storia cittadina, dalla memoria collettiva. Io mi ribello!

Carlo Baviera