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Presentati

Mi chiamo Beatrice Simonetti e sono nata a Loreto, in provincia di Ancona. Attualmente vivo a Castelfidardo, la città della fisarmonica, e sto ultimando i miei studi all’università di Macerata (sono all’ultimo anno della specialistica in Traduzione Letteraria). 
Sono fidanzata da quasi dieci anni e ho una gattina tigrata di nome Luna (un nome piuttosto banale, lo so, ma nella mia famiglia gli animali non hanno mai avuto un nome più lungo di quattro lettere. Ormai è una specie di tradizione).
Sono anche estremamente nerd. Oltre alla mia passione per la lettura e la scrittura, sono una Girl gamer e mi piace giocare di ruolo.

 Come e quando ti sei avvicinata alla scrittura e perché scrivi.

Quando ho scritto la mia prima storia di fantasia avevo solo sette anni. Ho sempre avuto una fervida immaginazione e penso di aver scritto quel pastrocchio (un fantasy sgrammaticato e bizzarro) per assecondare i racconti che premevano per uscire dalla mia testa. Desideravo scrivere la storia che avrei voluto leggere.

Di quale genere fanno parte i tuoi romanzi? Ti è venuto spontaneo iniziare con quel genere?
 
I miei romanzi sono quasi tutti distopici. Ho iniziato con quel sottogenere perché mi preme molto sottolineare le reazioni e i comportamenti umani in delle realtà avverse come quelle distopiche. Nonostante ciò, ultimamente mi sono buttata sul genere storico. L’ho fatto per dare voce alla mia enorme passione per la storia del ventesimo secolo (anche se comunque era ben presente − tramite riferimenti, oppure in maniera più evidente come in Rodion − un po’ in tutti i miei romanzi).

Dove prendi l’ispirazione?

Prendo l’ispirazione da tutto ciò che mi circonda: dalla scena di un film o di un videogioco, da un’espressione facciale, da un panorama invernale, da una conversazione convincente, da una frase pronunciata in un determinato modo…

Hai qualche buffa abitudine mentre scrivi? Qualcosa che ti caratterizzi e che fai abitualmente durante la stesura?

Mentre scrivo mi piace ascoltare la musica (possibilmente classica). Inoltre, sono una persona che riscrive mille volte i propri capitoli. Quindi, prima di proseguire con la narrazione, rileggo sempre il paragrafo precedente e inevitabilmente finisco col riscriverlo da capo (col rischio di restare ferma a quel punto della storia per settimane).

Quando inizi un libro hai già la storia delineata in mente? Preferisci una bibbia? Scrivi di getto?

Generalmente butto giù una scaletta, poi però la fantasia prende il sopravvento e inizio a scrivere di getto, come un fiume in piena, senza rispettare minimamente le cose che mi sono appuntata. Talvolta sono i personaggi a comandare, a spingere verso una determinata direzione. Mi piace vedere quali pieghe inaspettate prenderà la storia. 

Con i tuoi libri tendi a voler lanciare al lettore anche qualche messaggio particolare? Ti chiedo perché ogni autore lascia un po’ della sua anima nei suoi scritti, ma non sempre è esplicito.

Ogni opera intende lasciare un messaggio differente. Spesso mi piace lasciare messaggi forti, legati alla crudeltà o alla bontà insita nell’essere umano in momenti di estrema difficoltà (come durante una guerra o in una società distopica).

Trovi che la scrittura ti abbia cambiato?

Non mi ha cambiata. Semplicemente, la scrittura fa parte di me e, se non avessi mai scritto neanche una delle mie storie, sarei stata una persona del tutto diversa da quella che sono oggi. 

Spiegami la sensazione che hai provato quando hai pubblicato il tuo primo libro e spendi qualche parola su di esso.

Quando ho pubblicato Rodion con la Delrai Edizioni mi sono sentita male e bene al contempo. Stavo sperimentando una sensazione del tutto nuova, rivoluzionaria, ricolma di ansia, ma anche carica di soddisfazione per l’impegno profuso e i sacrifici fatti. Per farla breve, ho provato un’emozione indescrivibile. E mi credi se ti dico che la sperimento durante ogni pubblicazione? Sembra sempre la prima volta.

 Cosa consiglieresti a chi si avvicina alla scrittura?

Gli consiglierei di leggere, leggere e leggere tanto. Sarà una banalità, ma uno scrittore, prima ancora di essere un autore con la A maiuscola, deve essere anche un grande e appassionato lettore.

Cosa invece consiglieresti ai lettori? Io ad esempio di leggere anche i ringraziamenti…sono ricchi di soddisfazione…

Consiglierei ai lettori di leggere un’opera con estrema attenzione, perché talvolta i sottotesti sono perfino più importanti della storia sulla superficie. 

Quali sono le tue opere?

Rodion è un ucronico che parte dal presupposto che la Germania nazista abbia vinto la Seconda Guerra Mondiale. È una storia sull’umanità, sulla presa di coscienza, e sull’inconsistenza delle ideologie più becere.
Link di acquisto → https://www.amazon.it/Rodion-Beatrice-Simonetti/dp/8855420003/ref=sr_1_3?crid=1SE9NWHGARCCS&keywords=beatrice+simonetti&qid=1640765061&sprefix=beatrice+simo%2Caps%2C127&sr=8-3

Two’morrow: la teoria del Caos: un distopico ambientato in un futuro prossimo, in cui i crimini possono essere anticipati grazie alla psico-polizia. Quella di Two’morrow è una storia sulla scoperta della libertà, sul razzismo e sull’importanza di ogni singolo gesto. 
Link di acquisto → https://www.amazon.it/Twomorrow-teoria-caos-Beatrice-Simonetti/dp/8855420186/ref=sr_1_2?crid=1SE9NWHGARCCS&keywords=beatrice+simonetti&qid=1640765097&sprefix=beatrice+simo%2Caps%2C127&sr=8-2

Il fiume di nessuno è uno storico ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. Il romanzo narra le vicende di Benjamin Händler, un ragazzo arrabbiato con il mondo, arruolatosi come volontario insieme al suo migliore amico: Felix. Questa è una storia sulla crudeltà della guerra e sul modo in cui il conflitto può logorare e cambiare chi lo combatte. 
Link di acquisto → https://www.amazon.it/Twomorrow-teoria-caos-Beatrice-Simonetti/dp/8855420186/ref=sr_1_2?crid=1SE9NWHGARCCS&keywords=beatrice+simonetti&qid=1640765097&sprefix=beatrice+simo%2Caps%2C127&sr=8-2


Hai qualche progetto futuro che potrei seguire e che vorresti annunciare a chi legge? (e ovviamente a me che ti seguirò)

Attualmente sto scrivendo il seguito “non ufficiale” de Il fiume di nessuno. Quest’opera narrerà le vicende di uno dei personaggi secondari della storia e sarà ambientata diversi anni dopo rispetto agli eventi del primo romanzo. 
Inoltre, in cantiere c’è anche il secondo di Two’morrow, di cui ho già scritto diversi capitoli e che spero di concludere al più presto.  

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