E io ho pensato: come fai a metterti nei panni di chi legge? Ma avete visto le persone che vanno alle presentazioni dei libri o che frequentano le librerie o le biblioteche? Non ce n’è mica una uguale a un’altra! Come si fa a scegliere? Secondo me, quella cosa che mi ha detto il mio amico scrittore – e cioè che per scrivere occorre mettersi nei panni di chi legge – è una di quelle cose che si dicono perché si devono dire, ma poi ognuno fa come gli pare.

Comunque, riguardo al mio nuovo libro, credo che quando una storia buona ce l’hai – lo disse anche un famoso regista di Livorno – sei già a metà strada, perché non puoi fare altro che renderla peggiore. Forse non disse proprio così ma qualcosa di molto simile.

E, infatti, la mia paura è proprio quella di renderla più brutta, questa storia, e forse è per questo motivo che sono qui che indugio e non ancora scritto niente riguardo alla storia di cui parlerà il romanzo.

È chiaro, queste righe non faranno parte del libro: questa sarà solo la bozza della sua introduzione, ma è uguale, perché uno che sa scrivere nell’introduzione scrive qualcosa che parla del contenuto, e se è un romanzo, come quello che intendo scrivere io, parla un po’ dei personaggi, dei luoghi dove è ambientato il romanzo, del periodo storico e dei motivi che lo hanno spinto a scrivere. Non come ho fatto io fino a questo punto. Ecco, mi sa che è meglio se il libro inizio a scriverlo domani, e magari lo faccio senza introduzione.

(Questo ed altri testi che pubblicherò sul blog nei prossimi giorni fanno parte di un libro uscito nel 2021 dal titolo La vita è solamente una malattia mortale sessualmente trasmissibile? )