Maria Clausi 

QUANDO SI PREDICA BENE, MA SI RAZZOLA “PIUTTOSTO” MALE.

Tanto tempo fa conobbi una persona che si professava fervida credente nonché convinta comunista. Dunque, c’era una “doppia dottrina” che doveva impedirle di avere certi obiettivi, certi desideri, certe passioni! Ed, invece, “stranamente”, questa persona amava il denaro, il lusso, la mondanità e amava vantarsi di frequentare persone altolocate e, quindi, rigorosamente borghesi con tutti “gli annessi borghesismi”!

Come si concilia la fede in Cristo con l’amore per il lusso?

Attenzione: essere cristiani non significa essere cupi, tristi e pezzenti …

Ma il professare autenticamente la fede in Cristo significa che il denaro e la ricchezza non debbono essere il fine della propria esistenza.

Tutti ricordiamo questa celebre frase di Cristo: è più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che un ricco entri nel Regno dei Cieli!

Il regno di Dio non è precluso al ricco in quanto tale, ma in ragione dell’uso egoistico e distorto che fa della propria ricchezza.

Ebbene, se si sceglie di amare Cristo e si dichiara di amare Cristo si faccia attenzione a non amare troppo l’opulenza: va bene anche l’abito griffato, ma in Paradiso la griffe non serve. Dio ci chiederà conto delle buone opere compiute, non di quanti Armani custodiamo nell’armadio!

Insomma, attenzione alla predica che facciamo perché poi dobbiamo operare in modo coerente!

Chi ha orecchie per intendere, intenda.

MC