È pomeriggio, quando i due investigatori decidono di andare a far visita ai membri della comunità della terza casa, sperando di ottenere un’accoglienza migliore rispetto ai risultati precedenti. In verità non si creano troppe illusioni, sanno cosa li aspetta, perciò non appena si ritrovano davanti un cinquantenne poco incline alla buona ospitalità, partano in quarta.

– Splendida giornata – dice Parker.

– È una goduria! – aggiunge Ted. – Potrei decidere di trasferirmi qui. –

– Parli sul serio? –

– Perché, tu no? –

– Sì, pensandoci bene sarebbe un’ottima idea; il posto è incantevole e la gente è spiritosa – afferma con tono serio, Parker.

L’uomo non sembra gradire la performance di quella coppia strampalata.

– Cosa volete? – dice l’uomo.

– Vuole farci intendere che non lo sa? – risponde il detective. – Siamo i fautori della giustizia, se ancora non l’ha capito. L’è finalmente chiaro? –

– Me ne frego chi siete, invece vedo che avete la testa dura. –

– Sì, l’è tutto chiaro. Vuoi vedere che ci dirà di alzare i tacchi e andarcene? – osserva Ted.

– Esatto! – replica l’uomo. –

– Non vuoi credermi, te l’avevo detto che è uno spreco di tempo – ritorna a ribadire Ted. – Qui siamo in un altro mondo, sono simili a degli alieni. –

– Ehi, stai attento a quello che dici! – è il severo monito dell’uomo.

– Mi ascolti, non voglio prendere le difese del mio amico, ma è anche vero che qui si sta esagerando. Non siamo venuti in guerra ma per aiutarvi – interviene Parker. – Ci tenete o no che si faccia luce sulla morte di quella povera ragazza? Era una di voi, o sbaglio? –

– Polvere alla polvere; è la volontà di Dio – risponde l’uomo.

– Tutto qui? È assurdo! Se fosse stata sua figlia avrebbe detto la stessa cosa? Provi per un attimo a mettersi nei panni di suo padre; immagino che sia un dolore così grande da far scoppiare il cervello. So cosa significa perdere una persona cara … –

– È venuto per farmi la morale?

– No, me ne guarderei bene a farlo, e oltretutto, non con voi. Vivete nel vostro mondo, avete le vostre regole da rispettare e so quanto sia difficile, per non dire impossibile, farvi cambiare idea. Non siamo venuti di nostra spontanea volontà, ci avete chiamati chiedendoci di intervenire per risolvere il caso; non è stato lei in prima persona, ma poco importa. Capisce cosa intendo? –

– È stato commesso uno sbaglio, e per questo vi chiediamo scusa. –

– Ho già sentito questa musica e sono convinto che non cambierà di una nota – dice Parker, volgendo lo sguardo alle altre case. – Naturalmente nessuno si è accorto del pericolo che incombeva sulla ragazza … stento a crederci. –

– Pensi quello che vuole, ma ci lasci in pace. –

– Bella riconoscenza, non c’è che dire. –

– Scusatemi, ma non ho più nulla da dirvi; be’, vi auguro buon viaggio. –

– Grazie. –

L’uomo entra in casa, lasciando sbigottiti i due investigatori.

– Davvero gentile – osserva Ted. – Sarebbero capaci di accompagnarci fuori dai loro confini, pur di toglierci dai piedi. –

– Ci puoi scommettere – replica Parker. – Hai notato? –

– Cosa? – dice Ted.

– Non si è visto nemmeno una donna. –

– Già. Non mi sorprenderei se li tenessero segregate in casa. –

– È davvero molto strano, e come se avessero paura ad esporle al mondo esterno. –

– Il mondo malato, in questo momento rappresentato da noi. –

– Già. –

– Vuoi vedere che la ragazza … –

– Abbia violato le loro regole. –

– Sì. Non mi viene in mente nessun’altra spiegazione. –

– Ed è la più plausibile. Per non parlare di quell’altro caso – dice Parker.

– La morte della moglie? – gli chiede Ted.

– Già. Quell’uomo non mi convince. A questo punto il signor Green non può più nascondersi. –

– Se continuerà a fare il finto tondo gli darò un pugno sul naso. –

– Ti seguirò, puoi starne certo. –