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Il Taser arma da difesa non letale, ma non sempre…

Forze dell’ordine, uso delle armi solo come “soluzione estrema”, ma ora c’è il Taser

di Pier Carlo Lava

Premesso che siamo favorevoli all’introduzione del taser in quanto a nostro avviso consente di perseguire i seguenti obiettivi: 

  1. Fermare i violenti riducendo al minimo il rischio di letalità. 
  2. Tutelare la sicurezza degli operatori delle forze dell’ordine.

Resta il fatto che anche il taser va usato nei casi estremi attenendosi alle regole di utilizzo, dato che ovviamente è sempre preferibile alla pistola in quanto con la stessa ci sono maggiori probabilità che il colpo sparato possa essere letale.

“Nel 2021 ci sono state 2.655 aggressioni fisiche agli agenti sulle strade, più di sette al giorno, una ogni tre ore e mezzo”, afferma Vittorio Costantini, segretario generale dell’Unione Sindacale Italiana Poliziotti (USIP). Il taser è uno strumento che permette di evitare conseguenze peggiori, sia per l’operatore di polizia, sia per coloro che vengono fermati.

Le regole di ingaggio della Polizia di Stato:

«L’utilizzo delle armi da fuoco deve considerarsi una soluzione estrema» recita il punto 1.10 delle regole del dipartimento di Pubblica sicurezza. In dettagli, i principi generali sono: 1) necessità di difesa quando vi è pericolo per la vita e l’incolumità fisica propria e/o di altre persone; 2) risposta ad una resistenza attiva che mette in pericolo la vita propria e/o di altre persone; 3) immediatezza e attualità della minaccia;4) proporzionalità dell’intervento; 5) inevitabilità dell’uso delle armi.

Ma che cos’è il taser e come funziona?

Il taser (acronimo dell’inglese Thomas A. Swift’s Electric Rifle, “fucile elettrico di Thomas A. Swift”), chiamato anche pistola elettrica o storditore elettrico, è un dispositivo che fa uso dell’elettricità per impedire il movimento del soggetto colpito facendone contrarre i muscoli. Il taser è qualificato come “arma propria” di difesa non letale. Il dispositivo è in grado di emettere impulsi elettrici attraverso la proiezione di due freccette collegate tramite dei fili e agisce inabilitando temporaneamente le funzioni motorie del soggetto colpito. La persona, dunque, viene immobilizzata. Grazie alla batteria al litio di cui è dotato, questo strumento assicura un minimo di 50 lanci o scariche e permette di colpire il dissuasore fino a sette metri di distanza con una scarica elettrica a intensità regolare controllata della durata di cinque secondi. Il taser può essere detenuto in casa anche dai cittadini, a patto di avere porto d’armi da difesa personale. In caso di pericolo grave e imminente alla propria incolumità fisica, lo storditore elettrico può essere utilizzato in casa, ai fini di una legittima difesa.

Il Taser, cosa è successo negli Stati Uniti?

In tutti gli Stati Uniti migliaia di corpi di polizia hanno adottato il taser, la Reuters ha documentato 1.042 casi di persone colpite a morte con un taser dalla polizia, in gran parte avvenuti dopo l’inizio degli anni duemila. Molte vittime appartengono a gruppi di persone vulnerabili. Un quarto delle vittime soffriva di crisi psicotiche, o disturbi neurologici. In nove casi su dieci la vittima era disarmata. Questo conferma che anche il taser in determinati casi può essere letale sopratutto quando viene utilizzato più volte sullo stesso soggetto.

Negli Stati Uniti ovviamente si muore molto di più per le armi da fuoco

I dati del Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Cdc) parlano chiaro. Tra il 2000 e il 2020, il numero di bambini, adolescenti e giovani adulti morti a causa di una lesione provocata da un’arma da fuoco sono passati da 6.998 a 10.186. Ovvero: da 7,3 a 10,3 calcolati sulla base di centomila abitanti.

Fonti: Google – Il Sole24ore – valigiablu.it