Video | Panarari: “La polarizzazione Pd-Fdi? Rafforza Giorgia Meloni”

Per il professore di Sociologia della comunicazione ed editorialista di Stampa ed Espresso “il Pd avrebbe dovuto intraprendere un percorso di ridefinizione della propria identità”

09-09-2022 14:11 Candidati in DIREtta Antonio Bravetti Agenzia DIRE

panarari

ROMA – “Il Pd avrebbe dovuto intraprendere un percorso di ridefinizione della propria identità e piattaforma programmatica da un po’ di tempo, ma l’essere stato responsabilmente al governo ha rinviato perennemente la definizione di questa identità, risultando in una dilazione e in una mancata risoluzione delle questioni”. Lo sostiene Massimiliano Panarari, professore di Sociologia della comunicazione all’università Mercatorum di Roma ed editorialista di Stampa ed Espresso, che parla di “un amalgama non riuscito”.


Per Panarari la campagna elettorale del Pd contiene un errore di fondo: “Perennemente costretto all’inseguimento- osserva intervistato dall’agenzia Dire- il Pd ha indicato nella polarizzazione la strategia comunicativa fondamentale: una modalità che funziona se si è dei veri competitor, ma se ci si trova sempre a inseguire in una condizione minoritaria rischia di rafforzare la capacità di determinare l’agenda di colui che si deve sfidare, in questo caso innanzitutto di Giorgia Meloni, indicata da Letta come l’avversaria da battere”. Tuttavia, ragiona Panarari, il Pd potrebbe beneficiare dell’astensionismo: “Innegabilmente la maggioranza dell’opinione pubblica italiana è conservatrice”, premette. Poi: “Il centrosinistra vince nelle città perché nelle aree urbane riesce a mobilitare maggiormente e può contare sull’astensionismo: dove ci sono più astenuti il centrosinistra può contare sull’effetto di non partecipazione al voto di un’opinione pubblica conservatrice. Nelle competizioni nazionali, però, risulta perdente perché ha bisogno di tenere insieme identità distinte che però nell’amalgama non riuscito fanno perdere voti”.

Per Panarari “il paradosso di questa campagna elettorale è che un partito nato con la vocazione maggioritaria si trova assediato a sinistra dal Movimento 5 stelle, ed è un parodosso, e al centro da Renew Italia”. Infine, uno sguardo dall’altra parte della barricata: “La destra un tempo estrema e radicale di Giorgia Meloni ha un grande problema di accreditamento internazionale ed è per questo che lei, che è un politica di professione e conosce questi passaggi, oggi appare misurata e sta cercando di proseguire questa strada di accreditamento”.

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