L’ultima spiaggia

È strano vedere l’ultima spiaggia dalla nostra imbarcazione. È lì, la vediamo sfilare sulla sinistra.
Mentre a destra si presenta un mare oscuro, immenso e pieno di incognite.
Sulla nave ci sono persone che ancora pensano che la scelta giusta sia quella di virare a destra. Eppure sanno che molti di coloro che sono a bordo non saranno abbastanza forti per affrontare quel viaggio, ma a loro non interessa.

Pur sapendo che con quella scelta dovremo affrontare un lungo periodo di privazioni, di rinunce a molte libertà e diritti. Uno su tutti il diritto di poter decidere per sé stessi.
Diventeremo schiavi di un modo di pensare che non ammetterà eccezioni. Ci sarà chi deciderà per noi cosa e come è giusto essere, cosa e chi sia giusto amare, cosa debba essere moralmente accettabile e cosa no, cosa debba essere insegnato nelle scuole, se sia giusto essere liberi, fino a che punto esserlo, se e come poter disporre del proprio corpo e della propria esistenza.

Ci sarà chi stabilirà in base a quali criteri si dovranno classificare le persone, tra quelle di serie A e quelle di serie B.
Ci sarà chi deciderà per noi a chi dovremo credere, quale religione seguire e per quali ideali dovremo combattere.
E pensare che le urla della sirena che li attrae sono tutt’altro che un canto dolcissimo. Ma per molti risultano irresistibili.

Basterebbe poco per permetterci di virare a sinistra e attraccare in quella dolce e sicura ultima spiaggia. Sarebbe sufficiente che tutti quelli che odiano tutto ciò a cui andremo incontro virando a destra, remassero assieme verso l’altro lato; non importa quanta forza possa avere la corrente e quanti siano forti coloro che puntano verso destra. Basterebbe che chi sa e conosce i pericoli del mare smettesse di restare immobile e iniziasse a remare a sinistra anche lui, anziché stare a guardare la corrente e i marinai sotto incantesimo trascinare al largo la nostra imbarcazione.

Abbiamo pochissimo tempo per svegliarli.
Abbiamo pochissimo tempo per far sì che capiscano che l’immobilismo porterà alle rovina e alla disperazione molte persone.

L’ultima spiaggia si chiama 25 settembre e rappresenta l’ultima possibilità per salvare la democrazia della nave “Italia” dal sicuro e drammatico viaggio verso l’incognito. A quel punto dovremmo prepararci ad una lunga e dura lotta per la difesa dei diritti.
La qual cosa non ci spaventa, ma se potessimo evitare…

#6000sardine
#il25settembreIOVOTO

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02HjTRMLiYHue8fX8qrZ652ntc6YMo7qm6KaEvC25svdLU3kVqBY2ahbYxNoiuenFel&id=115594673222973&sfnsn=scwspwa