Vasco è Vasco. Le sue fan assiepano già il giorno prima lo stadio. Tanti possono dire di essersi drogati o ubriacati con Vasco, ma solo Vasco è diventato Vasco. Vasco si poteva fare a 40 anni suonati le sue ammiratrici sedicenni, ci poteva  scrivere canzoni e nessuno ha mai fatto niente. Io non ho ammiratrici e se guardo soltanto per un attimo una sedicenne mi arrestano, ma Vasco è Vasco. Io invece sono uno sfigato di merda. Vasco smuove le masse. Vasco se vuole sposta i voti. Il popolo di Vasco è devoto a Vasco. Perfino i quotidiani nazionali pubblicano in terza pagina le interviste alle ex fiamme di Vasco. Tutti ammirano Vasco. Le donne impazziscono per Vasco. Vasco è apprezzato anche dagli intellettuali. Vasco finanzia pure la rivista letteraria Satisfaction. Vasco ha abbandonato il fiasco. “No Vasco, no Vasco io non ci casco”: così cantava Jovanotti. Vasco è il numero uno, è un mito vivente. Quando morirà Vasco sarà un brutto giorno e le televisioni ne parleranno per una settimana e gli altri vip racconteranno aneddoti e tutti a divinizzare Vasco e tutti a commuoversi, a piangere, a pregare per la buonanima di Vasco e poi tutti alla camera ardente e i fan andranno a mettere i fiori sulla sua tomba. Vasco è una rockstar ma anche un poeta di strada. Puoi criticare quanto vuoi, ma Vasco è una roccia e ha le spalle larghe. Anche la filosofa Ilaria Gaspari ha accostato Vasco a Proust e ha dichiarato che le sue canzoni sono “un rifugio emozionale” per noi tutti. Quindi rassegnatevi e fatevene una ragione della grandezza e della genialità di Vasco. Negli anni ’70 Claudio Lolli con il suo primo album vendeva 200000 copie e Vasco non aveva spettatori, poi il mondo è cambiato. Una volta mi hanno detto: “Ti spacco la faccia e ti prendo a calci in faccia se parli male di Vasco”. Vasco ci ha sempre creduto. Vasco è stato un innovatore. Vasco ci ha messo la faccia. Vasco non ha mai mollato e poi è stato premiato. Ammettilo che Vasco ti piace anche a te, che fai tanto l’indifferente.  Vasco è un fenomeno di costume. Perché nessuno non ha ancora scritto la fenomenologia di Vasco? Ambasciatore non porta pena, ma ho sentito una tale che al mare ha detto: “c’è certa gentaglia ai concerti di Vasco Rossi”. Vasco e Luciano Ligabue non se le mandano a dire. D’altronde sono rivali. Il cantautore Morgan ha detto che la vena creativa di Vasco si è esaurita già da tanto tempo. Vasco è un poco suscettibile: infatti ha denunciato i ragazzi di Nonciclopedia.   Vasco è tutti noi. Vasco è anche tutto il business che c’è dietro. Vasco dà lavoro a tanta gente. Tu parli male di Vasco perché lui è bello, ricco, famoso e tu no. I ragazzi di oggi scrivono sui loro diari i versi di Vasco. È inutile che fai lo pseudointellettuale snobbando Vasco perché oggi tutti gli intellettuali si sono ormai nazionalpopolarizzati. Ci sono tante ragazzine che crescono a pane e Vasco e poi quando diventano intellettuali lodano ed elogiano Vasco. Ci sono tante belle ragazze che se le trovo al bar non mi degnano nemmeno di uno sguardo e mi denunciano se cerco un timido approccio, ma poi te li ritrovi in topless ubriache davanti a tutti a cantare a squarciagola le canzoni di Vasco ai suoi concerti. Ci sono donne che farebbero pazzie per Vasco. Vasco ha fatto innamorare migliaia di coppie. A Vasco hanno dato anche una laurea ad honoris causa perché lui è un grande comunicatore. Vasco è tutto e nulla. Vasco esiste perché esiste nelle vostre menti. Chi non ha mai cantato una canzone di Vasco? Chi non ha mai pianto ascoltando una canzone di Vasco? C’è chi dice che i fan di Vasco sono intolleranti. Vasco non si discute. Vasco è l’unico italiano che riempie gli stadi. Vasco è un buon argomento di conversazione. Ti mancano le parole? E allora chiedi a Vasco. In mancanza di meglio ascoltiamo Vasco. Vasco è sold out. Per cultura generale devi leggerti almeno 3 o 4 biografie di Vasco. Una volta mi sono fatto una ragazza parlando bene di Vasco. Una volta una ragazza mi ha mandato a quel paese perché criticavo Vasco. Ci sono alcuni snob che ritengono che Vasco sia espressione del provincialismo deteriore e del discotecume anni ’80 italiano. Chi critica Vasco è solo invidioso o in mala fede. Tutti sanno a mente le canzoni di Vasco. Vasco non deve niente a nessuno. Vasco ha scritto capolavori. Vasco, che non vuole essere poeta, diventa il poeta di tutti indistintamente e nessuno deve parlarne male perché non è colpa di Vasco se i poeti non fanno più i poeti e il mondo è quello che è. Se vuoi capire cosa è l’Italia guarda i concerti di Vasco. Tutti vanno in pellegrinaggio a Zocca e poi scrivono sul muro della villa di Vasco e poi sono felici se Vasco li saluta in lontananza con una mano e si accorge della loro esistenza. Vasco ha la scorta perché non si sa mai i mitomani. Vasco oggi è salutista e fa il footing. Vasco ha messo la testa a posto. Vasco è stato male, ma ora sta bene. Vasco è la normalità della trasgressione. Vasco ha normalizzato la trasgressione. Vasco fa bene al cuore. Vasco può permettersi di dire quello che gli pare. Attento a non fare arrabbiare Vasco perché lui fa opinione, lui ti porta alle stelle o ti mette nelle stalle. Alcuni maligni dicono che Vasco ha un’oratoria stentata da quindicenne, ma devono andare a farsi fottere.  Di Vasco dicono tutto e il contrario di tutto. Vasco è mille leggende metropolitane. Vasco si ama senza riserve, senza se e senza ma. In tutto questo parolaio assurdo che è l’Italia Vasco è il miglior paroliere. Mica è colpa sua se secoli fa le persone consideravano un capolavoro il David  e ora invece considerano come tale Albachiara? Quante parole su Vasco!  Vasco, difetti, eccessi, luci e ombre.  Vasco is God. Vasco è Vasco.