Alessandria, pubblicato da Pier Carlo Lava 

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QUANTO CONTA L’AUTOSTIMA?

Ricordo che quando ero ragazzina ebbi modo di conoscere una persona (di sesso femminile) che amava sè stessa in maniera esagerata: non perdeva occasione per elogiare sè stessa e tessere quelle che, a suo dire, erano le sue numerose doti, fisiche e intellettive.

Allora, in ragione della mia insicurezza, l’esaltazione di questa persona mi impressionava, mi intimoriva. Al contrario di lei, ero profondamente insicura e profondamente insoddisfatta del mio aspetto che trovavo assai sgradevole.

L’insoddisfazione per l’aspetto è rimasta: direi che si è cronicizzata. Ma oggi la superbia altrui non mi impressiona più: provo solo enorme tristezza per il superbo!

Certo è che in una società dove la bellezza esteriore è notevolmente importante, spesso una sorta di “lasciapassare” per disparate occasioni, per chi è “diversamente bella” è davvero dura!

Sebbene molti dicano che la vera bellezza è quella dell’anima (quella che non si vede), quando questi estimatori dell’anima vengono messi alla prova dimostrano di apprezzare tutt’altro!

Che dire?

Bisogna cercare di coltivare la bellezza dell’anima, nonostante tutto, e cercare di provare un sano amore per sé stessi.

Bisogna, dunque, evitare la vanagloria della persona del mio (triste) passato e avere una giusta autostima che consenta di avere un giudizio equilibrato di sé stessi, degli altri e delle situazioni di vita.

MC