Alessandria, post pubblicato a cura di Pier Carlo Lava 

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Alle otto del mattino, i temerari. Due o tre “bravi” temprati dal gelo scivolano in canoa sulle acque del Po. Li ammiro mentre accompagno il figlio e davvero un pochino mi beo dello sguardo raso acqua dei suddetti, vedo quel che loro vedono: il volo dei gabbiani, i Germani infreddoliti, la nebbia smog.

Da qualche giorno, complice la conoscenza della strada, evitando, tranquilli, gli attraversamenti, scelgo di togliere gli occhiali mentre rientro alla maison. Faccio una mia personale temeraria Mindfulness cecata. Calcolate che mi mancano sei diottrie e sono sorda da un orecchio… e abbastanza pure dall’altro.

Mi ovatto per un chilometro, sperando di non pestare deiezioni umane canine. Perché, vi chiederete voi scuotendo la testa. Perché in quel chilometro vissuto nella pienezza poetica del mio uovo si spalancano tutte le informazioni creative della giornata. Come se scivolassi da sola in canoa lungo il fiume. In un certo senso, uno sport estremo. Sperando non ci sia qualche buca. Mi sento molto Le Mat, arcano numero 0, alle otto di mattina.