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almerighi

Il braccio dell’uomo (trad. Francesco Marotta)
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(Mauthausen 1939 – 1945)
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Ogni giorno il mio corpo diventa immenso come l’universo
e io sono a un passo dalla tristezza più profonda
affamato di vita e di pane
ricoperto dalla morte e dall’incubo
bevo l’odore del forno crematorio come una goccia d’acqua
……viva

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tocco la verità della vita e dell’ombra
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e quando la mia ombra muore
quando cerco un foglio di carta in fondo ai miei occhi
sollevo con le mie braccia la montagna di pietre
e risuono
come una fetta di pane
nell’oscurità della notte

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perché la notte è come l’attesa della fame
e della paura
perché il giorno è come un bubbone purulento
e la vista è smarrita in una realtà più orribile del terrore notturno

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già mille volte hanno bruciato il mio scheletro
ma continuando a vivere divento spietato
sono il guardiano l’assassino e…

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