Come guglie di cattedrale

Come guglie di cattedrale, di Cesare Moceo

Come guglie di cattedrale

Quante volte ho pensato di non farcela!

M’accorgo molto spesso 

della differenza che c’è
tra l’essere vivi e pensare di esserlo
e s’insinua immediato il singulto
che nulla si può dar di scontato
se non il capire come evitare
ciò che potrebbe far ancor più male
Mai avrei immaginato
tra gli effetti benefici dell’anima
di rischiare la coscienza
per dimostrare di poter superare i miei anni
nel gioco dei gesti quotidiani
a persuadere il mio operare
di divenire regalo per tutti
come guglie d’una cattedrale
senza nuocere alla mia pace
e trascinarmi libero e lontano
dall’indifferenza che rende complici
E abbattere gli alibi
di occhi falsamente disperati
pieni di finte lacrime
a simulare disturbi dentro i sogni
tra squallidi deliri
e speranze gettate alle ortiche
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù
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Foto di Giovanna Sidoti