A cosa non posso rinunciare

cosa non devo scartare.

Cosa comprare, che sia nuovo e lucente

come una mela rossa?

Mi accontento di abiti dell’anno prima,

o trovati al mercatino dell’usato.

Non resisto alle collane, soprattutto di carta pressata.

Ma gli stivaletti si risuolano dal calzolaio del paese

un artigiano saggio

quando settembre ritorna.

Qualcuno, che non conosco, ha fatto cadere il caffè una mattina

sul libro che sto leggendo.

L’ombrello è sempre nuovo e grazioso.

Sospiro:

presto prenderà il suo posto all’ufficio

degli oggetti smarriti.

Acquisto spesso i quaderni, e in soprannumero.

Servono copertine cartonate sontuose

oppure vintage, minimali, di carta riciclata

per seguire il momento.

La penna nell’astuccio nuovo ha la punta morbida e scorrevole.

Prego ogni giorno il computer di non lasciarmi

dopo la sua rovinosa caduta di Natale, nel 2019, nella casa della madre.

Alice lo accomodò con le manine, per ora si sostiene, piegandosi a fatica.

A cosa non posso rinunciare

Cosa posso scartare.

Cosa mi è stato regalato.

Cosa posso donare.

(immagine di Marco Lorenzetti)