Cosa avrebbe dovuto fare? Consultare I King, i tarocchi, l’oroscopo? Rivolgersi ad un cartomante, un chiromante, un sensitivo? Era piombato in un incubo terrificante e non sapeva come uscirne. Tutto era iniziato per il giorno del suo compleanno. Aveva voluto evadere per un giorno. Voleva un giorno da ricordare. Aveva voluto trasgredire. Ma la sua era una trasgressione virtuale, a distanza, asettica. Si era connesso ad internet. Era andato su un sito erotico. Non poteva andare a prostitute realmente. Avrebbe dovuto fare sesso virtuale con una escort. C’era il Covid, la pandemia, la quarantena. Non poteva rischiare il contagio. Nessun incontro ravvicinato. Avrebbe dovuto accontentarsi. Avrebbe dovuto festeggiare in sordina. Aveva scelto una bella ragazza rossa con cui collegarsi webcam e videochattare eroticamente. Aveva pagato con la carta di credito. Era single. Viveva da solo. Quindi non aveva nessuno che controllava le sue spese: nessun genitore, nessuna moglie o fidanzata, nessun figlio. Era libero di fare e dire ciò che voleva. Aveva guardato la sveglia sulla scrivania. Aveva dato una rapida occhiata al comodino dove teneva una copia della Bibbia e una copia de Il principe di Machiavelli. Era un manager. Era un dirigente di azienda arrivato. Guardò il letto sfatto. Nella sua biblioteca alcuni libri erano accatastati sopra gli altri. Quando si assentava da casa per andare al lavoro chiudeva tutto a doppia mandata perché aveva dei documenti di massima segretezza in un armadietto. C’erano investigatori pronti a scassinare, a rubare, a trasgredire ogni legge per spionaggio industriale. Lui teneva in un armadietto chiuso con il lucchetto i documenti riservati della ditta. Era un uomo affidabile e serio sul lavoro. Il suo titolare sapeva che di lui si sarebbe potuto fidare, che non avrebbe mai tradito la fiducia e per questo sarebbe stato ricompensato. La ragazza era già nuda. Il colloquio e la dolce visione durò mezz’ora come da accordi. Anche lui si era spogliato. L’incontro via webcam era stato compromettente. La ragazza alla fine si era tolta il rossetto, si era levata la parrucca rossa. Era solo allora che si era accorto che era una sua vecchia conoscenza. Era Alessandra, una sua giovane ed avvenente impiegata, che aveva licenziato dopo che lei aveva respinto le sue avances. Il suo approccio amoroso era stato goffo, imbranato, autoritario. Lei non si era lasciata intimorire ed era andato a raccontare tutto al titolare, che aveva creduto ciecamente a lui. Gli aveva detto alla fine di quella connessione online: “mi riconosce dottore? Come la mettiamo? Si ricorda di me? Si ricorda di come mi ha trattato? Già alcune persone l’hanno vista online in atteggiamenti sconvenienti ed osceni, ma lei non saprà mai chi. Inoltre il nostro incontro virtuale è già stato registrato. Posso pubblicarlo online sui siti pornografici in cui si condividono i video hard professionali ma anche amatoriali. Posso sputtanarla domani come tra cinque anni. Io non l’avvertirò. Nessuna l’avvertirà. Potrà essere vittima ignara di uno scandalo. Potrebbero licenziarla per questo motivo. Potrebbe perdere molte amicizie. Posso rovinare la sua reputazione quando mi pare. Non voglio ricattarla. Non mi interessano i suoi soldi. Voglio farle perdere la sua sicurezza granitica. Posso farle mancare la terra sotto i piedi. Non sarà più certo di niente. Posso spubblicarla quando voglio”.

Allora lui che sudava freddo, tutto agitato, le rispose prontamente: “ci sono delle leggi ad hoc. Rischi il carcere ed una multa pesante. C’è la legge sul revenge porn. Dovrai risarcirmi di migliaia e migliaia di euro. Non te la caverai a buon mercato”.

Ma lei controbattè subito: “può darsi che lei non si accorga di niente. Può darsi che tutti sappiano e nessuno gli dica niente. Di siti porno ce ne sono a migliaia. Come fa ogni giorno a controllarli tutti? In fondo chi sarebbe un suo vero amico? Colui che la lascia vivere in pace, lasciandola ignaro di tutto, pur sapendo, oppure uno che le dice tutto, facendola soffrire come un cane? Io le garantisco massima indiscrezione. Non ho paura di essere perseguita legalmente. Pagherò il mio debito con la giustizia. Ma stia attento perché una volta che un video è online ci resta nella stragrande maggioranza dei casi. I siti porno sono esteri ed hanno un’altra legislazione. Ci vogliono le rogatorie internazionali e spesso non sono efficaci”.

Così andò. Si ricordava esattamente tutto, quelle parole, quei gesti. Quella ex impiegata l’aveva rovinato. Forse avrebbe rovinato la sua vita. Sicuramente aveva già rovinato la sua serenità. Era molto inquieto. Non poteva fare niente. A chi confidarsi? A chi rivolgersi? Forse non era avve tutto in modo fortuito. Forse era vittima di una trama occulta della concorrenza. Era appena ritornato dal lavoro quel giorno. Decise di fare una passeggiata per respirare un poco e distrarsi. Una auto si fermò vicino. Erano due anziani coniugi che gli chiesero dove fosse la pubblica assistenza. Disse loro di fare la rotatoria, prendere a diritto, svoltare alla prima a destra e parcheggiare dopo cento metri. Disse loro che avrebbero subito notato a destra una palazzina gialla con tutte le ambulanze fuori. Molto probabilmente andavano a fare visita a un morto. Pensò che tutto era destinato a finire. Alzò il bavero. Si passò la sciarpa attorno al collo. Era freddo. Il cielo prometteva pioggia. Affrettò il passo, perso come al solito nel suo tormento. La sua vita era una grande incognita. Poteva succedere tutto o niente. Lui poteva essere l’ultimo a saperlo o poteva addirittura non saperlo. Era questione di fortuna, di destino. Pensò che aveva messo il suo futuro, la sua vita nelle mani di una ragazzotta svampita. A volte basta una mezz’ora di incoscienza per essere rovinati per sempre. Poteva essere travolto dallo scandalo da un momento all’altro, da un giorno all’altro.