Una poesia di Amina Narimi

Saremmo morte senza l’ombra del dolore

che ci ha messo sulle spalle le montagne,

che ha condotto dalle celle della vista

ai monti benedetti le ossa cave.

La strada danza nel piccolo salterio

del fiume di portata e la sua voce 

va nel respiro quieto di un bambino

quando dorme nella stanza accanto;

ripentendo siamo salvi al posto giusto

siamo mondi ancora, insieme

siamo casa

di una giumella semplice che attende

il silenzio e sacro vuoto del Natale

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