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~ CUBETTI SHAKERATI IN UN BADMINTON ~
di Leonardo Migliore
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Fra simulacri di ghiaccio infuria la tormenta:
sibili di carta vetrata annichiliscono le coscienze,
bugie infilzate di verità sono visi ipomimici.
Geometrie stereotipate struggono gelidi scheletri,
inoculando livide insinuazioni,
lo scavo che svelle.
Cavicchi inchiodati con saette di rame
nei collari consegnano battere di denti e chiavi.
E ancora
famelici blocchi di ghiaccio svettanti come alberi,
sarcofagi di cristallo che abbrancano piramidi smeraldine,
suggestioni alcoliche in colini da cocktail.
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Dai miei arti intormentiti per il freddo
gemmano mani che amano vellicare il suo eburneo collo.
Dolce è l’amare in punto di morte,
ne mitiga il pensiero.
Amo baciare l’acrobata che bacia i miei rami:
uno scoiattolo bianco
nel nascondiglio sospeso di una vita nell’altra.
Con la sua lunga coda m’ha donato il tepore della primavera,
con salti e rincorse ha shakerato i miei sensi.
Nel periodo degli accoppiamenti,
ho conosciuto una femmina vogliosa con grandi capezzoli
e la sua vulva si faceva di brace.
Rimpiango l’autunno,
mi pento di essermi concesso spoglio, insipido.
Ora, immerso nei silenzi glaciali,
sto per abbandonare la mia amata,
m’attende, incolore come il gin,
il sonno apparente.
Mi piego all’amore che sopravvive,
desidero
chi mi resiste.
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_ Foto dal Web di un Badminton servito in una coppa da cocktail.
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