Mentre salgo la mulattiera che conduce alla stazione fantasma di Fornello penso ai montanari che fino agli anni ’60 hanno percorso questi sentieri chiamandoli via dei romei, perché li percorrevano i pellegrini cristiani che nel medioevo andavano a Roma. Per questo “Il bambino del treno”, che doveva chiamarsi Anselmo, ebbe nome Romeo. Proprio la lettura del romanzo “Il bambino del treno” di Paolo Casadio ha ispirato la mia visita alla ex stazione ferroviaria di Fornello alle pendici di poggio degli Allocchi, sull’appennino Toscano, ai confini con la Romagna. Troppo forte è stato il desiderio di visitare i luoghi dove i protagonisti del romanzo hanno vissuto tra il 1935 e il 1944 e dove è nato il piccolo Romeo. E’ un romanzo che parla d’infanzia, di amore, di amicizia, di solidarietà. La vita del capostazione Tini e della sua famiglia si intreccia con quella dei montanari e pastori della valle del Muccione, che nella loro vita semplice racchiudono tanta umanità e dignità. La grande storia, quella della seconda guerra mondiale, del fascismo e dell’antisemitismo, incrocia le storie di vita quotidiana degli abitanti di Fornello, di questo piccolo mondo di case disseminate tra montagne e mulattiere, che sembra protetto e immune da tutto quello che sta capitando, nello stesso periodo, nel resto d’Italia e del mondo.

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https://tuttatoscana.net/2022/01/18/la-ex-stazione-ferroviaria-di-fornello/