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È che ci piace festeggiare anche quando sarebbe meglio commemorare.
Oggi 23 aprile 2022 “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore” istituita nel 1995 dall’UNESCO durante la Conferenza di Parigi.
Il caro, buon vecchio amico libro, meriterebbe un monumento ai caduti, in piazza, in periferia, nei sobborghi e nelle metropoli, alla luce di un lampione o al buio che anima certe giornate che non sai mai da che verso prenderle se non stai leggendo Shakespeare.

Commemoriamo i caduti, fresati o cuciti, hanno tutti la stessa radice, grammatura a sangue, isbn a vista, tracciamento inutile, ergastolo a vita. Mai perdere speranza nell’amnistia, i colpi di scena non sono rari per chi vive e poi crea.

Ma dove sono i libri consumati a tavola, con l’alone di unto e la tazzina di caffè che dimentichi di sorseggiare perché ormai sei da un’altra parte. E le dita leccate per sfogliare le pagine quando i virus erano pane per gli scrittori fantasy e non si annidavano certo, mortali, tra le tue mani.
E il libro a letto, compagno perfetto a cui non devi scusarti se hai mal di testa, che al mattino ti aspetta sveglio sul comodino, sempre che non sia scivolato sul pavimento.
E sul telo mare, mai così morbido, un bravo scrittore era osteopata e psicologo, curava anche la sciatalgia, l’apatia e la monotonia, altro che sdraio con materasso all’ombra sotto la palma mentre ti gratti la pancia se la giornata è quella ideale.
E i libri, feriti di guerra, con le pagine tenute dallo scotch, da pluridecorare e quelli impolverati, i più preziosi, come se avessero il talco dopo aver fatto la doccia.

Si cresceva a pane e libri, il pane era il companatico. Si scambiavano libri perché costavano troppo.
Oggi costano poco, bisognerebbe trattarli come le borse griffate per cui paghi la plastica come fosse platino tempestato di diamanti.

Altri tempi, nostalgia canaglia disse egli, non ricordo chi, forse un contadino delle mie parti che pestava il vino cantando “Quando il sole tornerà”
Tempus fugit, e fugit anche tu come questa follia che arma la mano morta mentre il pensiero si ostina a restare in vita e l’encefalogramma balla la pizzica e la Taranta. E con la Taranta non sai se è un bene o un male e credi che un ragno sia la causa dei tuoi guai.
E ti chiedi cosa c’entri un libro che dallo scaffale rende chic il tuo monolocale che altrimenti parrebbe la cella in vitro di un domani in vacanza

Magari fra poco, una sera d’estate, una pira di carta, un falò e una chitarra e brindiamo all’estinto.

Buona Giornata del libro, cin con gli astemi e chi ancora “brilla” di curiosità e conoscenza.

Maria Teresa Infante
https://mariateresainfante.com/

8Anna Maria Lombardi, Giacomo De Troia e altri 6

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