Stefano Bonaccini, presidente e candidato della Regione Emilia Romagna, con Lucia Borgonzoni (D), candidata del centrodestra alle elezioni regionali in Emilia Romagna, durante un confronto alla trasmissine televisiva ”Cartabianca” condotta da Bianca Berlinguer, Roma, 19 novembre 2019. ANSA/FABIO FRUSTACI

CHIUDE CARTABIANCA: GLI EPURATI DI MAMMA RAI E I MORTI CHE PARLANO. 

Il talk show di Rai 3 (l’unico in prima serata dei palinsesti di viale Mazzini) chiuderà i battenti e il primo a solidarizzare con la conduttrice Bianca Berlinguer è Matteo Salvini, che pure mantiene la Lega nella maggioranza di governo. Fuori dal Palazzo è Adriano Celentano ad esprimere vicinanza alla giornalista di Rai3 con un post su Instagram: “Non sono d’accordo con le tesi del professor Orsini, ma è profondamente ingiusto non farlo parlare. E poi critichiamo Putin?”.

La chiusura del programma era nell’aria. L’amministratore delegato Carlo Fuortes aveva già avvisato in Commissione di Vigilanza: “C’è stato un abuso del format del talk show, ma non credo sia la forma ideale per l’approfondimento giornalistico.

Penso sia più adatto ai temi leggeri”. La tv pubblica vanta una lunga tradizione di epurazioni, dai governi Berlusconi a quello di Matteo Renzi. Sul Fatto di domani faremo l’elenco storico dei protagonisti “cacciati” da Mamma Rai, solo perché sgraditi all’inquilino di Palazzo Chigi.

Oggi è il turno del premier Mario Draghi, lo scopo è silenziare voci sgradite sulla guerra in Ucraina. Del resto, il dibattito sul conflitto resuscita persino i morti: come il politologo Giovanni Sartori (deceduto nel 2017) tornato sulle pagine del Corriere della Sera con un suo articolo del 2002 e un altro del 2010.

Il fatto di domani