Viola, Donatella Maino

viola

i rami della quercia frustano

le mura del carcere spezzando

l’aria in tante piccole gocce:

una cavità antica, un amore feroce,

il corpo appeso ad una fune di parole.

Prego a mani mozze,

bestemmiando litanie,

bruciando diari macchiati di viola,

antico colore del vino appena fruttato.