La CUB SANITA’ ALESSANDRIA rende noto a tutte gli organi statali interessati che l’applicazione del labirinto normativo sulle sospensioni dei sanitari che non hanno aderito alla campagna vaccinale sta procedendo in modo difforme, confuso e del tutto arbitrario. Ogni struttura, pubblica o privata, risponde in modo diverso al complesso di leggi, decreti, regolamenti, circolari e note che nel corso degli ultimi anni si è andato stratificando. Abbiamo reso nota la caotica situazione che si è andata generando, anche in un recente incontro in Prefettura di Alessandria perché riteniamo che ciò non giovi alla credibilità delle istituzioni dello stato.

Il tentativo di disciplinare la materia è ormai fallito sia sul piano formale che rispetto agli stessi obiettivi che il legislatore, gli ordini professionali e quanti altri soggetti interessati forse si proponevano di raggiungere. L’esempio più eclatante è dato dalle recentissime disposizioni degli ordini professionali che inizialmente riammettevano in servizio per soli 90 giorni il personale sospeso e poi guarito, ed oggi hanno esteso questo lasso di tempo a sei mesi. Il risultato è che ci sono dipendenti delle strutture sanitarie che sono stati riammessi, risospesi e riammessi di nuovo per ulteriori 6 mesi. Altri dipendenti vengono sospesi con largo anticipo rispetto alla scadenza del green pass, per il solo fatto di non essere iscritti ad alcun ordine professionale.

In Italia si direbbe che i virus preferiscano essere ospitati nei corpi di chi svolge professioni come il geometra, l’impiegato o il centralinista, piuttosto che in quello di un infermiere. E non dimeno sembrerebbero frequentare assiduamente gli uffici e raramente le corsie di ospedale, piuttosto le officine che gli ambulatori.

La CUB SANITA’ ALESSANDRIA chiede a tutti i soggetti interessati di interrompere questo spettacolo comico cui stiamo assistendo, la cui comicità ricade tragicamente su migliaia di professionisti che potrebbero lavorare e invece, a causa della piega folle assunta in questi ultimi tempi dalla legge e dallo stato, sono a casa senza stipendio. La CUB SANITA’ ALESSANDRIA chiede che si recuperi al più presto un sistema di regole ed un sistema sanitario veramente efficaci e rispondenti allo scopo di incremento e tutela della salute, e si abbandoni l’attuale caos normativo fine a sé stesso, controproducente ed a cui le strutture sanitarie rispondono ciecamente senza curarsi degli effetti disastrosi che esso produce anche sul piano della effettiva salute dei cittadini e degli operatori sanitari.

 

Morandini Alessandro

CUB SANITA’ ALESSANDRIA