Un mio recente articolo in occasione della triste ricorrenza del crollo del ponte Morandi a Genova.

Antonino Schiera - Riflessioni d'Autore


Ponte Morandi e quel vuoto che spaventa tutti è il titolo del mio articolo su Il Salto della Quaglia

Ore undici e minuti trentasei del quattordici agosto duemiladiciotto. È il momento preciso in cui, sotto le cascate d’acqua di un temporale mattutino estivo, il ponte Morandi nelle primissime propaggini delle alture di Genova, si sfalda come un castello di sabbia qualunque, schiantandosi al suolo. Nel breve volgere di pochi secondi la vita di seicentoventi persone viene improvvisamente stravolta, si contano infatti quarantatré persone decedute, undici feriti e cinquecentosessantasei sfollati.

Immaginiamo per un attimo di essere una delle persone coinvolte nel crollo. Voglio pensare a una famiglia che si stava recando al mare dopo un anno di lavoro, oppure alla coppia di colleghi sopra un camion che circolava nell’asfalto rovente per rifornire i negozi e perché no a un anziano pensionato che viveva in uno degli appartamenti costruiti più o meno…

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